La consigliera Di Bari oggi alla firma del Protocollo di intesa per la candidatura del sito ‘Via Appia. Regina viarum’ nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco

0
47

Si è tenuta questa mattina la cerimonia della firma del Protocollo di intesa per la candidatura del sito ‘Via Appia.  Regina viarum’ nella lista del Patrimonio  Mondiale Unesco.  Presente per la Regione Puglia la consigliera delegata  alle Politiche Culturali Grazia Di Bari. “Un atto – ha dichiarato Di Bari nel suo discorso – che giunge al termine di un lungo percorso promosso dal Ministero della Cultura e condiviso con 4 Regioni, tra cui la Puglia, e che ha visto coinvolti anche i Comuni, le Città Metropolitane, i Parchi, le Università e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. La Via Appia era una strada consolare, che collegava Roma con Brindisi, e che si snodava in un tracciato che nato per esigenze militari divenne, poi, una strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali. Un tracciato conosciuto con l’appellativo di “Regina Viarum” poiché il poeta Stazio dedicò a questa Via una serie di testimonianze di valenza politica, economica e sociale che le valsero la sua millenaria fortuna.

Ancora oggi la Via Appia rappresenta un modello di ingegneria stradale romana, che costituisce il nerbo della viabilità in Europa e intorno al bacino del Mediterraneo. Una Via che è anche un percorso religioso – come la Via Francigena – che è un Cammino di fede e di incontro da valorizzazione e da mettere in rete in un sistema integrato.

In tal senso, il percorso di pellegrinaggio è diventato metafora di un viaggio alla riscoperta delle radici dell’Europa, poiché permette di incontrare e comprendere le diverse culture che costituiscono la nostra identità comune.

Su questi tracciati, infatti, si incrociano grandi e piccole comunità che custodiscono il territorio e lo straordinario patrimonio monumentale, storico e naturalistico in esso racchiuso. Un patrimonio da salvaguardare attraverso un turismo di qualità che punti ad esaltare le specificità dei luoghi minimizzando l’impatto con l’ambiente e, quindi, in ottica di sostenibilità favorendo percorsi e itinerari nella rete della mobilità slow, nell’ottica di una diversa forma di turismo “lento” e sostenibile, a misura d’uomo.

L’investimento del Ministero della Cultura nel restauro e nella valorizzazione di alcune evidenze archeologiche situate lungo il percorso del tracciato della Via Appia è ingente e si pone anche nell’ottica di rafforzare l’offerta di nuovi attrattori in grado di sviluppare in chiave culturale le aree interne attraversate.

Il sito ambisce a divenire uno dei più grandi Cammini Europei per la sua storia millenaria nella quale si incontrano storia e cultura stratificati nei secoli. Basti pensare che già nel 2016, infatti, il Ministero stanziò 20 milioni di euro a valere sul Piano “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 per il progetto “Appia Regina Viarum”; un intervento di ricerca, restauro e valorizzazione che ha riguardato l’Appia Claudia, ovvero il primo tracciato che da Roma porta a Brindisi. Quindi, un percorso che da anni è all’attenzione delle Istituzioni e che negli anni ha portato anche alla istituzione del Parco Archeologico dell’Appia Antica.

La Via Appia Antica oggi è stata inserita nella lista annuale dei 25 posti ed esperienze del mondo del National Geographic, come meta da raggiungere nel 2023 per fare un viaggio nella storia nella più antica autostrada d’Europa.

Il nostro auspicio è ri-trovarci qui insieme con un nuovo sito dello splendido patrimonio italiano inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Redazione

 

LASCIA UN COMMENTO