Ha suscitato indignazione a Bari il post pubblicato sui social dal consigliere comunale di opposizione Giuseppe Carrieri, oggi esponente di Futuro Nazionale, relativo alla realizzazione del Bus Rapid Transit (BRT) cittadino.
Carrieri ha condiviso su Facebook una fotografia scattata in via Quintino Sella, nel centro di Bari, che ritrae alcune donne e bambini, cittadini baresi di origine straniera, mentre attendono l’autobus indossando abiti tradizionali. A corredo dell’immagine, il consigliere ha scritto: «Ecco per chi stanno costruendo il BRT da 160 milioni…».
Le parole hanno provocato reazioni e acceso il dibattito politico cittadino. Tra gli interventi anche quello del sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha criticato pubblicamente la scelta di pubblicare la fotografia e il commento associato.
«Quello che vedete è il post di un consigliere comunale di Futuro Nazionale», ha scritto Leccese. «Sui suoi social ha pubblicato questa foto di alcune donne e bambini che aspettano l’autobus in via Quintino Sella, commentando con un riferimento ai nostri interventi sul trasporto pubblico cittadino».
Il sindaco ha poi spostato l’attenzione sulle persone ritratte nell’immagine: «Penso a quella madre e a quel bambino. Stavano facendo quello che fanno ogni giorno migliaia di baresi: andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa. Si sono ritrovati esposti sui social e trasformati in un bersaglio, senza saperlo, solo per il loro aspetto e per come sono vestiti».
Leccese ha quindi ribadito il tema dell’inclusione e dell’identità della città: «A Bari nessuno è straniero. Non è uno slogan, è la nostra storia e il nostro modo di essere città».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato anche la necessità di affrontare temi come sicurezza, rispetto delle regole e integrazione: «Di sicurezza, regole e integrazione possiamo e dobbiamo parlare, e chi sbaglia va fermato. Ma nessuno può essere additato per il colore della pelle, per gli abiti che indossa o per il Paese da cui viene».
Infine, Leccese ha richiamato alla responsabilità di chi ricopre incarichi istituzionali: «Chi rappresenta le istituzioni ha una responsabilità in più, perché le sue parole costruiscono il clima di una comunità».
E rivolgendosi idealmente alle persone ritratte nella fotografia, ha concluso: «A quelle donne e a quel bambino dico: questa è anche la vostra città. Su quell’autobus c’è e ci sarà, sempre, posto per tutti».
Antonio Carbonara






























































