Cinque spettacoli per interrogarsi sul coraggio civile, sulla memoria e sulle ferite lasciate dalle mafie nei territori e nelle comunità. Torna dal 7 al 28 luglio, nel lo cortile interno del Municipio 2 di Bari (via Luigi Pinto), la rassegna di teatro civile «Una Nuova Storia», giunta alla sua terza edizione e organizzata dalla cooperativa sociale «Il Nuovo Fantarca» per il Centro Antonino Caponnetto del Municipio 2. Un percorso teatrale che, attraverso storie vere e testimonianze emblematiche, mette al centro l’onestà, il rigore nel rispetto delle regole, il senso di appartenenza al territorio, la responsabilità collettiva e la resistenza nonviolenta contro le logiche mafiose e criminali.
La rassegna si sviluppa come uno storytelling civile articolato in cinque appuntamenti, dedicati a figure che hanno realmente combattuto le mafie e le ingiustizie sociali, spesso pagando con la vita la coerenza delle proprie scelte. Ma «Una Nuova Storia» vuole anche ricordare come le mafie non siano fenomeni astratti, bensì realtà che nascono e attecchiscono nei territori, producendo effetti profondi sulle comunità, tra povertà, corruzione, violenza dei clan, silenzi e indifferenza.
Ogni spettacolo sarà preceduto dagli incontri “Fuori Cornice”, momenti di approfondimento e confronto con studiosi, attivisti e testimoni impegnati nell’educazione alla legalità, alla giustizia sociale e alla nonviolenza. Interverranno il criminologo ed esperto di sociologia del crimine e della devianza Domenico Mortellaro, don Angelo Cassano, referente regionale di «Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie», e Gabriella Falcicchio, docente del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell’Università degli Studi di Bari e attivista del Movimento Nonviolento. La loro partecipazione offrirà ulteriori strumenti di lettura per comprendere le trasformazioni del territorio e le dinamiche sociali legate alla criminalità organizzata.
Il programma prenderà dunque il via martedì 7 luglio: alle 20.30 il primo incontro “Fuori Cornice” vedrà protagonista Domenico Mortellaro, mentre alle 21 andrà in scena «Sono Franco. Storia di Franco Marcone, un uomo normale», scritto, diretto e interpretato da Franco Ferrante. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Franco Marcone, dirigente dell’Ufficio del Registro di Foggia, assassinato nel 1995 per il suo coraggio e la sua integrità morale. Una narrazione di teatro civile che restituisce voce e umanità a un uomo che scelse di non piegarsi all’illegalità e ai compromessi, pagando con la vita la coerenza delle proprie azioni.
Mercoledì 8 luglio, alle 20.30, il talk “Fuori Cornice” metterà a confronto Domenico Mortellaro e don Angelo Cassano, mentre alle 21 Corrado La Grasta porterà in scena «Non è stata la mano di Dio», produzione del Teatro del Cipis. Lo spettacolo è dedicato alla figura di don Peppe Diana, sacerdote simbolo della lotta alla camorra, assassinato nel 1994 per aver denunciato apertamente il sistema criminale che soffocava la sua terra. Attraverso il racconto teatrale emerge il valore della parola come atto di resistenza e di fede, ma anche la necessità, ancora oggi, di interrogarsi sul significato del non tacere di fronte all’ingiustizia.
Martedì 14 luglio la rassegna proseguirà alle 20.30 con un nuovo incontro “Fuori Cornice” affidato a Domenico Mortellaro, seguito alle 21 da «Sangue Nostro» di e con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani, produzione Tangram Teatro. Lo spettacolo racconta il drammatico incontro, avvenuto trent’anni dopo, tra il magistrato Carlo Palermo e Margherita Asta, entrambi segnati dalla strage mafiosa di Pizzolungo del 1985, nella quale il giudice si salvò mentre morirono la madre e i fratellini di Margherita. Sul palco prende forma un confronto intenso tra il senso di colpa del sopravvissuto e la forza di una donna capace di trasformare il dolore in impegno civile.
Giovedì 23 luglio il focus si sposterà invece sul tema della nonviolenza. Alle 20.30 Gabriella Falcicchio introdurrà il talk «La rivoluzione aperta di Danilo Dolci», mentre alle 21 Giuseppe Semeraro, per Principio Attivo Teatro, presenterà «Digiunando davanti al mare». Lo spettacolo ripercorre la figura di Danilo Dolci, definito il “Gandhi italiano”, che nella Sicilia degli anni Cinquanta lottò contro mafia e miseria attraverso pratiche di resistenza nonviolenta e celebri scioperi della fame. Il racconto teatrale intreccia poesia, memoria e impegno sociale, trasformando la fame in simbolo di dignità e desiderio di riscatto collettivo, e mostrando come l’azione comunitaria possa realmente incidere sul cambiamento sociale.
La rassegna si concluderà martedì 28 luglio alle 20.30 con un ultimo incontro “Fuori Cornice” condotto da Domenico Mortellaro, seguito alle 21 da «Un altro giorno ancora. Sui passi di Renata Fonte», scritto, diretto e interpretato da Angela De Gaetano per Factory Compagnia Transadriatica. Lo spettacolo restituisce alla scena la figura di Renata Fonte, amministratrice salentina uccisa nel 1984 per il suo impegno nella difesa del territorio e della legalità. Una drammaturgia intensa e stratificata che supera la semplice dimensione biografica per trasformare la sua vicenda in un simbolo contemporaneo di etica pubblica, responsabilità civile e tensione verso il bene comune.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. È consigliata la prenotazione scrivendo all’indirizzo centrocaponnetto@libero.it oppure contattando i numeri 338.774.62.18 e 393.831.62.15. Info centrocaponnettobari.it.
Il Centro di documentazione per la legalità e la nonviolenza “Antonino Caponnetto” nasce nell’aprile del 2009 da un’idea della ex III Circoscrizione Picone – Poggiofranco di Bari, oggi Municipio 2 Picone – Poggiofranco – Carrassi – San Pasquale – Mungivacca, con il sostegno dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari. Il Centro è gestito dalla cooperativa sociale Il Nuovo Fantarca e nasce dal bisogno innanzitutto di fare “memoria” attraverso la creazione di un archivio in grado di recepire e mettere a disposizione della cittadinanza materiali di vario tipo (libri, audiovisivi, studi, esperienze), ma anche per promuovere a livello culturale un’educazione e una pedagogia della legalità, della giustizia, della responsabilità e della nonviolenza, attraverso l’organizzazione di iniziative varie (laboratori, seminari, workshop di formazione, spettacoli, pubblicazioni, incontri pubblici).
























































