Io Sud con le associazioni civiche: ‘ che il nuovo Parco della Giustizia di Bari non sia un’altra Punta Perotti’

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Quale l’impatto ecologico e sociale del Nuovo Parco della Giustizia di Bari? Il timore di una nuova  Punta Perotti trapela nel contenuto  del comunicato stampa  a fima di Nino Montersi, coordinatore regionale Puglia del movimento politico Io Sud

‘Un altro Eco- Mostro appare all’orizzonte.
L’affare del complesso edilizio definito” Punta Perotti “ balzò palesemente all’attenzione dei media e dei cittadini baresi solo il giorno in cui l’allora sindaco di Bari, Michele Emiliano, schiacciò platealmente il pulsante che attivò, a ripetizione, le cariche esplosive .

in foto demolizione di Punta Perotti

Si udì un botto in tutta la città, quasi un ululato che, in una nuvola di sabbia e cemento segnò irrimediabilmente la fine dell’ECO MOSTRO, venne così brutalmente abbattuto mentre le immagini in TV e nel web, facevano il giro del mondo. Oggi quelle immagini sono visibili ovunque le si cerchino e sono Immagini che testimoniano gli effetti della mala gestione tecnico amministrativa di una città ma che oggi, osserviamo, non sono servite da monito visto che c’è il rischio che si ripetano . Sono trascorsi 41 anni dalla cerimonia in cui fu posta la prima pietra, con tanto di presenza Istituzionale, sino al giorno dell’abbattimento. Tra sequestri dissequestri e confische, condanne e assoluzioni in vari gradi di giudizio e di relative sentenze si è concluso un lungo percorso giudiziario che ha accertato la responsabilità in solido tra Regione Puglia , Comune di Bari e Ministero dell’ambiente.
Le implicazioni politiche e le devastanti ripercussioni economico-sociali hanno sancito Il danno stimato dai Giudici di quasi 150 milioni di euro di cui una parte, ovvero quasi settantacinque milioni di euro , sono stati posti a carico del Comune ,dico meglio ,a carico dei cittadini baresi.
Il 12 settembre 2022 il presidente della Regione Puglia , Michele Emiliano sindaco in carica all’epoca dei fatti, sull’argomento sostanzialmente dichiara “ Il Comune di Bari, la Regione Puglia ed il Ministero sono stati si condannati …..ma non perché l’abbattimento dei palazzi era illegittimo ma perché,  in quel luogo le lottizzazioni erano illegittime.
Egli afferma a chiare lettere “ LI NON SI POTEVA COSTRUIRE !! “ ( come se le autorizzazioni non fossero state rilasciate dal comune ma dallo Spirito Santo ,visto che siamo prossimi alla Santa Pasqua. )
Oggi 3 Aprile 2023 si riapre la copertina di un polveroso fascicolo intitolato “ Cittadella della Giustizia di Bari”.
Sbaglia chi afferma che la storia del progetto inizia solo il 2003 quando il sindaco Simone Di Cagno Abbrescia pubblicò il bando che ha originato un’altra telenovela giudiziaria oggi ancora in atto sia con l’Impresa Pizzarotti di Parma che con lo studio di progettazione guidato dall’Ing.Michele Cutolo.
Prima di questa data infatti almeno altri due progetti furono redatti dal Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche con la consulenza di professionisti esterni, quindi con altri ulteriori costi. I progetti vennero approvati dopo una serie di rilievi e di revisioni apportate dalla Commissione di Manutenzione, organo tecnico Ministeriale in capo al Ministero della Giustizia.
I progetti giacciono ancora nei cassetti dei Ministeri ma discutere del perché non sono mai stati attivati occuperebbe lo spazio dell’intera testata mentre rendono bene l’idea le motivazioni sussurrate che si sostanziano sempre e tutte in una sola frase” il progetto così dove è collocato non si presta a speculazioni edilizie ed è in conflitto con interessi della politica.”
Il caso del progetto Pizzarotti ne è un esempio ancora in essere. Se l’ex sindaco Michele Emiliano, per motivi che non ci permettiamo di giudicare, non si fosse opposto ripetutamente alla soluzione offerta dalla Azienda di Parma, senza tra l’altro neppure tentare di risarcirla per il mancato affidamento spettante per essersi aggiudicata legittimamente una gara pubblica , Bari da tempo godrebbe del suo Villaggio della Giustizia ed in più il Rione Carrassi, sarebbe stato liberato dalla presenza del carcere la cui collocazione è oggi oltre che pericolosa più anacronistica che mai. Inoltre in più di 15 anni il Comune di Bari avrebbe evitato di anticipare qualche milione di euro per gli affitti che paga per l a locazione dei vari tribunali e che ancora oggi il Ministero ritarda a rimborsare.
Perché temiamo che un’altro ECO- MOSTRO appaia all’orizzonte ? Perché da qualche tempo sono riprese ,in sordina ,le puntate della Telenovela del “ Villaggio della Giustizia “ questa volta allocato in uno dei rioni emergenti di Bari dove,  nonostante le rotatorie volute dal sindaco Antonio Decaro , le arterie viarie risultato congestionate già ora e non solo all’ora di punta. Quindi per quante giustificazioni si vogliano addurre, la collocazione dell’ultima versione del villaggio della Giustizia risulta folle, tutt’altro che strategica.

In foto progetto nuovo Parco  della Giustizia di Bari

Come succede ogni volta che si prepara un calice amaro per qualcuno,  il progetto è stato presentato in sede ministeriale dal sindaco di Bari Antonio Decaro, dalla direttrice dell’Agenzia del Demanio, e dal neo sottosegretario alla Giustizia ma con la tipica espressione facciale di coloro che sanno che stanno offrendo un marrone ma raccontano che … Il complesso sarà meravigliosamente costituito da quattro edifici a corte, a pianta quadrata, disposti fra loro in modo da richiamare l’immagine di un quadrifoglio scomposto, tra le cui foglie si aprono spazi di percorrenza e di sosta. Il nuovo Parco ospiterà circa 1.800 professionisti, fra giudici, procuratori, magistrati, avvocati e altre figure professionali ; hanno omesso di riferire che è prevista la presenza di un lago artificiale,  forse loro stessi ,già al momento dell’illustrazione architettonica immaginavano stagni prosciugati a beneficio della proliferazione di zanzare.
Gli avvocati sul progetto hanno già evidenziato che al momento che non sembra prevista ne la allocazione degli uffici dei Giudici di Pace ne della Corte dei Conti , pertanto definire la nuova sede “l’accorpamento degli Uffici Giudiziari “ è una affermazione azzardata.
Se la questione non fosse tragica certamente sarebbe un argomento di ilarità, di quelle che succedono quando a tavola si beve un bicchiere di troppo.
Noi come movimento IO SUD abbiamo ricevuto la rappresentanza delle Associazioni Civiche che appositamente non definiamo Ambientaliste per non indurre il lettore a preconcetti e per non limitare le criticità del progetto solamente all’ambito ambientale , pur se questo aspetto ,di per se ,evidenzia abusi e scelte che annichiliscono il valore naturalistico di quel territorio e non soltanto per quanto riguarda la vulnerabilità . Assistiamo spesso a situazione che dimostrano, che il rispetto dell’ambiente naturale non è elemento sufficiente che debba limitare lo sviluppo della efficienza e della modernità! (ovvero della speculazione edilizia .)
Senza entrare nel merito del progetto e di quante forzature gli uffici tecnici dovranno operare per aggirare il regolamento edilizio, raccogliamo le osservazioni che giungono dai residenti di quelle aree ,prima convinti ed allettati dal presunto incremento che la realizzazione del Polo della Giustizia avrebbe apportato al valore dei propri immobili, ma sono ora spaventati essendosi resi conto del supplizio cui saranno sottoposti a causa del CAOS che si concretizzerà, non solo in chi risiede in quell’area, ma in tutto il circondario a partire dalla via Oberdan , sino alle tangenziali, ed i rioni Mungivacca, Carrassi, Poggiofranco. Già sentono il fragore dei clacson ed i conseguenti riferimenti ai defunti. Migliaia di autovetture non solo nelle ore di punta non potranno che congestionare tutte le arterie di accesso, provenienti anche dai paesi limitrofi, rendendo invivibile una delle poche zone urbane restanti considerata “ a misura d’uomo”. I cittadini contrari al progetto si domandano e ci chiedono ma perché proprio in quella zona ?, perché non altrove dove pure ci sarebbero soluzioni per le quali gli operatori del comparto giudiziario potrebbero operare in piena efficacia ed efficienza ? La risposta più convincente che mi sovviene è : non è per caso perché in quelle aree è prevista la realizzazione di milleduecento cinquanta appartamenti di lusso che si potrebbero vendere ai tanti avvocati, non solo come studi legali o abitazioni? Le altre soluzioni proposte danno questa opportunità? Sembra proprio di no.
Le associazioni civiche non sono state ferme bensì si sono coraggiosamente rivolte ai tribunali ai quali hanno denunciato le criticità emergenti non solo per gli abusi ed irregolarità urbanistiche diffuse ma anche alla Corte Dei Conti stante la esosità del progetto rispetto ad altre soluzioni proposte in passato, ed in quanto le somme da impiegare, rispetto alle previsioni di progetto, sono già state abbondantemente superate. Tutta l’operazione è stata affidata dall’Agenzia del Demanio e dal Ministero della Giustizia ad un commissario che risulta aver indetto una conferenza di servizi convocata per il giorno 30 maggio . Per quella data chiunque sia coinvolto, a qualsiasi titolo, ai fini della edificazione di quell’area, potrà esporre le proprie obiezioni, chiunque, meno i cittadini che non sono parte in causa anche perché saranno utilizzati i famosi fondi del PNRR e bisogna correre veloci. Il Sindaco Decaro quindi , ob torto collo, non può sottrarsi ai desiderata dei cosiddetti poteri forti pubblici e privati quindi ha già convocato frettolosamente i consiglieri di maggioranza raccomandandosi di tenersi leggeri già dal pranzo della Domenica delle Palme perché la presenza nel Consiglio Comunale di oggi è tassativa e non saranno consentite indisposizioni di sorta che possano impedire di votare compatti la delibera che stravolgerà parte del PRG di un rione di Bari, ciò affinché alla conferenza di servizi del 30 maggio il Comune non si presenti impreparato ad accogliere senza ostacoli tutto ciò che è stato già deciso ai “ piani alti “ .
L’intenzione di realizzare l’opera è così forte che probabilmente questa di realizzerà comunque ma , è certo , che nelle aule della nuova Cittadella della Giustizia paradossalmente prima degli altri tsi dibatterà sulla legittimità di questa operazione immobiliare, si celebrerà il ricorso promosso dall’impresa Pizzarotti, dallo studio dell’ing. Michele Cutolo e non è escluso che possa essere scritta qualche sentenza che porterà al sequestrare l’immobile, magari con facoltà d’uso. Nelle stesse aule si svolgeranno i processi degli imputati che hanno conclamato lo scandalo dell’Ospedale Covid in Fiera del Levante, di chi ha consentito con la scusa della emergenza il raddoppio dei costi previsti e che vediamo purtroppo oggi sottratti all’approvvigionamento dei farmaci necessari alla popolazione pugliese sempre più anziana , malata ed esausta. Nella veste di segretario di un partito che fa della moralità la propria bandiera, ma soprattutto di cittadino di questa Città, condividendo in pieno le motivazioni delle associazioni civiche e le azioni giudiziarie poste in atto,  non posso che auspicare che ciascun consigliere comunale rifletta sulla responsabilità personale che assume nell’approvare atti che, stante i giudizi in atto,odorano di illecito ! !’ .

Nino Monterisi

Segretario

Io Sud Puglia.

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