SIGLATO IL PROTOCOLLO S.E.G.U.I.M.I. PER IL MONITORAGGIO DEL FENOMENO PERSONE SCOMPARSE E LA TUTELA DELLE PERSONE CON PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

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SIGLATO IL PROTOCOLLO S.E.G.U.I.M.I.

PER IL MONITORAGGIO DEL FENOMENO PERSONE SCOMPARSE

E LA TUTELA DELLE PERSONE CON PATOLOGIE NEURODEGENERATIVE

È stato siglato questa mattina, dall’assessora al Welfare Francesca Bottalico e dalla presidente di Penelope Puglia Odv Annalisa Loconsole, il protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e l’associazione finalizzato a creare un coordinamento interistituzionale in grado di promuovere una maggiore consapevolezza e un efficace monitoraggio del fenomeno delle persone scomparse nonché di realizzare attività di prevenzione con particolare riguardo alle persone affette da patologie neurodegenerative.

All’incontro con la stampa sono intervenuti anche la presidente del Municipio IV Grazia Albergo e i rappresentanti dei servizi socio-educativi territoriali.

Il progetto sperimentale, denominato “S.E.G.U.I.M.I.” (Sistema Elettronico di Gestione Univoca Informazioni per la Massima Incolumità), prevede di dotare le persone, generalmente anziane, che soffrono di patologie neurodegenerative, di un dispositivo di geolocalizzazione che consenta di individuarne la posizione mediante il Gps. Lo stesso dispositivo è in grado, infatti, di fornire le informazioni utili a rintracciare coloro che si fossero perse attraverso una scheda sim collegata ad un centro di monitoraggio, attivo sette giorni su sette, h 24.

In caso di scomparsa, dunque, i familiari o i caregiver potranno contattare l’agenzia incaricata del monitoraggio che procederà a localizzare la persona smarrita attivando, laddove necessario, l’intervento delle forze di Polizia, del Servizio sanitario e del volontariato.

Sono dieci i dispositivi di geolocalizzazione acquistati da Penelope Puglia, che li offrirà in comodato d’uso gratuito, per la durata di 18 mesi, ai soggetti “fragili” interessati affetti da patologie neurodegenerative, ma che godono di autonomia motoria, indicati dal Comune di Bari. Sia i dispositivi sia il monitoraggio sono interamente a carico dell’associazione Penelope nel corso di questa fase sperimentale.

Al termine dei 18 mesi i soggetti e/o i loro familiari dovranno restituire i dispositivi o, in alternativa, corrispondere all’associazione il costo dell’acquisto del dispositivo, del monitoraggio e della scheda sim.

“Da tempo siamo impegnati, assieme alla rete territoriale del welfare, in una serie di azioni di prevenzione rispetto all’esclusione sociale e all’isolamento dei più fragili – ha dichiarato Francesca Bottalico -. Proprio quest’anno abbiamo avviato il Piano straordinario cittadino a contrasto delle solitudini e per l’invecchiamento attivo, di cui il progetto Seguimi costituisce una delle azioni pilota, grazie alla collaborazione con l’associazione Penelope Puglia che in questi anni è stata al nostro fianco per sostenere le persone affette da patologie neurodegenerative e i loro familiari, al fine di prevenirne la scomparsa o di assicurare interventi nelle ore immediatamente successive, fondamentali per il buon esito della ricerca.

Come assessorato promuoveremo il più possibile questo nuovo servizio, per il quale abbiamo già ricevuto diverse richieste nelle ultime ore, anche perché il progetto è sì rivolto alle persone over 65 ma rappresenta soprattutto un sostegno per i loro caregiver. Quindi l’iniziativa sarà diffusa attraverso i Municipi, i Servizi socio-educativi e le RSSA, e coordinata per la formazione all’uso del geolocalizzatore dall’associazione Penelope, cui le famiglie potranno rivolgersi direttamente per aderire alla sperimentazione”.

“Con questo progetto intendiamo agire in chiave preventiva per garantire a coloro che soffrono di patologie neurodegenerative, un numero che nei prossimi anni è destinato a crescere drammaticamente, dignità e inclusione riconoscendo loro libertà di movimento e, al contempo, evitando che possano perdersi – ha sottolineato Annalisa Loconsole -. In Puglia, dal ‘74 al 2021 sono 46 le persone anziane scomparse e mai più ritrovate, mentre molte di più sono le persone poi ritrovate senza vita.

Le statistiche ci dicono che non supera i tre giorni il lasso di tempo in cui c’è speranza di ritrovare vivo chi scompare: per questo è fondamentale fare prevenzione, auspicando che gli enti locali recepiscano questa proposta come ausilio medico temporaneo. Parliamo di malattie che evolvono rapidamente coinvolgendo anche la capacità di deambulazione fino a ridurla in modo drastico. Il dispositivo gps personale, che funziona in modo semplice ed efficace, è utile proprio nelle fasi iniziali della malattia, per far vivere ai malati e ai loro familiari una dimensione il più possibile normale”.

“Il territorio del Municipio IV conta un alto numero di persone anziane – ha osservato Grazia Albergo – motivo in più per ringraziare l’assessorato al Welfare e l’associazione Penelope per l’avvio di questa sperimentazione. Siamo particolarmente soddisfatti anche perché il Municipio è il primo riferimento per i cittadini e, soprattutto, perché questo progetto si rivolge a chi si prende cure delle persone che soffrono di queste patologie. Molto spesso infatti le famiglie si sentono inadeguate e sole nell’affrontare la malattia dei propri cari, e poter contare su un supporto efficace diventa fondamentale per accompagnarli nel miglior modo possibile”.

 

Di seguito gli obiettivi generali del protocollo siglato questa mattina:

  • creare sinergie tra l’assessorato al Welfare e l’associazione Penelope Puglia odv al fine di rafforzare e potenziare le iniziative dell’associazione per prevenire l’eventuale scomparsa di cittadini fragili e vulnerabili;
  • riconoscere la necessità di effettuare interventi integrati preventivi e di favorire azioni di sostegno ai familiari;
  • diffondere il contenuto del protocollo d’intesa al fine di offrire, a quanti ne abbiano bisogno, il sostegno di persone capaci e preparate in grado di fornire risposte e un aiuto concreto;
  • promuovere le buone pratiche, ovvero quelle che consentono di prevenire la scomparsa di persone con patologie neurodegenerative attraverso l’impiego di dispositivi tecnologici.

redazione

 

 

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