Torna, dopo il debutto dello scorso giugno, a gran richiesta il 14 gennaio alle ore 21:00 in replica unica sul palcoscenico del Teatro Abeliano di Bari

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Torna, dopo il debutto dello scorso giugno, a gran richiesta il 14 gennaio alle ore 21:00 in replica unica sul palcoscenico del Teatro Abeliano di Bari

ITALIAN GRAFFITI, drammaturgia e regia di VITO SIGNORILE produzione Centro Polivalente di Cultura GRUPPO ABELIANO
Da un laboratorio nato sotto il lockdown con una straordinaria partecipazione di attori e tecnici di varia provenienza, è maturato un saggio/spettacolo che farà il successivo giro per piazze e teatri pugliesi e non. L’idea parte dal presupposto che questi anni ’20 del terzo millennio, ancorché più raffinati e dominati da internet, presentano segni che ci riportano a quel passato decisamente padronale, fascista, prepotente e arrogante mai debellato in Italia, in Europa e nel mondo. “Padroni delle ferriere” e “Proprietari terrieri” hanno sempre trovato nello Stato e nelle sue strutture alleati e complici. Operai, braccianti, povera gente di ogni latitudine appare (viene fatta apparire) costantemente destinata a soccombere. I bombardamenti dei mezzi di comunicazione, controllati da pochi super ricchi, sono ben più pericolosi delle bombe. Il grande fratello di Orwelliana memoria è ben poca cosa rispetto alla capacità di controllo e di condizionamento attuali. Immutabile resta solo l’arroganza da impunito di chi si è arricchito col sacrificio e col sangue di tanti poveracci, convinto di poter comprare tutto e tutti e di farla franca. E in realtà… che ci provi un poveraccio ad aver ragione di un possidente in tribunale! Un titolo, prima ancora che il frammento di un testo di Dario Fo, (Tutti uniti, tutti insieme! Ma scusa quello non è il padrone?) assieme ad una miriade di testi, frammenti, idee, canzoni, diventano pretesto, canovaccio per mettere assieme lotte operaie e lotte contadine, espedienti di sopravvivenza e furbizie di sopraffazione. Dal contadino/brigante (alla macchia per necessità) al padrone/delinquente (che si macchia per avidità). Senza tacere la lunga e drammatica epopea degli Emigranti/Immigranti! Gli eventi, le storie, i canti, le lotte si riferiscono a un tempo e un luogo che sono l’Italia a cavallo tra fine ottocento e prima metà del novecento ma potremo facilmente immaginare (e lasciare intravvedere) si riferiscano ad ogni tempo, ad ogni paese. Buon tutto a tutti noi.

I biglietti (tariffa unica 10 euro) sono acquistabili al botteghino del Teatro Abeliano o su Vivaticket.Per info: botteghino@teatroabeliano.com

redazione

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