A venticinque anni dalla sua uscita nelle sale, «I cento passi» torna sul grande schermo per incontrare una nuova generazione di spettatori. Martedì 17 e mercoledì 18 marzo, con inizio alle ore 9.30 al Multicinema Galleria di Bari, circa 1200 studenti assisteranno alla proiezione della versione restaurata del film alla presenza del regista Marco Tullio Giordana. L’evento è organizzato dalla cooperativa sociale «Il Nuovo Fantarca», che ripropone il film agli studenti della città, nell’ambito dei percorsi “Anniverdi Film Festival” e “Alfabeti Visivi”, iniziative che intrecciano l’educazione ai media con i temi della legalità, della nonviolenza e dell’impegno civile.
Nella mattinata di martedì 17 marzo, insieme al regista Marco Tullio Giordana, interverrà anche don Angelo Cassano, parroco da sempre attento alle povertà sociali e alle diverse forme di illegalità e ingiustizia presenti sul territorio, nonché referente regionale di Libera Puglia (info: 338.774.62.18).
Realizzato nel 2000, «I cento passi» è considerato uno dei film simbolo del racconto civile italiano sulla lotta alla mafia. L’opera ricostruisce la storia di Peppino Impastato, militante politico e attivista siciliano assassinato da Cosa Nostra nel 1978 per la sua attività di denuncia e di opposizione al potere mafioso nel paese di Cinisi. Il titolo richiama la distanza – appunto cento passi – che separava la casa della famiglia Impastato da quella del boss mafioso Tano Badalamenti: una vicinanza geografica che diventa nel film il simbolo di un conflitto radicale tra due visioni opposte della vita e della società.
Il protagonista è interpretato da Luigi Lo Cascio, allora al suo debutto cinematografico, in una prova destinata a segnare la sua carriera. Lo stesso Giordana ha spesso sottolineato come Peppino Impastato non debba essere considerato soltanto una “vittima” della mafia, ma piuttosto un “caduto” civile, figura di riferimento per molte generazioni di giovani che hanno scelto – e continuano a scegliere – di pensare e agire in modo diverso, opponendosi a una mafia spesso invisibile e strisciante, capace di mimetizzarsi anche dentro comportamenti apparentemente legali e insospettabili.
Presentato al Festival di Venezia del 2000, il film ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio per la migliore sceneggiatura alla Mostra del Cinema e numerosi David di Donatello, tra cui quello per il miglior attore protagonista a Luigi Lo Cascio e per la migliore sceneggiatura. Nel corso degli anni «I cento passi» è diventato un vero e proprio classico del cinema civile italiano, utilizzato anche in ambito educativo come strumento di riflessione sulla legalità, sulla memoria e sul ruolo della partecipazione democratica.
La forza del film, che raccoglie e rilancia l’epica battagliera di Peppino Impastato, sta proprio nella sua capacità di trascendere il momento storico della realizzazione. Pur nascendo all’inizio del nuovo millennio, «I cento passi» continua a parlare al presente, trasformando la vicenda di Impastato in una sorta di mito civile contemporaneo, capace di interrogare la coscienza collettiva oltre i limiti del calendario e delle generazioni. In questo senso il film si inserisce nella tradizione di quel cinema che ha perseguito obiettivi di crescita morale e culturale, oltre che politica, contribuendo alla costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole.
Redazione

























































