Tra gaming e cinema, il futuro è la narrazione transmediale

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Tra gaming e cinema, il futuro è la narrazione transmediale

I confini che separano la grande industria del gaming e quelli del cinema sono sempre più sfumati, leggeri, impercettibili. Sono due settori così diversi ma allo stesso tempo così simili, in grado di influenzarsi a vicenda, di giocare di sponda, di sfruttare l’uno i successi dell’altro. Si tratta di quella che Henry Jenkins, sociologo e saggista statunitense esperto di comunicazione e giornalismo, definiva narrazione transmediale nel suo libro del 2006 “Cultura convergente”.

In parole povere è una forma narrativa che attraverso tipologie differenti di media cerca di perfezionare l’esperienza dell’utente, con nuove informazioni, distinte tra di loro. Se prima infatti i tre grandi elementi dell’intrattenimento (film, videogioco e libro) erano separati tra loro, adesso, la nuova narrazione, impone che questi tre soggetti siano incastrati, correlati, uniti. Il risultato è la grande proliferazione dei nuovi media, di piattaforme mobile, di internet. L’esempio più riuscito di transmedialità, inserito anche da Henry Jenkins nel suo libro, è quello di Matrix, una storia che si sviluppa su diversi media: film, cartoni animati, fumetti, videogiochi. Altro esempio è quello di Lost, all’inizio solo serie tv, che resta la sua struttura principale, ma poi anche libri, videogiochi, fumetti.

Oggi sono tantissimi i modi in cui il cinema si integra e contamina gli altri media. Basti pensare che ci sono anche numerose slot online ispirate ai film, oppure ai grandi personaggi del grande schermo: da Tomb Raider ad Harry Potter, passando per Il Signore degli Anelli o la serie degli 007. Ma se prima il passaggio era da film a videogioco, negli ultimi anni il rapporto si sta invertendo, con registi e sceneggiatori che guardano all’universo gaming per trovare nuova ispirazione.

In questo articolo del Corriere della Sera si cerca proprio di fare una selezione dei migliori film tratti da videogiochi. E in testa c’è un titolo che non ti aspetti: Death Stranding. Il celebre gioco della Kojima Productions diventerà infatti anche una pellicola con tanto di Norman Reedus come protagonista. Tra gli altri pezzi forti ci sono Furia Animale, tratto dal cult anni 80 Rampage, e oggi disponibile come film che vanta un cast stellare ( e che vede Dwayne Johnson “The Rock” come pezzo forte). È diventato un film anche Sonic, l’animaletto del videogioco della SEGA, oppure Resident Evil, che ancora oggi è l’esempio perfetto di come trasportare al cinema l’universo del gaming. Per una trasformazione da giocatore a spettatore.

redazione

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