Covid- 19 in Italia – 8 gennaio 2022: 197.552 casi positivi e 184 vittime. Positività al 16,2%, salgono i ricoveri

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Sono 197.552 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 108.304.

Le vittime sono invece 184, in calo rispetto a ieri, quando erano state 223. Sono 1.220.266 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.DAZN, Infinity+, Film, SerieTV e contenuti per tutta la famiglia gratis per i primi 3 mesiPoi a 19,99 € per 9 mesi. Che aspetti?Kena TIMVISION

Ieri erano stati 492.172. Il tasso di positività è al 16,2%, in calo rispetto al 22% di ieri. Sono 1.557 i pazienti in terapia intensiva, 58 in più in 24 ore nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 154. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 14.930, ovvero 339 in più rispetto a ieri.

Per l’undicesima settimana consecutiva, si conferma in Italia “un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione”. Lo indica l’Aggiornamento nazionale sull’epidemia in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). “Nelle ultime quattro settimane – si legge – si è osservato un aumento dell’incidenza settimanale in tutte le fasce d’età, che nell’ultima settimana ha raggiunto “valori superiori a 500 casi per 100.000 abitanti”. Nell’ultima settimana si è osservato un aumento dal 2% al 3,1% dei casi di reinfezioni sul totale dei casi. Lo rileva l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) nell’Aggiornamento nazionale sull’epidemia in Italia, precisando che i dati si riferiscono principalmente alla circolazione della variante Delta. “Dal 24 agosto 2021 al 5 gennaio 2022, sono stati segnalati 36.082 casi di reinfezioni, pari a 2% del totale dei casi notificati” si legge nel rapporto, aggiornato al 5 gennaio. “Nell’ultima settimana si osserva un aumento della percentuale di reinfezioni che sale al 3,1% del totale dei casi segnalati rispetto al 2,4% della settimana precedente”. Nel rapporto si legge inoltre che “la probabilità di contrarre una reinfezione risulta più elevata nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con almeno una dose e negli operatori sanitari, rispetto al resto della popolazione”. In aumento da due settimane la percentuale di casi tra operatori sanitari rispetto al resto della popolazione, e nell’ultima settimana sono stati oltre 6.000 in più, passando dall’1,8% al 2,1% del totale dei casi.

I ricoveri nelle unità di terapia intensiva per Covid-19 sono 25,6 volte più numerosi nei non vaccinati rispetto a coloro che hanno avuto tre dosi di vaccino. Lo indica l’Aggiornamento nazionale sull’epidemia in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Il tasso di ricovero nelle terapie intensive è pari a 23,1 ogni 100.000 abitanti per i non vaccinati, a 1,5 ogni 100.000 per i vaccinati da oltre 120 giorni, a 1 ogni 100.000 per vaccinati da meno 120 giorni e 0,9 ogni 100.000 per i vaccinati con la dose booster.

Secondo il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘Coronavirus- Dati e analisi scientifiche’, la crescita dell’epidemia di Covid avanza in modo esponenziale, tanto che il tempo di raddoppio di circa 7 giorni lascia prevedere circa 400.000 casi al giorno per la prossima settimana: così numerosi che sarà impossibile tracciarli – ha detto all’ANSA –. Di conseguenza l’unica fotografia dell’epidemia potrà basarsi sui ricoveri. 

“Siamo ancora in piena crescita con un tempo di raddoppio di circa 7 giorni e nella scorsa settimana la crescita era stata del 151%, con un tempo di raddoppio di 4-5 giorni. Attualmente l’incremento settimanale è del 114% e di conseguenza la prossima settimana i casi potranno essere circa 400.000 al giorno, ma non saremmo in grado di registrarli perché la nostra capacità di fare tamponi non arriverà a tanto”. Per arrivare a registrare un tale numero di casi sarebbero infatti necessari circa due milioni di test e secondo il fisico è quindi probabile che “i numeri saranno sottostimati: non sapremo quanti casi ci saranno e la foto dell’epidemia potrà basarsi solo sui ricoveri”. Alla luce di questa situazione, al momento nessuno è in grado calcolare quando arriverà il picco. “Se dovesse arrivare nella prossima settimana, sarà probabilmente perché i contagi e le persone in isolamento saranno talmente numerosi che la curva comincerà a scendere, come è successo in Sudafrica”, ha detto Sestili. Per il fisico, in questo momento, non sono possibili proiezioni precise: “ci interessa capire l’ordine di grandezza del problema. Ipotizzando che i contagi siano più di 150.000 al giorno (probabilmente una sottostima), che nei prossimi 20 giorni possano diventare complessivamente tre milioni e che ogni persona contagiata potrebbe metterne in quarantena tre o quattro, da qui a fine gennaio le persone in isolamento in Italia potrebbero essere fra 7 e 12 milioni, mai così tante in un lasso di tempo così breve”.

ANSA

Redazione

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