MOLA DI BARI – Sabato 30 e domenica 31 maggio il regista Erik Gandini inaugura la Scuola di Cinema Documentario “Cecilia Mangini”

Raccontare il reale non come semplice registrazione del mondo, ma come costruzione di uno sguardo. Parte da questa idea il primo appuntamento della Scuola di Cinema documentario “Cecilia Mangini”, il nuovo progetto formativo promosso da Camera a Sud nell’ambito della rassegna Ignoti alla città”. Sabato 30 (negli orari 10-14 e 15-19) e domenica 31 maggio (9.30-13.30), a Palazzo Roberti a Mola di Bari (Piazza XX Settembre), sarà il regista e produttore italo-svedese Erik Gandini a inaugurare l’edizione zero della Scuola con un modulo dedicato a “Regia e ricerca”, primo tassello di un percorso destinato a diventare una delle esperienze più significative nel panorama della formazione documentaria del Sud Italia.

La nascita della Scuola rappresenta infatti un progetto quasi unico nel Mezzogiorno per struttura, impostazione e livello internazionale dei docenti coinvolti. Un laboratorio permanente pensato per riportare il cinema documentario al centro del dibattito culturale contemporaneo, non soltanto come linguaggio cinematografico ma come pratica critica, strumento di lettura del presente e spazio di relazione con i territori e le comunità.

Promossa da Camera a Sud con il patrocinio del Comune di Mola di Bari, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Bari, la Scuola nasce nel percorso di avvicinamento al centenario della nascita di Cecilia Mangini (1927-2021), figura fondamentale del cinema italiano e considerata la madre del documentario nel nostro Paese. Più che un omaggio celebrativo, il progetto intende raccogliere la parte più viva della sua eredità: l’attenzione al reale, alle marginalità, alle trasformazioni sociali e alla capacità del cinema di interrogare il mondo.

L’edizione zero si sviluppa attraverso tre moduli formativi intensivi, accompagnati da tutoraggi e momenti di restituzione pubblica. Dopo il workshop inaugurale con Erik Gandini, il percorso proseguirà il 20 e 21 giugno con la montatrice Esmeralda Calabria – tra le più autorevoli professioniste del cinema italiano e vincitrice di tre David di Donatello – e il 25 e 26 settembre con Michela Zegna della Cineteca di Bologna, che guiderà un modulo dedicato alla memoria e all’uso creativo degli archivi nel cinema documentario.

Ad aprire il percorso sarà dunque Erik Gandini, autore tra i più riconoscibili del documentario europeo contemporaneo. Professore di documentario alla Stockholm University of the Arts, i suoi film – da “Surplus: Terrorized into Being Consumers” a “Videocracy”, fino a “La teoria svedese dell’amore” e “After Work” – sono stati presentati nei maggiori festival internazionali, dalla Berlinale all’IDFA di Amsterdam, imponendosi per una forte impronta autoriale e per una continua riflessione sul rapporto tra immagini, società e potere.

Il workshop del 30 e 31 maggio sarà dedicato al cosiddetto “Point of View documentary”, un approccio che mette al centro il punto di vista del regista e ridefinisce il documentario non come linguaggio neutrale, ma come atto creativo capace di interpretare e trasformare il reale. Al centro del lavoro ci sarà la costruzione di uno sguardo personale e consapevole: i partecipanti saranno guidati a sviluppare una relazione più libera e artistica con la realtà, interrogandosi non soltanto su cosa mostrare, ma soprattutto su come mostrarlo.

redazione

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