Festiva Anima Mea- a Trani Dancing Bass con Elisa Barucchieri e l’ensemble I Ferrabosco

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XIII EDIZIONE

venerdì 10 dicembre (ore 20.30)

Trani – Auditorio San Luigi

DANCING BASS

Nuova danza su musica antica

in collaborazione con ResExtensa

ELISA BARUCCHIERI, danza

ENSEMBLE I FERRABOSCO

Giovanni Rota, violino

Gioacchino De Padova, viola da gamba

Luciana Elizondo, viola da gamba

Giuseppe Petrella, chitarra barocca

Paola Ventrella, tiorba

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Il festival Anima Mea si chiude venerdì 10 dicembre (ore 20.30), all’Auditorio San Luigi di Trani, con lo spettacolo «Dancing Bass», omaggio alle antiche danze del XVII e XVIII secolo, dalla sarabanda alla giga, messe in relazione dall’Ensemble I Ferrabosco con le creazioni di Elisa Barucchieri, la coreografa di ResExtensa che parla la lingua dei nostri giorni. Le musiche di Giovanni Battista Vitali, Bernardo Storace, Arcangelo Corelli, Philipp Heinrich Erlebach, Jacques Morel, Dietrich Buxtehude e Marin Marais verranno eseguite da Giovanni Rota (violino), Gioacchino De Padova (viola da gamba), Luciana Elizonda (viola da gamba), Giuseppe Petrella (chitarra barocca) e Paola Ventrella (tiorba).

Frutto di un’amicizia trentennale tra i protagonisti del progetto, per le strane vicende della vita «Dancing Bass» arriva solo ora a riallacciare il filo del lavoro comune e si propone anche oltre i confini regionali con una tournée italiana sostenuta da Puglia Sounds e una serie di tappe all’estero.

Le tante invenzioni musicali del barocco sono percorse dal filo rosso di un pensiero che lega il suono alla parola poetica in modi nuovi: la teoria degli affetti, cioè la possibilità di suscitare emozioni secondo percorsi strutturati di gesti sonori. E l’utopia di un vocabolario musicale dei moti dell’animo, già immaginato dalla filosofia antica, trova la spinta decisiva nel basso continuo, cioè̀ il «basso che contiene», la scienza armonica alla base della musica moderna. Questo nuovo “strumento” crea il campo fertile della musica rappresentativa, del racconto in musica, non solo sul palcoscenico vero e proprio dell’Opera, ma anche nei generi extra-teatrali, nella cantata soprattutto, e si estende persino alle musiche senza testo, ai generi strumentali e alla danza. Il principio della messa in scena dei moti dell’animo, inventato nel Seicento ed esploso nel Settecento, ritorna costantemente nell’arte europea nei modi più diversi e permette accostamenti sempre nuovi, come in questo programma, in cui s’incontrano con sorprendente facilità la musica del barocco e la danza contemporanea.

Su www.animamea.it tutti i dettagli per le prenotazioni e i biglietti, che possono essere acquistati anche direttamente all’ingresso del concerto.

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