Elezione del Presidente della Repubblica Italiana, contributo al dibattito di Nino Monterisi ( Io Sud)

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Si infiamma il clima in vista della elezione del nuovo Presidente della Repubblica Italiana, mentre le forze politiche sono già al lavoro per individuare possibili ‘papabili’ al Quirinale. Il presidente Mattarella ha già da tempo e con lo stile che lo contraddistingue manifestato la sua volontà di non voler ripetere il mandato. Spuntano nomi ma non certezze, anche per la situazione di instabilità politica che è sicuramente alla base della scelta di Mario Draghi come attuale Premier. Un appuntamento importante quello della elezione del presidente della Repubblica, in un momento storico delicato.

Raccogliamo il contributo di Nino Monterisi, coordinatore del movimento politico “IO Sud”, il quale entra nel merito del dibattito.

Alla ricerca di un Presidente Emerito

 In occasione della scadenza del mandato di rappresentanza del Presidente della Repubblica eravamo abituati ad assistere al toto nomi ed alle fazioni pro/contro. Questa volta , nonostante mancano solo pochi giorni alla sistemazione delle urne , il mandato del Presidente Mattarella scade infatti il 3 febbraio, e la larga maggioranza delle forze politiche che sostengono l’attuale Governo, non è stata ancora espressa alcuna rosa di nomi che soddisfi la legittima curiosità di noi cittadini.   Le ipotesi che emergono sono tutte concentrate sul nome dell’attuale premier Mario Draghi  e poiché azzardare il nome di soggetti politici rappresentativi capaci di determinare un compromesso tra le forze di maggioranza al momento è complicato, qualcuno avanza l’ipotesi di una proroga temporanea all’attuale Presidente Mattarella.  La politica con la P maiuscola si è rarefatta nei luoghi ad essa deputati per mancanza di protagonisti credibili per cui  l’argomento , unitamente al tema predominante ovvero il Covid e le sue varianti è divenuto mortificante  espediente per  mantenere lo share dei talk televisivi .  Altri luoghi ove si discute di tali argomenti sono le sale  da barba, i parrucchieri e più diffusamente  le casse dei supermercati. Il tema infatti si alterna con i mesti commenti  sul Covid, sull’aumento dei prezzi ,le previsioni del tempo e  le mascherine ;  il virus terrorizza giustificatamente prima degli altri  i pensionati  sono loro i delegati  ad assolvere ,con carrello al seguito, i fabbisogni quotidiani necessari a rinfrancare lo spirito ma soprattutto lo stomaco. Giova ricordare che i pensionati sono la categoria più ligia a  recarsi alle urne in ogni occasione elettorale. Il fatto che non si palesano nomi non vuol dire necessariamente che non vi sia un interesse spasmodico a trovare la quadra tra le ipotesi verosimili ,il punto è che le discussioni vertono soprattutto sul fatto che su ogni ipotesi vi è il veto assoluto di qualche parte politica e ciò a prescindere se il candidato possegga o no le qualità intrinseche proprie per assumere il ruolo di Capo dello Stato. Il  nutrito numero dei parlamentari del movimento cinque stelle, ad esempio, sono la spina nel fianco di Silvio Berlusconi che pure  sarebbe l’elemento di sintesi di una larga maggioranza del centro destra , tuttavia è evidente che il cavaliere non vuole escludersi dalla partita ed è  certo che si attiverà  in tutti i modi ,quanto meno per far eleggere qualcuno da poter affiancare , ciò che non gli è riuscito ne con Giorgio Napolitano ne con Sergio Mattarella.  Il premier Draghi,  pur acclamato a larga maggioranza  Presidente dei Consiglio dei Ministri, sta subendo  ultimamente ,sulla propria pelle, la faccenda dei vaccini e del Greenpeace  poiché  come è giusto che sia, sta sostenendo,  ob torto collo, le decisioni del Comitato Tecnico Scientifico e del suo portavoce il ministro Speranza.  I decreti che si susseguono per tentare di arginare la prosecuzione dei contagi confermano la perenne incertezza che aleggia da oltre due anni nelle dichiarazioni  degli scienziati che oramai , con grande imbarazzo, inseguono curve di contagi   che si prendono beffa delle previsioni scientifiche e proseguono imperterrite  con la logica di una partita a risiko   In cui non  si intravede  chi vincerà. È presumibile che Mario Draghi accetti  il ruolo for President solo se gli consentono di nominare un suo delfino quale Capo di Governo altrimenti  non rischierà’ di far fallire rovinosamente il lavoro sino ad ora svolto con successo, e che ha risollevato senza dubbio la credibilità dell’Italia nel confronti della Europa.  In questo caso un’intesa tra lui e Silvio Berlusconi potrebbe essere risolutiva soprattutto se condivisa dalla  Lega che con Giorgetti potrebbe  avere un asso nella manica.  Il rischio che certamente la nostra Nazione non può permettersi di correre è che se non si trova in fretta una soluzione condivisa a larga maggioranza  ci ritrovassimo rappresentati  da qualche  Emerito catafalco che non nuocia alla salute ed agli interessi dei partiti almeno sino  a quando i loro parlamentari non raggiungono i termini  per godere dei vitalizi ,con buona pace di chi li ha  votati.

Antonio Carbonara

 

 

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