‘Se la storia va a teatro’: al Verdi lezioni di storia su Brindisi

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“SE LA STORIA VA A TEATRO”: AL VERDI LEZIONI DI STORIA SU BRINDISI


Ha preso il via oggi il ciclo di lezioni di storia dal titolo “Se la storia va a teatro”, iniziativa che la Fondazione Nuovo Teatro Verdi propone attraverso sei appuntamenti tra febbraio e marzo con focus su Brindisi, sui periodi della sua storia, sul ruolo della città e del suo porto negli scenari nazionali e internazionali. Sei lezioni tenute a teatro con accessibilità da remoto, della durata di tre ore ciascuna, pensate per offrire agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio occasioni di socialità e di conoscenza, oltre che di ricerca e di interesse. Le scuole che partecipano all’iniziativa sono il liceo artistico e musicale “Simone-Durano”, l’istituto di istruzione secondaria superiore “Ferraris-De Marco-Valzani”, il liceo delle scienze umane e liceo linguistico “Ettore Palumbo”, infine il liceo ad indirizzo tradizionale, scienze applicate e coreutico “Epifanio Ferdinando”, quest’ultimo di Mesagne.

Le lezioni sono organizzate con il sostegno della Regione Puglia, nell’ambito del finanziamento «FSC 14-20: Patto per la Puglia. Custodiamo la Cultura In Puglia 2021 – Misure di sviluppo per lo spettacolo e le attività culturali – D.G.R. n. 1570/2020 – A.D. 499/2020».

La storia è vera come è vero il teatro, che fa spazio a un’esperienza inconsueta per il suo territorio offrendo una lettura della città originale, non chiusa al singolo episodio ma aperta alla memoria liquida della storia e del suo divenire. Quello che si apre non è uno spettacolo, non ci sono attori che recitano una parte, non va in scena una drammaturgia. Si parla di storia fuori dalle modalità di una conferenza o di una lettura pubblica. È piuttosto il racconto di un luogo: un’epoca, una civiltà, un popolo, segnano il punto di partenza attorno al quale si dipanano le diverse voci invitate a raccontare. Il racconto della città anima di senso i luoghi vissuti e il rapporto con il passato diventa finestra attraverso cui creare un dialogo stretto con il presente.

Il palcoscenico al posto della cattedra. Oggi la prima lezione, alla scoperta dell’età del bronzo e della storia antica del territorio. Teodoro Scarano, docente dell’Università del Salento e responsabile del laboratorio di archeologia della Riserva di Torre Guaceto, ha ricostruito le campagne di ricerca svolte tra il 2008 e il 2013 che hanno consentito di documentare la presenza di un villaggio fortificato dell’età del Bronzo sugli scogli di Apani. Come anche la scoperta, fatta nel 2019, di una necropoli a cremazione risalente alla tarda età del Bronzo (XIII-XII secolo a.C.) che attualmente impegna il Dipartimento dei Beni culturali salentino nella compilazione di una mappa archeologica delle aree terrestri e marine, nella ricostruzione della storia e dei rapporti culturali e commerciali delle popolazioni antiche con il Mediterraneo e l’Europa.

Brindisi nel Medioevo è il tema della lezione in programma venerdì 25 febbraio con Luciana Petracca, docente di Storia Medievale dell’Università del Salento. Mille anni tra dominazioni e distruzioni, lo status di civica demaniale e la fioritura per cultura e commerci, l’ascesa del porto a scalo per l’Oriente e base di partenza per pellegrini e Crociati. La lezione ha il suo focus sulla figura di Federico II di Svevia, lo “Stupor Mundi” e il suo rapporto con Brindisi, terra “filia solis” inondata di luce e bellezza. Al centro di tutto lui, Federico, freccia lanciata verso il futuro, padrone di castelli e distese sorvolate dai suoi falchi, che nel 1225 sposò nel duomo brindisino Isabella di Brienne per divenire re di Gerusalemme. Al centro anche della performance teatrale della Compagnia del Sole, che dedicherà allo Svevo, alla modernità di un uomo che anticipò la storia pensando all’Europa prima dell’Europa, un brano tratto dallo spettacolo “Secondo Federico”.

Le memorie di Brindisi e del suo porto in età moderna tra patrimonio materiale e immateriale sono argomento della lezione di martedì 15 marzo. Appuntamento con Giuseppe Patisso, docente di Storia Moderna dell’Università del Salento. Tra monumenti, tradizioni, cultura, economia, società e politica, la lezione traccia un quadro che mette al centro il porto, cuore e anima pulsante della città. Un filo che tiene uniti l’età orsiniana, la ricostruzione aragonese, Venezia e la decadenza sotto il dominio spagnolo, la quiete del Seicento e l’egemonia austriaca, il Settecento borbonico con l’inizio di un tempo nuovo fino all’evoluzione sotto i Napoleonidi.

Si continua venerdì 18 marzo con la lezione sulle personalità e sulle vicende delle arti figurative a Brindisi tra età moderna e contemporanea (secc. XVI-XX), a cura di Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento. Un viaggio virtuale con materiali e sussidi multimediali attraverso le opere d’arte tra le maggiori d’interesse storico-artistico conservate ed esistenti a Brindisi, dalle pitture e altri manufatti cinquecenteschi e barocchi delle chiese alle testimonianze monumentali tra Ottocento e Novecento.

Alla storia contemporanea della città è dedicata la lezione di giovedì 24 marzo, a cura di Daniele De Luca, docente di Storia delle Relazioni Internazionali dell’Università del SalentoBrindisi conobbe una progressiva ripresa grazie all’apertura del Canale di Suez (1869) e alla fioritura del movimento mercantile con l’Oriente: dal 1870 al 1914 fu porto d’imbarco della “Valigia delle Indie”, il postale merci e passeggeri tra l’Europa occidentale e l’Oriente. Poi la Grande Guerra e il ruolo strategico per le operazioni navali nell’Adriatico, nel 1927 l’elevazione a capoluogo di provincia, l’intensa attività del porto prima del secondo conflitto mondiale, gli anni della guerra e la fuga del Re dopo l’8 settembre con elezione a sede del Governo fino al febbraio 1944. Il porto si conferma ago del destino, a volte approdo di salvezza, come fu per i profughi ebrei, in prevalenza italiani, sbarcati a Brindisi all’alba del 29 novembre dopo l’espulsione dall’Egitto di Nasser a seguito della “crisi di Suez”.

Il ciclo di lezioni si conclude martedì 29 marzo con l’unico incontro in presenza, nelle sale della Biblioteca arcivescovile “Annibale De Leo”, a cura della direttrice Katiuscia Di Rocco su mille anni di storia di Brindisi attraverso i documenti originali – pergamene e quotidiani – ivi conservati. Un cammino che inizia dall’XI secolo, passaggio dall’alto al tardo Medioevo, quindi attraversa la storia medievale, moderna e contemporanea della città, fino a giungere ai grandi avvenimenti del secolo scorso. Un lungo compendio di memorie, di restauri e di dominazioni che fa luce sulla funzione della città nel tempo, sui periodi di prosperità e di decadenza, sulle cadute e sullo splendore, sulla strategicità nella grande piazza d’armi e mercantile del Mediterraneo. Il filo scorre nella storia e Brindisi rimane nel grembo del suo porto, illuminata dalle civiltà e oscurata dall’abbandono e dalle devastazioni.

Redazione

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