Sabato 9 maggio al Teatro van Westerhout di Mola di Bari per l’Agìmus
La suite «Migrantes» interpreta
un’emergenza del nostro tempo
Di scena il chitarrista Francesco Buzzurro con il quartetto d’archi Goffriller
Un viaggio in musica capace di attraversare confini geografici ed emotivi, per raccontare con intensità rara una delle questioni più urgenti del nostro tempo. S’intitola «Migrantes» ed è molto più di un concerto: è un’esperienza immersiva tra arte e coscienza civile che sabato 9 maggio, alle 20.45, approda al Teatro van Westerhout nell’ambito della stagione dell’Agìmus diretta da Piero Rotolo. Protagonisti della serata saranno il virtuoso chitarrista Francesco Buzzurro, ideatore del progetto e autore delle musiche, e il raffinato quartetto d’archi Goffriller, formato da Vito Imperato e Giovanni Anastasio ai violini, Alberto Salomon alla viola e Benedetto Munzone al violoncello.
Undici composizioni originali, orchestrate con sensibilità e visione da Mauro Schiavone, si fondono in un unico racconto sonoro che dà voce a chi spesso voce non ne ha. In «Migrantes», la chitarra di Buzzurro si fa narratrice: non semplice strumento solista, ma guida emotiva in un percorso che attraversa speranza, paura, perdita e desiderio di rinascita, sostenuta dalla trama intensa e avvolgente degli archi.
Ogni brano è un capitolo, ogni melodia una testimonianza. Si parte dall’urgenza di fuggire da guerre e miseria, evocata da ritmi incalzanti e armonie sospese che riflettono l’instabilità del nostro presente. Si passa poi al dolore del distacco, raccontato attraverso pagine musicali cariche di nostalgia, in cui riecheggiano radici spezzate e affetti lontani.
Il cuore pulsante del progetto è il mare, protagonista tragico del brano «Tempesta»: qui la musica diventa immagine, materia viva, restituendo il fragore delle onde e il silenzio assordante delle vite inghiottite, trasformando il Mediterraneo in un cimitero liquido. Non manca la denuncia, potente e diretta, affidata a «Muharrib», brano dalle sonorità arabeggianti che ritrae con durezza i trafficanti di esseri umani, figure senza volto scolpite in dissonanze e ritmi taglienti.
Eppure, «Migrantes» non si limita a raccontare il dolore. Nelle sue pieghe più intime si apre uno spiraglio di luce. «Life», affidato al solo quartetto d’archi, è un momento di sospensione e riflessione sul valore assoluto della vita. «Filoxenia», invece, si trasforma in un tango vibrante che invita all’accoglienza, proponendo una visione in cui il migrante diventa occasione di incontro e crescita reciproca.
Con il suo stile inconfondibile, capace di fondere jazz, musica classica e tradizione popolare siciliana, Buzzurro trova nel quartetto Goffriller un interlocutore ideale, dando vita a un dialogo sonoro ricco di tensione e poesia che si presenta come un invito non restare indifferenti. L’opera unisce, infatti, bellezza e responsabilità civile e morale con l’obiettivo di lasciare un segno profondo, ben oltre l’ultima nota. Insomma, «Migrantes» è una meditazione sonora che onora la memoria delle vittime di tutte le guerre e spinge verso una visione più empatica del futuro.
Info e prenotazioni 368.568412 e 393.9935266. Biglietti su Vivaticket all’indirizzo https://www.vivaticket.com/it/ticket/suite-migrantes/282782.
redazione




















































