La Sacra Sindone e il mistero della resurrezione di Gesù

La Sacra Sindone di Torino è una delle reliquie della cristianità più studiate al mondo e continua ancora oggi a far discutere. Si tratta di un lenzuolo sul quale è impressa l’immagine di un un uomo crocifisso, molto simile al Gesù dei Vangeli.  Nel 1988 l’esame al carbonio-14 ha datato la reliquia  tra il 1260 e il 1390 d.C., indicando quindi un’origine medievale. Tuttavia molti studiosi ritengono che quell’analisi possa essere stata imprecisa, a causa di possibili inesattezze procedurali. Tra queste viene spesso citato il fatto che il campione analizzato provenisse da una parte del telo probabilmente contaminata da agenti esterni nel corso dei secoli. Il telo infatti ha subito restauri,  ha subito incendi,  e poi ancora manipolazioni e agenti atmosferici — fattori che potrebbero aver alterato il risultato.

Ed è proprio questo lenzuolo che, secondo alcuni, potrebbe offrire indizi scientifici collegati al mistero della resurrezione di Gesù, un evento che resta difficilissimo da comprendere sul piano puramente umano. L’idea che un uomo morto possa tornare a vivere è infatti qualcosa che sfida la nostra esperienza ordinaria.

La resurrezione di Gesù — considerato dai cristiani il Figlio di Dio — divide da sempre studiosi, storici e teologi. Alcuni interpretano il racconto della resurrezione come parte di una tradizione simbolica o mitologica, simile ai racconti di divinità che muoiono e risorgono presenti in molte culture antiche. Altri invece sostengono che si tratti di un evento reale, accaduto nella storia.

Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) affermò più volte che la resurrezione rappresenta il fondamento stesso della fede cristiana: non una metafora o un mito, ma un evento reale. Tuttavia — spiegava — non deve essere intesa come una semplice rianimazione di un cadavere o un ritorno alla vita biologica precedente. Si tratta piuttosto del passaggio a una forma di vita nuova, una realtà trasformata.

Secondo la fede cristiana, l’evento che genera l’annuncio è la Resurrezione di Gesù. Un annuncio che passa soprattutto attraverso l’esperienza del martirio: i primi cristiani sono disposti a morire pur di non rinnegare la loro fede in Gesù Cristo, il Risorto.

Ma ritornando alla Sindone essa è spesso citata nei vangeli. Nel vangelo di Giovanni (20, 11-18) si racconta che Maria di Magdala si recò al sepolcro e lo trovò vuoto. I teli funerari erano rimasti a terra e il sudario, che era stato posto sul capo di Gesù, non giaceva insieme agli altri teli ma era piegato in un luogo a parte. Secondo il Vangelo di Marco, il lenzuolo funebre era stato acquistato da Giuseppe d’Arimatea per avvolgere il corpo di Gesù al momento della deposizione dalla croce.

La Sindone ha attraversato una lunga storia, passando probabilmente per diverse regioni dell’Oriente prima di giungere in Europa e infine a Torino, dove è tuttora custodita. L’immagine impressa sul telo presenta caratteristiche sorprendenti: è tridimensionale, non appare come un dipinto e la sua origine non è stata ancora spiegata in modo definitivo.

Tra le ipotesi avanzate da alcuni studiosi vi è quella di un fenomeno energetico o luminoso: il corpo dell’uomo crocifisso e deposto nel buio del sepolcro   avrebbe emanato una forte e potente luce lasciando impressa l’immagine sul tessuto. Per i credenti questa suggestione richiama simbolicamente la luce della resurrezione

La luce, infatti, accompagna spesso il racconto evangelico della vita di Gesù. Nei testi biblici il momento della resurrezione è associato a manifestazioni di luce che disorientano e stupiscono coloro che si recano al sepolcro.

Per la teologia cristiana, la resurrezione non rappresenta dunque la rianimazione di un corpo morto, né un semplice ritorno alla vita precedente. È piuttosto una trasformazione radicale, il passaggio a una vita nuova: ciò che san Paolo descrive come la trasformazione del nostro corpo corruttibile in una realtà diversa, partecipante della luce divina (Prima lettera di Paolo ai Corinzi 15, 1-58).

Antonio Carbonara

docente di religione cattolica

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