C’e’ maretta nel consiglio comunale di Bari a proposito del lungomare di Santo Spirito, e questa volta non c’entrano le vecchie storie di cementificazione abusiva, bensi’ la scelta della Giunta comunale che ha allarmato ambientalisti, cittadini e consiglieri. Al centro della contesa c’è l’ex rudere della Mitiladriatica, una struttura abbandonata sugli scogli che l’assessorato allo Sviluppo Locale vorrebbe trasformare in un albergo o in un B&B, concedendo l’area ai privati per vent’anni. La reazione della base civile e di movimenti come La Scossa è stata netta e immediata: regalare un altro pezzo di costa ai privati è una scelta antistorica, oltre che politicamente inaccettabile. La memoria storica, d’altronde, non si cancella. Chi guida la città da oltre vent’anni ha costruito la propria identità e credibilità difendendo il mare e abbattendo ecomostri (simbolo ne è Punta Perotti), oppure scommettendo sul grande rilancio pubblico di Costa Sud. Autorizzare oggi un “alberghetto” sugli scogli di Santo Spirito non è solo una clamorosa contraddizione, ma rischia di
spianare la strada a un precedente pericolosissimo. Se passa la linea della privatizzazione per la Mitiladriatica, cosa accadrà a tutti gli altri ruderi che costellano il nostro litorale? La Vela 2, L’Ancora, Grotta Regina, faranno la stessa fine, trasformando la costa in un mosaico di interessi commerciali privati ?
La proposta, che unisce vari gruppi (tra cui la Giusta Causa, i consiglieri vicini a Michele Laforgia, movimenti civici, e adesso anche l’associazione La Scossa) si muove in una direzione diametralmente opposta e guarda finalmente al benessere collettivo. L’obiettivo deve essere l’abbattimento del rudere per restituire lo spazio alla cittadinanza, creando una nuova spiaggia pubblica e libera, attrezzata per il tempo libero e lo sport. Il turismo sostenibile non si fa collezionando licenze ricettive sul demanio marittimo, ma garantendo ai cittadini il diritto fondamentale di godere del proprio mare. È il momento di compulsare l’amministrazione e chiedere una strategia costiera trasparente e condivisa, prima che l’attenzione mediatica svanisca e le scelte calate dall’alto diventino irreversibili.
La Presidente dell’ associazione politico-culturale “LA SCOSSA”,
Annamaria Scivittaro
redazione























































