Rogo in uliveto sede progetto per detenuti, prete ‘colpo nello stomaco: Nella masseria San Vittore ad Andria. Don Riccardo Agresti, ‘propendo per il dolo

Vedere ora questo paesaggio annerito è un colpo nello stomaco. Abbiamo lavorato tanto e in un attimo abbiamo perso tutto.

Ma ci sarà una nuova primavera”.
Don Riccardo Agresti, è un parroco a servizio di Dio e della giustizia. E non perde la speranza neppure davanti a ulivi inceneriti da un incendio che martedì scorso ha bruciato quattro ettari dell’uliveto di masseria San Vittore ad Andria, diventata sede del progetto Senza sbarre.
A lavoro nella produzione di taralli finiti anche nella grande distribuzione, ci sono persone che stanno scontando pene per diversi reati. “C’è anche chi sta pagando col carcere a vita”, dice il prete. In fiamme sono andati cinque ettari di terreno, quattro erano puntellati di alberi di ulivo. “Abbiamo coltivato quella pianta – racconta – che per noi è simbolica: l’ulivo che dà l’olio che sa lenire le ferite”. Era l’una del pomeriggio quando il rogo è scoppiato. “I ragazzi hanno dato l’allarme ed eravamo tutti senza parole mentre vedevamo il fuoco avanzare – aggiunge – , io propendo per l’ipotesi del dolo perché in tutti questi anni non abbiamo mai subito una cosa del genere”.
Rimettere in piedi l’uliveto “non sarà semplice, abbiamo chiesto una mano alle istituzioni, vedremo”, continua.
“Ripartiamo dalla gente che è solidale e dallo sguardo puntato verso Dio che ci invita a non avere paura”, conclude ( ansa).

Foto Ansa

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