Ormai in terra di Puglia si muore ammazzati in discoteca, nei ristoranti, nelle piazze. Si viene massacrati di botte nei parchi, sugli autobus e per strada».
È il duro sfogo dell’avvocato Antonio Maria La Scala, all’indomani dell’omicidio di un giovane di 18 anni a Trani, morto a seguito delle ferite riportate durante una rissa.
Un episodio che riaccende i riflettori sul fenomeno della violenza giovanile e, più in generale, sulla percezione di insicurezza che attraversa il territorio pugliese. «Credo che siamo veramente in uno dei periodi più brutti della nostra storia», sottolinea La Scala, evidenziando quella che definisce una «spirale di violenza senza precedenti».
Secondo l’avvocato, il susseguirsi di aggressioni e fatti di sangue sta alimentando un crescente senso di paura tra i cittadini, che «sanno bene di non sentirsi più al sicuro».
L’omicidio del 18enne rappresenta, in questo quadro, l’ennesimo episodio drammatico che impone una riflessione sulle cause della violenza, sulla sicurezza nei luoghi di aggregazione e sulla necessità di prevenire le escalation che possono trasformare una rissa in una tragedia irreparabile.
Andrea Franco


























































