Raccolta delle ciliegie a Turi: il sindaco Resta punta il dito contro i sindacati

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Ritorna a Turi (Bari) la raccolta delle ciliegie con i soliti problemi, forse un pò ridimensionati da una pandemia che sembra scemare nel tempo.  Di qualche giorno fa la pesante denuncia del sindacato Flai Cgil Bari che ha definito la foresteria dove sono alloggiati gli immigrati – lavoratori come un ‘campo di profughi’. E’  ai sindacati che si rivolge il primo cittadino di Turi, Tina Resta che mesi fa ha incontrato il Prefetto e gli esponenti regionali per l’allestimento del campo per circa 160 persone. Oggi – riferisce Resta – abbiamo 515 lavoratori nell’area in questione. I container non sarebbero disponibili perché nel 2020 sono stati collocati a Borgo Mezzanone e disponibili in affitto per 6 mesi. Anche le tende sarebbero state utilizzate per i profughi ucraini, insomma, non restavano che i gazebo.

Nel campo questi sono i servizi essenziali: 18  docce, 18  servizi igienici, alcuni gazebo Covid, supporto delle Asl per i tamponi e vaccinazioni antitetanica,  disponibilità di volontari medici e interventi vari. E’ stato aggiunto un silos per il rifornimento di acqua e dalla Regione arrivano camion e botti.

Il consumo di acqua, di luce e servizi rifiuti è ormai incontrollabile, comunica Resta che ricorda come il contributo economico della Regione sia servito all’affitto delle strutture, agli allacciamenti vari e a pagare la cooperativa che gestisce il campo.

Tina Resta respinge le accuse al mittente e incalza i sindacati con alcune domande: i sindacati cosa dicono del numero in più dei lavoratori?;  cosa propongono, tenendo conto che nessuno è escluso dall’utilizzo dei servizi?;  i sindacati hanno letto i contratti di lavoro dove è previsto vitto e alloggio da parte delle aziende?;  i sindacati hanno controllato quanti lavorano in nero?;  i sindacati per  i lavoratori senza permesso di soggiorno cosa propongono?

Gli immigrati che sono giunti a Turi si sono dimostrati corretti e rispettosi delle regole, le Forze dell’Ordine,  tuttavia, controllano costantemente il territorio.

“Le responsabilità non possono essere solo in capo al Comune di Turi” – conclude il sindaco. “Non basta trovare le criticità in un allestimento certamente precario, dove le responsabilità di gestione sono tante”.

Antonio Carbonara

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