COMUNE COMUNICA – presentato il programma Pippi 11 finanziato dal PNRR per il sostegno alla genitorialità e la prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini

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IL COMUNE COMUNICA – presentato il programma Pippi 11 finanziato dal PNRR per il sostegno alla genitorialità e la prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini

PRESENTATO IL PROGRAMMA PIPPI 11 FINANZIATO DAL PNRR

PER IL SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ E LA PREVENZIONE DELLA VULNERABILITÀ DELLE FAMIGLIE E DEI BAMBINI

È stato presentato questa mattina, a Palazzo di Città, il Programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori PIPPI 11, finanziato con fondi P.N.R.R. M5C2S1 Intervento 1.1.1. – Sostegno alla capacità genitoriale e prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei bambini.

I fondi del PNRR sono stati impiegati per il potenziamento e l’ampliamento del programma PIPPI mirato, sin dalla sua prima sperimentazione, a ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei minori dal nucleo d’origine attraverso la prevenzione e la cura della famiglia secondo una progettazione fondata sui bisogni dei bambini, con l’obiettivo di tutelarne la serenità e migliorare la qualità della loro crescita.

Il programma sarà gestito dall’ATI tra le cooperative sociali Gea e Progetto Città, vincitrici del bando pubblico, con il coordinamento dell’assessorato al Welfare in collaborazione con i 5 Municipi e in rete con i consultori familiari, i servizi di Neuropsichiatria infanzia e adolescenza Bari, il distretto socio-sanitario, i Centri servizi per le famiglie, le scuole, i centri diurni socio-educativi e le agenzie educative territoriali.

All’incontro con la stampa hanno partecipato l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la referente territoriale per il Programma PIPPI Anna Campioto, il direttore artistico dell’associazione Musica in gioco Andrea Gargiulo, la presidente della cooperativa sociale GEA (capofila dell’Ati) Grazia Vulpis, la coordinatrice del servizio Samantha Faccilongo e il referente di progetto e laboratori Giacomo De Candia.

Obiettivo primario del programma è quello di aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo: le azioni previste saranno rivolte perciò sia al sostegno individuale delle famiglie e dei minori sia alla più ampia comunità territoriale attraverso un lavoro di rete.

Il programma degli interventi si articola perciò in diverse azioni:

  • educativa domiciliare in casa e nel nucleo familiare attraverso educatori dedicati;
  • gruppi parola e sostegno tra genitori, tra adolescenti e tra bambini con il supporto di psicologi ed educatori;
  • attività di raccordo, mediazione e alleanza tra scuola, famiglia e servizi territoriali;
  • formazione e creazione di famiglie di appoggio/famiglia solidale che accompagneranno le famiglie vulnerabili nella quotidianità in un’ottica di supporto e mutuo aiuto;
  • percorsi educativi e laboratoriali attraverso strumenti educativi quali la musica e la narrazione biografica.

In relazione ai percorsi educativi e laboratoriali, in particolare, saranno avviate esperienze di Orchestre sociali secondo il modello dell’associazione MusicaInGioco (ispirata a “El Sistema” fondato in Venezuela da A.J. Abreu), con la direzione del maestro Andrea Gargiulo, in favore di 50 bambini e bambine (6-13 anni) segnalati dai servizi sociali e dai servizi territoriali.

“Oggi presentiamo l’avvio della fase operativa del primo dei progetti Welfare finanziati dal PNRR – ha dichiarato Francesca Bottalico -, che con la linea di intervento 1.1 si occupa di sostegno alla genitorialità e prevenzione dell’allontanamento dei minori in situazioni di disagio. Un programma di interventi integrato, con una serie di attività che consolidano i migliori modelli educativi realizzati in questi anni nella città di Bari, dall’assistenza domiciliare, ai gruppi di parola, al sostengo sociale e psicologico rivolto alle famiglie più vulnerabili per prevenire situazioni di disagio e maltrattamento. Tra i dispositivi anche le famiglie solidali, per dar vita a una sorta di affido educativo e mutuo aiuto tra famiglie con il supporto degli operatori. Si tratta di un progetto importante, che per i prossimi tre anni coinvolgerà circa 100 persone, fra minori e adulti, sviluppandosi in rete con i Municipi, le scuole, la Asl e i servizi del territorio”.

“Abbiamo rimodulato il progetto PIPPI, che viene da 10 anni di sperimentazione, inserendolo nella nuova progettualità PNRR – ha spiegato Grazia Vulpis -, tenendo ferma l’idea che ogni famiglia è adeguata: ogni genitore, se sostenuto e compreso nelle sue fragilità, è sempre la cosa migliore per quel bambino. La famiglia, tranne in casi di estrema violenza e di abusi, rappresenta comunque il presidio migliore per un bambino. Abbiamo creato così, oltre al sistema di sostegno alla fragilità per la prevenzione all’istituzionalizzazione, una serie di eventi in funzione di bambini e genitori come il PIPPI camp, una due giorni in una masseria con giochi organizzati”.

“Le orchestre sociali sono entrate all’interno di questo progetto come dispositivo aggiuntivo per combattere la povertà culturale e come sperimentazione nazionale – ha spiegato Andrea Gargiulo -. L’Università di Padova, insieme al Ministero, ha ritenuto di affidare in via sperimentale il progetto “Musica in gioco” che, forte di anni di ricerca scientifica, testimonia come l’approccio di tipo inclusivo e la didattica reticolare favoriscano nei minori gli atteggiamenti pro-sociali e il miglioramento delle capacità logico-matematiche, la memoria a lungo termine e, in aggiunta, il controllo dell’iperattività”.

“Puntiamo molto sullo strumento delle orchestre sociali per l’inclusione e l’avvicinamento di tante famiglie – ha proseguito Samantha Faccilongo -. Quest’anno, inoltre, è partita anche l’educativa domiciliare sperimentale che prevede un supporto maggiore alle famiglie, con un educatore professionale che affianca gli adulti nelle attività quotidiane portandoli ad essere sempre più presenti nella vita dei propri figli”.

Le diverse attività saranno modulate in base a un piano individualizzato e saranno costruite, inoltre, micro progettualità grazie alla valutazione di un’equipe multidisciplinare pubblico-privata (servizi sociali, scuola, servizi socio sanitari, centri educativi, consultori); anche le famiglie target e le famiglie di appoggio/famiglie solidali rientreranno in maniera attiva e partecipata nel progetto educativo.

Il programma ha una durata triennale, con un impegno di spesa medio di 70 mila euro l’anno. In queste settimane è stata avviata la fase di individuazione delle famiglie beneficiarie attraverso un lavoro di pre-assestment nei territori.

Il programma, supportato dal gruppo scientifico dell’Università di Padova, è in fase di attuazione nella città di Bari e in altri sei ambiti della Regione Puglia.

Redazione

 

A questo link il video di presentazione del progetto Pippi 11.

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