Polemiche processione Sant’Oronzo a Turi, direttore Carbonara: ‘ si dia la prima fila ai poveri e agli ultimi’

Sembrano non finire le polemiche intorno alla questione dell’imprenditore di Turi, Emanuele Ventura, che ha lamentato di non essere stato messo in prima fila al corteo processionale in occasione della festa di Sant’Oronzo. Ventura è un noto imprenditore locale impegnato da anni con le associazioni che spesso ha sostenuto economicamente. La sua vicenda è stata trattata da Manila Gorio, conduttrice di Political Tv. In base a quanto affermato da Gorio, alcuni assessori avrebbero invitato Ventura a retrocedere, ritenendolo che non meritasse la prima fila e ciò proprio durante la processione serale.
Nel merito della vicenda è entrato il nostro direttore Antonio Carbonara, giornalista e docente di religione cattolica, al quale abbiamo posto alcune domande

Cosa pensa di quanto accaduto a Turi?
Non conosco i dettagli di quanto accaduto in questi giorni a Turi, in occasione della festività di Sant’Oronzo. Prendo atto di quanto visto nei servizi messi in onda da Manila Gorio e faccio le mie osservazioni da specialista della materia, in quanto docente di religione cattolica. Le processioni sono momenti religiosi di preghiera e non di sfilate per essere guardati o ammirati. E’ la prima cosa che sento di dire nell’immediato.

Chi decide chi deve stare avanti o dietro in una processione?
Le processioni religiose sono normate da autorità civili e ecclesiastiche.  Il Questore deve essere messo a conoscenza dello svolgimento di una processione in quanto si svolge su pubbliche vie e con tutta una serie di conseguenze legate alla viabilità e alla sicurezza.
Po ci sono le direttive del Diritto Canonico e della Chiesa Cattolica (come la Curia) che regolano l’organizzazione, l’itinerario e la guida spirituale sotto la responsabilità del parroco e del vescovo. Il comitato feste patronale organizza le feste religiose nei paesi, è presieduto dal parroco o da un suo delegato, con la consulenza del consiglio pastorale parrocchiale.
In seno raccoglie esponenti della società civile e religiosa dalla retta moralità e dottrina, possibilmente che non abbiano per cosi dire “conflitti d’interesse”.
Dunque è il parroco o un suo delegato che può decidere la collocazione nelle file dei protagonisti di una processione. I protagonisti, tengo a precisare, sono tutti, anche coloro che sono al “margine” della strada che diciamo, assistono. Per assurdo, ma assurdo non è, un parroco o delegato potrebbe decidere di sistemare i poveri del paese dietro l’effige, dando loro “un posto d’onore” e relegare le istituzioni al termine del corteo.
Una processione deve essere il più vicina alle logiche del Vangelo che predilige i poveri e gli ultimi.

Che soluzione può esserci per dare termine alle polemiche?
E’ necessario che intervenga il vescovo della diocesi, se le polemiche dovessero creare macchie o fraintendimenti che ledono l’immagine di una comunità religiosa locale. Chi meglio di un vescovo, vicario di Cristo, può sedare “le tempeste” delle imbecillità e delle banalità. Correre per essere in prima fila è davvero ridicolo, anzi, mi chiedo quanti di coloro che erano in prima fila, sindaco compreso, abbiano pregato recitando Ave Maria e Padre Nostro. La fede è più autentica quando è improntata sul silenzio e sulla riservatezza

intervista di Maria Cristina Consiglio

Antonio Carbonara

direttore di Ventiperquattro

docente di Religione in scuole Pubbliche 

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