C’è la faida tra i clan mafiosi Capriati e Strisciuglio di Bari, iniziata nel 1997 e di fatto mai sopita – secondo la Dda -, alla base degli omicidi di Raffaele ‘Lello’ Capriati, ucciso la sera di Pasquetta del 2024, e Filippo Scavo, assassinato con un colpo di pistola alla base del collo all’alba del 19 aprile scorso.
Oggi, sulla base di indagini della Dda, polizia e carabinieri hanno arrestato 11 persone, e ne hanno fermate tre, con le accuse (contestate a vario titolo) di omicidio, tentato omicidio e altri reati in materia di armi e droga.
I tre fermi si riferiscono all’omicidio Scavo, sottoposti a misura sono il 22enne Dylan Capriati (nipote di Lello) e i giovani Aldo Lagioia e Nicola Morelli. Per l’omicidio di Capriati, invece, sono stati arrestati il pluripregiudicato Luca Marinelli (già in carcere) e Nunzio Losacco: il primo è ritenuto l’esecutore materiale, il secondo avrebbe guidato la moto con cui i due avrebbero raggiunto Capriati, che quella sera era in macchina nel quartiere Torre a Mare insieme a una donna rimasta illesa.
Come ricostruito dalle indagini, Lello Capriati (scarcerato nel 2022 dopo aver trascorso 17 anni in cella per l’omicidio dell’innocente Michele Fazio, ucciso nel 2001) avrebbe fatto da paciere tra i due clan, pace rotta proprio da Scavo che, il 29 aprile 2024, avrebbe minacciato con una pistola, all’esterno di un pub, Christian Capriati, figlio di Lello. Poche ore dopo, Christian e il fratello Sabino avrebbero ferito a colpi di pistola, nel quartiere Carbonara, due giovani vicini agli Strisciuglio. Due giorni dopo fu ucciso Lello Capriati. E per questo l’omicidio di Scavo, hanno sottolineato gli inquirenti, sarebbe una risposta a quello di Capriati. Scavo, da quanto ricostruito, sarebbe stato ucciso in appena 11 secondi.
Alle indagini che hanno portato agli 11 arresti e ai tre fermi eseguiti oggi hanno partecipato la squadra mobile di Bari, il nucleo investigativo dei carabinieri della Bat, il reparto operativo dei carabinieri e il reparto anticrimine di Bari.
Contemporaneamente, la guardia di finanza ha lavorato alle misure patrimoniali nei confronti degli indagati. Anche per questo il pm Paolo Savio ha elogiato in conferenza stampa il “grande sistema di coordinamento” interforze del distretto di Bari, che costituisce “un modello virtuoso di cooperazione”. “La lotta alla criminalità organizzata è un obiettivo comune, per questo chiedo a gran voce che non venga ridotta la forza delle Procure e delle forze dell’ordine”, ha detto il procuratore Roberto Rossi, sottolineando come “alcuni interventi normativi hanno già ridotto questa forza” ( Ansa).
Foto Ansa
Redazione



















































