È ispirato a un gesto simbolico e a un’eredità culturale tutta barese il «Barinon Festival 2025», la nuova rassegna dell’EurOrchestra dedicata alla figura di Niccolò Piccinni, il più illustre compositore nato a Bari, in programma da domenica 13 luglio al 28 settembre in sei chiese della città. Il progetto – articolato come «Vita di Piccinni in un Prologo e Sei Quadri» – è curato dalla direzione artistica di Francesco Lentini (con trascrizioni originali di Angela Montemurro), e rientra nell’ambito dell’avviso pubblico «Le Due Bari 2025», promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Bari per valorizzare il dialogo tra centro e periferie attraverso l’arte e la memoria storica. Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero, nel segno dell’accessibilità e della condivisione culturale (posti prenotabili anche su eventbrite.it).
A ispirare il titolo del Festival è una vicenda singolare: il «Barinon» era il nome di un’antica moneta locale e di una rivista uscita in un unico numero nel 1881 per sostenere la raccolta fondi destinata a erigere il monumento a Piccinni, inaugurato poi nel 1885. Lo stesso spirito di omaggio anima ora questo nuovo percorso musicale.
Ad aprire la rassegna, domenica 13 luglio alle 21, nella Chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo (via Napoli 280), sarà il concerto intitolato «Prologo: un monumento a Piccinni». La serata, fortemente evocativa, ripercorre simbolicamente il concerto che nel 1885 celebrò l’inaugurazione del monumento al grande musicista barese. A guidare il pubblico, la voce narrante dell’attore Leo Lestingi, che interpreterà il testo scritto da Angela Montemurro a partire dalle cronache dell’epoca. Un affascinante racconto che intreccia parole e suoni per evocare la memoria collettiva di una città.
Il programma musicale, eseguito in prima assoluta nelle trascrizioni moderne, comprenderà arie e duetti tratti da alcune delle opere più celebri di Piccinni, come «La Cecchina», «Olimpiade», «Alessandro nelle Indie» e «Artaserse», affidati alle voci dei soprani Simona Di Capua e Flora Marasciulo, e del tenore Federico Buttazzo. A questi si aggiungerà un brano orchestrale di Nicola De Giosa (1819-1885), altro compositore barese (Preludio, dalla commedia lirica «Il Capitano»), e l’ouverture dall’opera «Atys» di Piccinni, in una cornice che intende restituire la solennità e l’emozione di quella storica serata ottocentesca.
I successivi cinque concerti – ciascuno concepito come un “quadro” della vita di Piccinni – esploreranno le tappe principali della sua vicenda artistica e umana. Il secondo appuntamento, il 27 luglio nella Chiesa dello Spirito Santo a Santo Spirito, racconterà gli anni della giovinezza a Napoli, tra studi, primi successi e influenze dei maestri Durante e Leo. Il terzo, il 31 agosto nella Chiesa di San Pio X, sarà un omaggio ai compositori pugliesi dell’epoca, da Traetta a Insanguine, che vissero e operarono nello stesso contesto culturale del giovane Piccinni. Il quarto, il 14 settembre nella Chiesa di San Giorgio Martire a Loseto, metterà in scena la rivalità con compositori come Anfossi, Logroscino e Salieri, restituendo un’immagine più complessa della scena musicale dell’epoca.
Il 21 settembre, nella Chiesa di San Girolamo, si entrerà nella fase parigina: trionfi, rivalità con Gluck, la traduzione francese della Cecchina, la gloria e l’abbandono. Infine, il 28 settembre, di nuovo nella Chiesa di San Giorgio Martire a Loseto, si concluderà con un doppio quadro che rievoca gli ultimi incontri di Piccinni, l’ultimo concerto nella sua casa parigina e il commiato finale, attraverso le musiche di Mozart e dello stesso Piccinni.
Ogni appuntamento sarà introdotto da una voce narrante e accompagnato da testi drammaturgici originali, tratti in gran parte dalla biografia scritta da Gustave Desnoiresterres e tradotta da Giovanni Guarnieri, con l’intento di restituire non solo il contesto storico e musicale, ma anche la dimensione emotiva e biografica del compositore.
Dal 2 all’11 luglio, è inoltre stato già realizzato un laboratorio di ascolto e approfondimento musicale, curato dalla cooperativa sociale «Maieutica», pensato per avvicinare i cittadini – in particolare quelli delle periferie – alla figura e all’eredità artistica di Piccinni, rinsaldando il legame tra arte, territorio e identità collettiva.
redazione























































