MICHELE LAFORGIA  ALL’ASSEMBLEA DELLA GIUSTA CAUSA INVITATO, E PRESENTE, ANCHE VITO LECCESE

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QUESTA MATTINA MICHELE LAFORGIA  ALL’ASSEMBLEA DELLA GIUSTA CAUSA

INVITATO, E PRESENTE, ANCHE VITO LECCESE

 

Questa mattina, Michele Laforgia, candidato sindaco di Bari per la Convenzione Bari 2024, ha partecipato, a Bari, all’assemblea aperta dell’Associazione politica/movimento culturale La Giusta Causa. L’assemblea, molto affollata, ha visto la partecipazione anche della Presidente del Pd di Bari,Titti De Simone e del candidato sindaco del Pd, Vito Leccese, invitato al confronto nel pomeriggio di ieri dalla Presidente dell’associazione Annamaria Candela.

 

Sollecitato dai giornalisti in merito all’esito del tavolo della coalizione svoltosi ieri sera, Laforgia ha sottolineato come “fosse da considerare un passo in avanti”.

 

“Innanzitutto – ha spiegato Laforgia – perché c’è stato un pronunciamento esplicito del Movimento 5 Stelle, che è una componente essenziale della coalizione e la seconda gamba dell’opposizione al Governo nazionale della destra. Quindi in questo senso c’è un esplicito passo in avanti. Poi tutti hanno sottolineato la necessità di allargare e tenere unita la coalizione, come abbiamo sempre detto noi. Il Movimento 5 Stelle ha anche chiarito le ragioni per le quali già in precedenza aveva dichiarato di non poter sostenere Vito Leccese”.

 

“La coalizione – ha ribadito il candidato della Convenzione per Bari – deve essere unita, ma va chiarito di quale coalizione stiamo parlando. Per me la coalizione deve essere la più larga possibile: Bari deve continuare ad essere il laboratorio politico che è sempre stato negli ultimi vent’anni. Quindi tenere dentro tutti, anche quelli che dal primo momento, come il Movimento 5 Stelle, come la Convenzione per Bari, hanno detto che le primarie non sono la soluzione. Credo che ieri si sia aperto finalmente, con un pò di ritardo, il confronto fra le forze politiche, confronto che deve proseguire anche tra i candidati. E per questo ringrazio Vito Leccese per avere accettato il nostro invito di oggi. Anzi spero che presto siano i circoli del Pd ad invitare me per un confronto politico”.

 

Laforgia ha ribadito il suo pensiero sulle primarie.

“Le primarie non sono lo strumento migliore per selezionare i candidati. Credo che la storia lo abbia dimostrato, anche la nostra storia, perché non è fatta solo di successi e movimenti trasparenti. Penso che la diffusa preoccupazione a Bari per i tentativi di infiltrazione, richieda il massimo dell’attenzione da parte di tutte le forze politiche, non soltanto del centrosinistra. E soprattutto Io credo alla politica, io penso che la politica sia fatta non di esibizioni muscolari, non di colpi di maggioranza, perché se la maggioranza poi finisce per escludere qualcuno, io la considero una sconfitta e non una vittoria.Bisogna discutere, e discutere di politica”.

 

Per quanto riguarda la decisione di ricercare una soluzione “altra” rispetto alle primarie, Laforgia è stato molto chiaro.

 

“Queste decisioni – ha detto – spettano al tavolo della coalizione. Io penso che con Vito Leccese si debba collaborare, credo che lui abbia avuto un ruolo importante al Comune di Bari, negli ultimi vent’anni. Un ruolo tecnico, come tutti sanno, anche se Vito ha avuto anche un’esperienza politica. Io penso che ci siano tutte le condizioni per arrivare finalmente ad una soluzione. Poi bisognerebbe chiedere a qualcun altro perchè siamo Stati otto mesi fermi solo perché bisognava trovare un candidato diverso da me.  Ci sarà pure una ragione, che io però non conosco”.

 

Sull’invito del possibile “passo indietro”. Michele Laforgia si è espresso così: “A me l’espressione passo indietro fa venire l’orticaria. Io penso che in politica bisogna fare passi in avanti, collaborare, discutere. Dopodiché ho detto dall’inizio e lo ripeto qui che io non mi sono autocandidato, io ho dato la mia disponibilità a candidarmi sulla base della richiesta che è arrivata da una serie di forze politiche, movimenti e associazioni che si riuniscono intorno alla Convenzione. Oggi su questo c’è stata anche la presa di posizione netta del Movimento 5 Stelle. Credo che una serie di altre liste civiche abbiano espresso una posizione importante, mi riferisco a Con, a Senso Civico a Sud al Centro, ai Popolari, dicendo esplicitamente che i candidati in campo sono due e che bisogna cercare l’unità. E questo, permettetemi di dire, non è cosa di poco conto, visto che veniamo da mesi di veti. I veti sono definitivamente caduti. Insomma, la primavera è prossima”.

 

“In ogni caso – ha concluso Laforgia – possiamo escludere un mio abbandono. Io sono in campo non da oggi e non solo per le elezioni. Continuerò a farlo comunque, se mi chiederanno di essere candidato. Se raggiungeremo questa unità lo farò con entusiasmo perché è una cosa in cui credo. Se la coalizione dovesse dire, ma solo l’intera coalizione non una componente di essa, che c’è un candidato migliore di me, ne prenderò atto”.

 

Qui di seguito il testo integrale dell’intervento di Michele Laforgia in occasione dell’assemblea della Giusta Causa di questa mattina

 

Mi sono commosso quando ho visto il video realizzato dai ragazzi (un video autoprodotto dai ragazzi della Giusta Causa Giovani per i social ndr), perché non sono abituato a questo tipo di gesti. Mi ha ricordato una vicenda di tantissimi anni fa, quando il candidato era mio padre (indica l’immagine di Pietro Leonida alle sue spalle).

 

Abbiamo vissuto un periodo difficile nel fronte progressista. Purtroppo c’è uno scontro duro, per me anche spiacevole, e forse anche per questo mi sono emozionato quando ho visto quel video perché è stato un momento di tenerezza in un momento che di tenerezza non ne ha molta. Mi sono ritrovato da un giorno all’altro in un ruolo che non è il mio e del quale ad oggi nessuno ha dato una spiegazione. Nelle foto che sono affisse in sede ci sono volti del centrosinistra, compreso il sindaco Decaro, che sono parte integrante della nostra storia, io mi sono parte integrante di questa storia. Quale è la ragione per la quale improvvisamente sono diventato il nemico da battere, perché si è sopportato che per mesi si continuasse a dire che l’obiettivo era isolare Laforgia? Perché? La politica ha bisogno di chiarezza. Non mi spaventa il confronto e nemmeno la battaglia politica, ma battaglia perché? Perché oggi ci sono due candidati? Perché è stato chiesto a Vito Leccese di diventare il candidato unico del Pd? Perché il Pd, da cui io non mi sento lontano, ha scelto sin dal primo momento che io non potessi essere il candidato unico del centrosinistra?

 

L’editto di cui Leccese si lamenta non riguarda la scelta del Pd di affidarsi a lui. Quello che è stato definito un editto è che questa scelta dovesse automaticamente determinare che qualcun altro dovesse, per responsabilità, fare un passo indietro. Questo si chiama editto, perché la responsabilità è essere insieme stamattina e  tu (dice rivolgendosi ancora a Vito) sei entrato qui e sei stato accolto come un amico e così ti considereremo, mai come un nemico. Io ne ho sentite tante di parole contro di me, e questo mi ha addolorato e mortificato. Non so darmene una spiegazione.

 

Trovo che parte di questa nostra discussione delle ultime settimane sia sproporzionata. Le vere tragedie non sono qui. Il mondo è in una tragedia, le guerre sono una tragedia, la Russia di Putin è una tragedia, tragedie rispetto alle quali la sinistra non ha voce nel mondo, in Europa e neanche nel Paese. Non ci possiamo cullare nel fatto che Bari è un’isola felice perché governiamo da vent’anni e non solo perché non tutto va bene, ma perché da Bari dobbiamo pensare a cosa fare per il Paese. È importante che il Pd abbia scelto un candidato e aperto un confronto ma è anche importante che l’altro pezzo dell’alternativa alle destre, il M5S, abbia detto chiaramente le sue ragioni. Tutti abbiamo evocato l’unità, ma unità fra chi? Dobbiamo realizzare l’unità più larga possibile, perché l’errore politico più grave sarebbe pensare che a Bari si può vincere comunque. Dobbiamo ritrovare le ragioni e i modi per stare insieme, che non significa essere d’accordo su tutto, ma essere tutti dalla stessa parte. Oggi fortunatamente e dopo un percorso travagliato e non scontato, anche il M5S: lo considero una vittoria del fronte progressista. Io sono pronto a fare tutti i passi se questo serve all’unità e all’allargamento della coalizione. Non sono disposto però a subire imposizioni. Mi auguro che questa discussione diventi una discussione nel merito.

 

Siamo felici di essere a Bari ma Bari non è una città felice per tutti e lo sforzo che dobbiamo fare è esattamente questo. Per farlo abbiamo bisogno di una mobilitazione collettiva. Chiedo a tutti di riprendere lo spirito che ci ha animato negli anni dell’impegno civile, in cui era normale, fisiologico, mettersi al servizio di un’idea. Si può stare bene facendo politica, si può essere felici, vivere meglio occupandosi dei problemi degli altri, quando lo si fa per spirito di servizio, perché non si vuole nulla in cambio, perché lo stare insieme è la prima necessaria condizione della nostra umanità, del nostro principio di cittadinanza, del nostro impegno politico. Io per questo e non per altro ho accettato di essere candidato. Come Leonardo Sciascia non ho niente da guadagnare, niente da ricevere, ma l’esigenza di mettermi al servizio degli altri e dare qualcosa. Se questo spirito lo condivideremo tutti, saremo capaci di cambiare questa città, questa regione e questo Paese e forse anche ricostruire una sinistra che metta fine alle guerre, alle diseguaglianze e alle ingiustizie. Che è il nostro unico vero scopo.”

redazione

 

 

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