COME CAMBIANO LE DIPENDENZE?
COME DEVE CAMBIARE IL SISTEMA DEI SER.D. E DELLE COMUNITÀ TERAPEUTICHE PER CONTRASTARLE EFFICACEMENTE?
LE RISPOSTE IN UN CONVEGNO OGGI A BARI
Il tema delle dipendenze patologiche e dei disturbi da uso di sostanze resta di grande attualità, come testimoniano i dati della “Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze” a cura del Dipartimento per le politiche contro le droghe e le altre dipendenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicata in questi giorni. Per contrastare il fenomeno è essenziale poter contare su servizi di prevenzione, cura e reinserimento consolidati e gestiti con competenza e serietà, ma soprattutto coordinati da Governo, Regioni e Comuni.
Sono stati questi i temi al centro del convegno “Evoluzione delle dipendenze e innovazione del sistema dei Ser.D. e delle Comunità Terapeutiche” organizzato oggi venerdì 3 luglio a Bari dal Coordinamento delle Comunità Terapeutiche Pugliesi e dalle società scientifiche di settore e con il patrocinio della ASL di Bari e della Presidenza del Consiglio Regionale della Puglia.
Intervenendo in apertura del convegno il Capo del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Cons. Paolo Molinari, ha ribadito il ruolo centrale delle comunità terapeutiche nella rete di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone con dipendenza.
“Le comunità – ha detto Molinari – sono presidi fondamentali di accoglienza, responsabilità e recupero integrale della persona, e il Dipartimento è impegnato concretamente nelle attività avviate dopo la VII Conferenza nazionale sulle dipendenze. Tra le priorità ci sono sicuramente il rafforzamento della prevenzione nelle scuole, la formazione degli operatori, l’attenzione alle dipendenze digitali e al gaming, l’identificazione precoce dei segnali di disagio e il miglioramento dei sistemi informativi.
Confermo inoltre l’intenzione di riaprire il confronto sui criteri di accreditamento delle comunità terapeutiche, affinché siano garantiti standard qualificanti ma concretamente applicabili nei diversi territori.
Il nostro compito, come istituzioni – ha concluso – è sostenere chi lavora nei territori, semplificare dove è possibile, garantire regole chiare ma applicabili e riconoscere pienamente il valore delle comunità terapeutiche”.
“Il contrasto alle dipendenze – ha detto il Direttore Generale della ASL di Bari Luigi Fruscio – richiede una rete solida, capace di tenere insieme prevenzione, presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale. Nella ASL Bari questa rete esiste ed è composta dai Ser.D., dal Dipartimento delle Dipendenze Patologiche, dalle comunità terapeutiche, dal privato sociale, dalle scuole, dai servizi territoriali e da tutte le realtà che intercettano il disagio prima che diventi emergenza. I dati del 2025, con 4.819 persone prese in carico e 1.185 nuovi pazienti, confermano la necessità di rafforzare sempre di più il lavoro integrato tra istituzioni, sanità e terzo settore. Solo una rete coordinata, accessibile e vicina alle persone può rispondere a bisogni che cambiano e accompagnare davvero pazienti e famiglie in percorsi di cura, responsabilità e ripartenza.”
Partendo dall’analisi dei dati, con il contributo dei principali esperti regionali e dei rappresentanti di tutte le categorie coinvolte, nel corso del convegno sono state delineate alcune possibili strategie e i nuovi strumenti utili a contrastare la diffusione delle dipendenze e a sostenere lo sviluppo di efficaci azioni di prevenzione, cura e reinserimento.
“A fronte di un crescente dinamismo dei servizi pubblici e del terzo settore – ha detto Daniele Ferrocino in rappresentanza del Forum Terzo Settore Puglia – riscontriamo una carenza nella capacità di definire quadri politici e programmatici coerenti. Il sistema è caratterizzato da una pluralità di Ser.D., comunità terapeutiche e servizi di prossimità che innovano in continuazione i propri modelli di intervento per rispondere alla diversificazione dei bisogni dei territori e per applicare in maniera intelligente gli esiti delle ricerche e delle evidenze scientifiche. Ma questo dinamismo è al momento privo di strumenti di governance altrettanto evoluti e coraggiosi, per cui le decisioni politiche e programmatore finiscono spesso per essere un freno all’implementazione delle buone pratiche e, soprattutto, un perverso meccanismo che impedisce di razionalizzare la spesa e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili. Da qui la necessità di rivedere i processi di definizione delle politiche sanitarie a livello regionale, puntando in maniera decisa sullo sviluppo di dipartimenti per le dipendenze capaci di creare vera integrazione fra servizi pubblici e del terzo settore.”
“Le dipendenze patologiche – ha ricordato il Direttore dipartimento dipendenze patologiche della ASL di Bari Guido Di Sciascio – sono oggi un fenomeno sempre più complesso, caratterizzato da nuovi modelli di consumo, dall’emergere delle nuove sostanze psicoattive, dall’abbassamento dell’età di accesso e dalla crescente diffusione delle dipendenze comportamentali legate al digitale. A questo si aggiunge la frequente presenza di disturbi psichiatrici associati, che rende indispensabile una presa in carico multidisciplinare e personalizzata. I Ser.D. sono chiamati a evolvere, rafforzando l’integrazione con la salute mentale, con il territorio e con il privato sociale accreditato, per offrire risposte sempre più tempestive, appropriate ed efficaci. Occasioni di confronto come quella odierna rappresentano un’opportunità preziosa per condividere esperienze, valorizzare le buone pratiche già presenti e costruire insieme modelli organizzativi capaci di rispondere ai bisogni di oggi e alle sfide future.”
Dal convegno è emersa la necessità di strutturare un sistema di “governance diffusa”, definito e coordinato che preveda:
- nell’ambito delle diverse strutture regionali, la presenza di un congruo Ufficio Dipendenze che coordini un Tavolo Permanente di consultazione, a composizione integrata, per la lettura approfondita del quadro regionale, la programmazione partecipata degli atti strategici e il loro monitoraggio;
- a livello locale, la definizione dei livelli di governo territoriale che diano concreta applicazione alla programmazione integrata e, allo stesso tempo, costituiscano il perno di reti locali comprendenti il terzo settore, le istituzioni locali, le associazioni.
“Il sistema integrato delle dipendenze – osserva la Presidente Nazionale Federserd Roberta Balestra – ha individuato nel corso della Conferenza nazionale sulle dipendenze le criticità che richiedono risposte prioritarie a livello di governance nazionale e regionale. Una di queste è il superamento dell’attuale disomogeneità organizzativa dei nostri servizi. Inoltre auspichiamo la previsione dell’insegnamento disciplinare universitario e post universitario, l’investimento di risorse stabile e adeguato per innovare l’offerta, la presenza strutturata dei nostri servizi nella nuova rete sanitaria e sociosanitaria.”
Al centro di questo impianto sta il rilancio dei Piani di Zona e l’implementazione dei Dipartimenti per le Dipendenze Patologiche delle AA.SS.LL., sia per la rilevazione dei bisogni che per la programmazione dei servizi. Condizione imprescindibile per la realizzazione di questo complesso processo di riforma è la definizione vincolata delle risorse necessarie al sistema di prevenzione cura e riabilitazione per le dipendenze. Negli anni queste risorse si sono progressivamente ridotte, al punto da richiedere oggi una attenta riflessione per rivedere gli assetti complessivi del sistema al fine di utilizzare le risorse disponibili con la massima razionalità possibile, evitando sprechi, sovrapposizioni, appesantimenti burocratici costosi e improduttivi.
“Ci troviamo– ha detto il Presidente Segretariato Nazionale Intercear Biagio Sciortino – di fronte a uno scenario completamente nuovo in cui le dipendenze cambiano rapidamente, evolvendo sia nell’uso di sostanze sia nei comportamenti. Per rispondere a bisogni sempre più complessi è urgente consolidare una reale integrazione sul territorio regionale, garantire continuità assistenziale e strutturare un coordinamento stabile e capace di valorizzare competenze specifiche. Ogni risorsa risparmiata dalla burocrazia è un’opportunità di cura e accoglienza in più per le persone e per le loro famiglie. Bisogna intervenire per migliorare integrazione e accessibilità, rafforzare la sinergia tra i Ser.D. e le Comunità Terapeutiche per assicurare percorsi di cura continui e personalizzati, strutturare una governance multilivello, attraverso un coordinamento stabile tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore, disporre di risorse certe e razionalizzare le procedure regionali per eliminare gli sprechi”.
Alcuni dati presenti dalla Relazione annuale al Parlamento
Nel 2024, il consumo di sostanze tra gli studenti è diminuito rispetto all’anno precedente. Dal 2023 al 2024, il consumo di cannabinoidi è passato dal 22% al 21%, le NPS dal 6,4% al 5,8%, i cannabinoidi sintetici dal 4,6% al 3,5%, gli stimolanti dal 2,9% al 2,4%, la cocaina dal 2,2% all’1,8%, gli allucinogeni dal 2,0% all’1,2%. Solo gli oppiacei restano stabili all’1,2%. Questi dati indicano una diminuzione del consumo di sostanze più pericolose e complesse, a fronte di un uso ancora significativo della cannabis, che rimane la droga più diffusa tra i giovani.
Nel 2024 il NEWS-D, il sistema di allerta rapida per le droghe, ha identificato 79 Nuove Sostanze Psicoattive circolanti sul territorio nazionale. Si tratta di sostanze appartenenti principalmente alle classi dei catinoni sintetici (27%), dei cannabinoidi sintetici (24%), delle fenetilamine (8%) e degli oppioidi sintetici (8%). Il 32% delle segnalazioni in entrata provenienti dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle Tabelle del DPR n.309/1990, quali delta-9-THC, cocaina, metamfetamina, MDMA (ecstasy), anfetamina, eroina, LSD, psilocina, GBL.
Il 32% delle segnalazioni in entrata provenienti dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle Tabelle del DPR n.309/1990, quali delta-9-THC, cocaina, metamfetamina, MDMA (ecstasy), anfetamina, eroina, LSD, psilocina, GBL.
La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Rappresenta il 35% dei decessi droga-correlati (in linea con il 2023), il 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe (costante rispetto all’anno precedente). Il 23% degli utenti SerD risulta in carico per cocaina come sostanza primaria di trattamento a cui si aggiungono il 3,3% degli utenti per crack. La cocaina viene frequentemente associata al policonsumo. La sua presenza è rilevata nel 48% delle intossicazioni acute letali secondo i dati riportati dalle tossicologie forensi.
Le analisi effettuate dalle Forze di Polizia su campioni sequestrati evidenziano un incremento dei sequestri di cocaina in polvere a partire dal 2020, con una purezza media che negli ultimi anni si è stabilizzata tra il 67% e il 70%. Per quanto riguarda il crack, oltre a un andamento crescente dei sequestri dal 2019, si registra un aumento significativo dei campioni con un’elevata concentrazione di principio attivo, fino a raggiungere il 90% di purezza.
Parallelamente, le denunce per traffico e detenzione di cocaina e crack (art.73 del DPR n.309/1990) sono quasi raddoppiate dal 2000, passando da circa 8.500 a 14.500; la stessa tendenza riguarda le denunce per associazione finalizzata al traffico illecito (art. 74 del DPR n.309/90). Particolarmente preoccupante è l’incremento delle denunce che coinvolgono minori: nel 2024, un quarto dei minorenni denunciati ovvero 300 under 18 è stato segnalato per reati legati alla cocaina, in netto aumento rispetto ai primi anni 2000, quando questa quota non superava il 10%.
I Servizi per le Dipendenze (SerD) hanno seguito oltre 134.443 persone nel 2024 (+2,7% rispetto al 2023), le comunità terapeutiche circa 23.977 utenti. Nel 2024, in Italia i Pronto Soccorso hanno registrato 8.378 accessi per patologie direttamente droga-correlate (segnando un lieve calo del 2,5% rispetto all’anno precedente).
Nel 2024, il consumo di sostanze psicoattive tra gli studenti minorenni conferma un quadro complesso e multiforme, che include tanto sostanze illegali quanto legali. Sono oltre 300 mila gli studenti minorenni che riferiscono l’uso di almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari a un quinto della popolazione scolastica under 18, dato in generale diminuzione se comparato al 2023 (23%).
Accanto al consumo di sostanze illegali, persistono livelli significativi di utilizzo anche delle sostanze legali a effetto psicoattivo. Oltre 500 mila studenti minorenni (33%) hanno fatto uso di tabacco nel corso del 2024, con prevalenze più elevate tra le ragazze, senza significative variazioni rispetto al 2023.
Anche il consumo episodico eccessivo di alcol risulta particolarmente diffuso: quasi 360 mila minorenni hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno, pari al 24% degli studenti under 18, con una maggiore incidenza tra le ragazze. Risultano inoltre rilevanti anche i dati relativi all’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica: 180 mila minorenni, equivalenti al 12% degli studenti under 18, ne hanno fatto uso nel 2024, con una prevalenza più che doppia tra le studentesse.
Accanto a queste forme di consumo, si osservano altri comportamenti a rischio legati all’uso del digitale e del tempo libero. Oltre 180 mila studenti minorenni (17%) hanno fatto un uso problematico di Internet, trascurando relazioni e sonno, mentre il cyberbullismo ha coinvolto il 48% degli studenti come vittime e il 33% come autori, con una maggiore incidenza tra i ragazzi. Le “challenge” online hanno coinvolto l’1,6% degli studenti under 18, mentre il fenomeno del ghosting ha riguardato il 30% come autori e il 27% come vittime.
Anche il mondo dei videogiochi presenta criticità: più di 290 mila studenti minorenni (19%) mostrano comportamenti a rischio, spesso associati a reazioni emotive forti in caso di interruzione. A questa tendenza si lega il fenomeno Hikikomori: oltre 25 mila studenti under 18 (1,7%) si sono isolati per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha vissuto periodi di isolamento tra tre e sei mesi, spesso legati a difficoltà psicologiche, relazionali o familiari.
Infine, il gioco d’azzardo tra i giovani mostra un netto aumento: il 59% degli studenti minorenni ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita, mentre il 55% lo ha fatto nell’ultimo anno. Le tipologie più diffuse sono Gratta&Vinci e scommesse calcistiche. Il gioco online interessa l’11% degli studenti minorenni. I profili di gioco “a rischio” (e “problematico” (rispettivamente 6% e 4,7% della popolazione studentesca minorenne) restano stabili, ma risultano spesso associati ad altri comportamenti devianti, tra cui furti, atti vandalici e uso di sostanze stupefacenti.
I proponenti
FeDerSerD – Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze: Organizzazione che raggruppa i professionisti dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze, presente con i suoi oltre 1.000 associati su 8.000 operatori in tutte le regioni italiane con diffuso radicamento in tutti i servizi delle dipendenze e dell’alcologia. La struttura della Federazione è nazionale ma decentrata su base regionale, per potenziare ed esprimere le esperienze prodotte dagli operatori nel campo clinico e della ricerca. La mission di FeDerSerD è migliorare la qualità degli interventi nel settore delle dipendenze patologiche, facendo da riferimento scientifico ed organizzativo ai professionisti che hanno contribuito e contribuiscono a fare la storia e la scienza di questo settore in Italia.
S.I.Pa.D. – Società Italiana Patologie da Dipendenza: La società scientifica si propone come interfaccia operativa e rappresentativa ai professionisti dei Ser.D. e delle comunità del privato sociale accreditato attraverso percorsi di informazione e formazione scientifica sul campo, favorendo la partecipazione e il confronto scientifico, programmatico e organizzativo, attraverso un contributo libero e costruttivo di quanti vogliono mettere in gioco ed offrire la propria professionalità, esperienza e collaborazione.
SITD – Società Italiana Tossicodipendenze: è un’associazione senza scopo di lucro che riunisce i professionisti che lavorano nel settore delle Dipendenze Patologiche (medici, psicologi, infermieri, educatori professionali, assistenti sociali, sociologi) sia del settore pubblico che del privato sociale. Fondata nel 1990, è la più longeva associazione della disciplina. Nel corso degli anni SITD ha conquistato una forte e capillare rappresentatività sul territorio e un consolidato prestigio internazionale. La promozione e lo sviluppo di una visione scientifica dell’Addiction e dell’abuso di sostanze psicoattive fondata sull’Evidence Based Medicine è certamente una delle “mission”, se non la principale a cui l’impegno della SITD è orientato.
L’A.P.I.S. – Agenzia Pugliese di Intervento e Studio sulle dipendenze Patologiche: è costituita attraverso la libera adesione di Enti ed Organismi impegnati sul fronte delle Dipendenze Patologiche operanti nel territorio della Regione Puglia. Promuove l’attivazione di canali stabili ed efficienti di comunicazione ed interscambio fra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti negli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento socio-lavorativo nell’area delle dipendenze patologiche, anche al fine di realizzare un più efficiente ed efficace sistema territoriale integrato di servizi ed interventi. Sviluppa azioni di ricerca ed innovazione scientifica e metodologica, di miglioramento della qualità dei servizi e degli interventi, di monitoraggio epidemiologico e di follow clinico, nell’area delle dipendenze patologiche.
C.N.C.A. – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti: rete associativa di enti del terzo settore organizzata in 14 Federazioni regionali e 1 Coordinamento locale, a cui aderiscono circa 278 organizzazioni presenti in quasi tutte le regioni d’Italia, fra cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, enti religiosi. È presente in tutti i settori del disagio e dell’emarginazione, con l’intento di promuovere diritti di cittadinanza e benessere sociale. È nata agli inizi degli anni Ottanta, quando persone impegnate sul fronte delle tossicodipendenze, del disagio giovanile, dei senza dimora, della disabilità sentirono il bisogno di unirsi per formare un movimento culturale che, a partire dai temi della povertà e dell’esclusione, fosse in grado di contribuire a un più giusto modello di sviluppo e di proporre proposte politiche e stili di vita adeguati alle sfide dei tempi presenti.
C.R.E.A. Puglia – Coordinamento Regionale degli Enti Accreditati nel settore delle Dipendenze Patologiche della Regione Puglia: è un’organizzazione di rappresentanza delle comunità terapeutiche e dei servizi di prossimità del Terzo Settore impegnati nel contrasto delle Dipendenze Patologiche. Si propone quindi come soggetto che facilita lo scambio interattivo fra i servizi del privato sociale, favorendo l’elaborazione di nuovi modelli di intervento e promuovendo la collaborazione costruttiva con le istituzioni coinvolte nelle politiche di prevenzione, cura e reinserimento nel campo delle dipendenze patologiche.
F.I.C.T. – Federazione Italiana Comunità Terapeutiche: fondata nel 1981, opera da oltre quarant’anni nelle dipendenze, nel disagio giovanile e nel mondo delle fragilità. È presieduta da Luciano Squillaci ed è presente in tutte le Regioni d’Italia con una rete di oltre 600 servizi gestiti da Associazioni ed Enti di Terzo Settore. Realizza progetti e servizi a livello nazionale e locale, aderendo alla Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche (WFTC). Dedica particolare attenzione alla formazione degli operatori con l’Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo”, affiliato alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma.
Forum Terzo Settore Puglia – Consulta Dipendenze: raggruppa e coordina gli enti di terzo settore pugliesi associati al Forum del Terzo Settore ed operanti nel settore delle dipendenze patologiche. Il Forum è un ente non profit ed è il principale organismo di rappresentanza unitaria del Terzo settore italiano. Si è ufficialmente costituito il 19 giugno 1997 ed è parte sociale riconosciuta. Infatti ad ottobre 2017, nel gennaio 2021 e nel maggio 2024 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha reso noto che il Forum Nazionale del Terzo Settore, a conclusione della procedura di avviso pubblico per l’attuazione degli articoli 59 e 64 del Codice del Terzo Settore, è risultato essere l’associazione di enti del Terzo settore maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale, in ragione del numero degli enti aderenti (qui i documenti ufficiali del Ministero del Lavoro 2017, Ministero del Lavoro 2020, Ministero del Lavoro 2024). Analogo riconoscimento lo si è avuto in Puglia relativamente al Forum Regionale.
redazione
























































