Il 7 agosto 2026, la storica band dei Litfiba si è esibita a Melpignano, nella suggestiva cornice di Piazza Avantaggiato, nell’ambito del SEI Festival, in occasione del quarantesimo anniversario di 17 Re, uno degli album più significativi della storia del gruppo.

È stato un concerto attraverso il quale la band ha ripercorso la propria lunga storia artistica, proponendo alcuni dei brani più celebri del proprio repertorio e restituendo al pubblico l’energia e la forza espressiva che hanno caratterizzato il percorso dei Litfiba.
Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo, occupando lo spazio verde davanti a Palazzo Marchesale, nel cuore della cittadina salentina. Musica, memoria e partecipazione si sono così intrecciate in una serata che è andata oltre la semplice dimensione dello spettacolo.
Piero Pelù, leader della band, non ha rinunciato a richiamare il tema della pace e, come nel suo stile, lo ha fatto anche attraverso il sarcasmo e la provocazione rivolti ad alcuni dei protagonisti della politica internazionale. Donald Trump, in particolare, è stato evocato con riferimento al peso delle decisioni dei grandi leader sulle sorti del mondo, insieme ai nostri rappresentanti politici, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ma parlare di politica durante un concerto è davvero possibile? È una domanda che in molti possono porsi.
Probabilmente sì, soprattutto quando un’occasione musicale riesce a trasformarsi in uno spazio di condivisione di valori, testimonianze e idee. Quando il fine non è semplicemente quello di intrattenere, ma anche di costruire consapevolezza e stimolare la riflessione, la musica può diventare uno strumento potente, capace di raggiungere le persone attraverso un linguaggio immediato e universale.
La critica, del resto, appartiene a ogni linguaggio umano e assume un valore ancora più importante all’interno di un sistema democratico. Criticare non significa necessariamente delegittimare: può significare mettere in discussione, interrogare, sollecitare una risposta. Può diventare uno stimolo a fare meglio e, soprattutto, un modo per ricordare a chi esercita una responsabilità pubblica il peso delle proprie scelte e delle proprie azioni.
È anche questa, in fondo, la forza della musica quando riesce a superare i confini del palcoscenico. Un concerto può essere festa, memoria e intrattenimento, ma può anche diventare un luogo nel quale una comunità si ritrova e si interroga sul proprio presente.
Antonio Carbonara



























































