In scena al teatro Kismet di Bari da sabato scorso, “Flusso” registra ogni sera un grande successo di pubblico, forse perché assistervi non è solo assistere a un atto teatrale, ma partecipare a un’indagine emotiva che scava nella formazione dell’identità. Protagonisti Lino Guanciale e Gianmarco Saurino, che danno vita a quello che l’autore Christian Di Furia definisce un monologo per due, trasformando un testo ricco di suggestioni e riferimenti in un dialogo serrato tra chi siamo diventati e chi eravamo.
La forza dello spettacolo risiede, infatti, nella sua struttura speculare. Saurino e Guanciale non interpretano due personaggi distinti, ma due proiezioni dello stesso individuo: l’uomo adulto, segnato dal tempo che passa, e il bambino, che osserva il mondo con occhi ancora privi di filtri. Il flusso del titolo è proprio questo scorrere ininterrotto di ricordi, paure e speranze che lega le due età della vita.
L’affiatamento tra i due attori è il punto forte dello spettacolo, lo scambio di battute e la sovrapposizione delle voci, il richiamo dei gesti
tra Saurino e Guanciale inchiodano l’attenzione dello spettatore pur lasciando spazio a qualche risata. La regia dello stesso Guanciale è essenziale, precisa e misurata, capace di toccare corde liriche senza mai cadere nel sentimentalismo. Sono le parole di Di Furia a riempire lo spazio scenico, un testo che ha ricevuto la menzione speciale “Franco Quadri” al Premio Riccione per il Teatro 2021.
La scenografia, curata da Iole Cilento, rappresenta una stanza ma è anche un luogo sospeso tra realtà e invenzione. Richiama le navi dei grandi romanzi d’avventura, Melville, Coleridge, Collodi e Conrad, suggerendo l’idea di un viaggio interiore in mare aperto.
Un elemento chiave è l’uso di video animazioni, realizzate da Iole Cilento e Cristina Zanoboni, immagini digitali che non sono mero sfondo, ma che dialogano costantemente con i corpi degli attori, dando forma visibile ai ricordi, ai sogni e alle astrazioni del testo.
Anche le luci giocano un ruolo fondamentale nel marcare il passaggio tra le diverse fasi del flusso di coscienza del personaggio. L’illuminazione alterna momenti di estrema vicinanza e intimità a atmosfere più scure e rarefatte, per accrescere l’impatto emotivo del testo sul pubblico.
“Flusso” sarà in scena al Kismet fino a sabato 18 aprile. Domenica 19 sarà in scena al teatro Radar di Monopoli.
Maria Cristina Consiglio























































