La situazione all’interno dello stabilimento siderurgico è diventata insostenibile e la riprova sono i comunicati dei rappresentanti della sicurezza che in questi mesi hanno costantemente denunciato una grave condizione in cui versano gli impianti”.
Lo sottolineano le segreterie territoriali e le Rsu di Fim, Fiom, Uilm e Usb all’indomani dell’incidente sul lavoro costato la vita al 36enne lavoratore Loris Costantino, dipendente della ditta d’appalto Gea Power, precipitato da un’altezza di oltre dieci metri mentre lavorava alla pulizia di un nastro trasportatore dell’area Agglomerazione.
I sindacati, che ieri hanno occupato simbolicamente la direzione aziendale, citano l’ultimo infortunio mortale e quello analogo del 12 gennaio scorso in cui perse la vita il 46enne Claudio Salamida.
Sono “tragedie – sostengono – che dovevano essere evitate. Il governo deve ascoltare il grido di allarme dei lavoratori”. Le sigle ricordano di aver scioperato e chiesto un tavolo a Palazzo Chigi per rivendicare “un intervento pubblico con il fine di garantire la messa in sicurezza e una prospettiva certa sul processo di transizione ecologica”.
“L’assenza di risorse finanziarie, l’utilizzo massiccio della cassa integrazione per i lavoratori delle manutenzioni, con percentuali che raggiungono in alcuni casi il 50-60%, sono il chiaro esempio di uno stabilimento al collasso”, prosegue la nota. I sindacati chiedono manutenzioni strutturali e controlli più severi per fare in modo che “quella fabbrica non produca altri incidenti sul lavoro”. “Non possiamo continuare – concludono – ad assistere ad incontri, in sede ministeriale, in cui si parla di assetti di marcia, di un fantomatico bando di vendita e non si discuta invece dei lavoratori che da anni subiscono scelte scellerate dei governi che si sono succeduti senza mai trovare una soluzione. Bisogna mettere in sicurezza i lavoratori di Adi in As, Ilva in As e appalto (ansa).
redazione
























































