Il 20 maggio nel pomeriggio visita delle istituzioni, dei relatori e dei giornalisti allo stabilimento di Unità di Misura a Taranto scelta come impresa virtuosa da visitare durante l’evento TEF
TARANTO – All’ombra dei giganti di ferro dell’ex Ilva, dove per decenni il binomio industria-ambiente è stato vissuto come un conflitto insanabile, sta germogliando un nuovo paradigma produttivo. La società Unità di Misura, che ha coraggiosamente scelto di insediare il proprio stabilimento proprio a ridosso dei confini di Acciaierie d’Italia, si prepara a diventare protagonista del TEF – Taranto Eco Forum 2026, in programma il 21 e 22 maggio a Taranto.
L’evento, bussola per la sostenibilità e l’innovazione nel Mezzogiorno, quest’anno accende i riflettori su un paradosso della mobilità moderna: l’auto elettrica non è “pulita” se il suo scheletro nasce dal carbone.
L’ombra ecologica dell’auto elettrica
L’Europa ha tracciato la rotta: entro il 2030 le strade saranno dominate da veicoli elettrici e ibridi. Tuttavia, la sfida della transizione ecologica non si esaurisce allo scarico. Secondo stime allarmanti, le emissioni legate alla sola fase di produzione di un veicolo potrebbero arrivare a rappresentare circa il 60% dell’impronta carbonica totale del ciclo di vita di un’auto elettrica.
In questo scenario, l’acciaio è il convitato di pietra. Senza una svolta radicale nei processi siderurgici, il passaggio all’elettrico rischia di essere un’operazione di puro greenwashing industriale. Ecco perché l’acciaio verde non è più un’opzione, ma una necessità vitale.
La “via delle plastiche” per un acciaio green
Unità di Misura porterà al Forum di Taranto una visione pragmatica e rivoluzionaria. Se l’Europa ha stabilito che l’acciaio green per le vetture del futuro deve essere prodotto nel Vecchio Continente, l’ex ILVA di Taranto non può e non deve restare fuori da questo mercato.
La soluzione per una decarbonizzazione rapida ed efficace potrebbe risiedere in un paradosso dell’economia circolare: l’uso delle plastiche non riciclabili meccanicamente. Il riciclaggio di polimeri misti, nei processi produttivi siderurgici, opportunamente preparati e controllati come prevede la norma UNI 10667-17 può diventare la chiave di volta per produrre acciaio green in tempi brevi, riducendo drasticamente l’uso di combustibili fossili e abbattendo le emissioni. La plastica viene utilizzata al posto del coke nel processo di riduzione del minerale di ferro e contenendo idrogeno riduce le emissioni di CO2 del 35 %, non rilascia polveri o inquinanti nell’aria. Molte acciaierie in Europa e nel Mondo hanno scelto questa soluzione.
Nell’ottica di raggiungere elevati livelli di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento, un ulteriore elemento di novità che contraddistingue l’AIA si fondano sull’adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) o Best Available Techniques (BAT) l’utilizzo delle plastiche in siderurgia è inserito da anni nelle BAT. Trasformare un rifiuto in una risorsa:: è questa la missione che Unità di Misura intende promuovere nel cuore produttivo della Puglia.
Taranto come Hub Europeo della Sostenibilità
Il TEF 2026 non sarà solo una vetrina, ma un laboratorio politico e industriale. La presenza di realtà come Unità di Misura dimostra che la rinascita di Taranto passa dalla capacità di coniugare lo sviluppo economico con il rispetto del territorio. La sfida è lanciata: l’acciaio del futuro deve parlare la lingua dell’ambiente, e Taranto ha tutte le carte in regola per smettere di essere un problema e diventare la soluzione per l’industria europea.
redazione






















































