20.6 C
Bari,it
lunedì 23 Maggio 2022
COLLEGIUM MUSICUM – si inaugura la 27esima stagione musicale, con Luciano Canfora...

COLLEGIUM MUSICUM – si inaugura la 27esima stagione musicale, con Luciano Canfora sul palco

0
61
Parte la ventisettesima stagione musicale del Collegium Musicum, diretto dal maestro Rino Marrone. Il cartellone 2022 si inaugura con uno speciale concerto dedicato alla Parigi del 1871 (“movimentata” dalla guerra franco-prussiana), con l’introduzione storica, sul palco, di Luciano Canfora.

Venerdì 13 maggio, ore 20,30

 

Nuovo Teatro Abeliano – Bari

Venerdì 13 maggio, alle 20,30, al Nuovo Teatro Abeliano di Bari si inaugura la ventisettesima stagione del Collegium Musicum (sostenuta dal MiBACT, Regione Puglia e Comune di Bari), che anche nel 2022 proporrà un cartellone incentrato su rarità e riscoperte musicali, oltre al repertorio classico e contemporaneo, a numerose prime assolute nazionali (commissionate a diversi compositori), e alle matinée per le scuole.

Il primo concerto dell’ensemble orchestrale, diretto dal maestro Rino Marrone, è realizzato in collaborazione con l’Alliance Française di Bari: si intitola “Parigi 1871” e proporrà le musiche di Dmitri Shostakovich composte per il film muto “Novij Vavilona” (1929, “La nuova Babilonia”) dei registi Grigorij Kozincev e Leonid Trauberg. Il film è ambientato nella tumultuosa Parigi del 1871, durante la guerra franco-prussiana. In un assedio alla capitale francese che ricorda da vicino i drammi attuali. In tale occasione il Collegium ospiterà la presenza prestigiosa dell’intellettuale Luciano Canfora, che terrà un’introduzione storica relativa a quel periodo. Il concerto avrà anche una speciale matinèe per gli studenti delle scuole, sempre all’Abeliano, alle 10,30 di venerdì 13 maggio.

Tutti i dettagli sul sito collegiummusicumbari.it: biglietti e abbonamenti sono acquistabili on line tramite l’indirizzo internet associazionecollegiumbari@gmail.com. Infotel: 340.499.38.26 – 338.645.05.76.

L’esecuzione del Collegium si atterrà alle intenzioni originali del grande compositore russo: questa partitura è stata infatti spesso eseguita da grandi ensemble, mentre il contratto originale di Shostakovich specificava che si rivolgeva a un numero di strumenti che variava da 14 a 20. A San Pietroburgo tutti i cinema in cui era stata eseguita la partitura de “La nuova Babilonia” avevano uno spazio per un’orchestra da sala di 14 o 15 elementi, che era anche lo stesso organico dell’orchestra da sala di Ferdinand Krish (1878-1948), direttore che la condusse durante la prima a Mosca del 18 marzo 1929. Inoltre, gli spartiti pubblicati per le prime esecuzioni consistevano solo di 14 parti.

«Componendo la musica per Babilonia – scriveva Shostakovich – io ero guidato dalla necessità di illustrare ciascun “piano”. Partivo, essenzialmente, dal “piano” principale di una determinata serie di “piani”. Per esempio, prendiamo la fine della seconda parte: il momento principale, l’attacco della cavalleria tedesca su Parigi. L’immagine di un ristorante deserto chiude questa parte. Silenzio profondo. Ma la musica, nonostante l’assenza della cavalleria tedesca sullo schermo, continua a prendere spunto dalla cavalleria, ricordando allo spettatore la terribile forza che sta per irrompere. Lo stesso accade per quanto riguarda la musica scritta per la settima parte, quando il soldato si ferma nel ristorante pieno di allegri borghesi dopo il crollo della Comune. La musica, a dispetto dell’atmosfera festosa del ristorante, si lega ai cupi sentimenti del soldato che cerca la sua innamorata condannata alla fucilazione. Ho lavorato molto sul principio del contrasto. Per esempio: il soldato (di Versailles) che incontra la sua innamorata (comunarda) sulle barricate, è colto da una tetra disperazione. La musica diventa sempre più allegra, infine si risolve in un valzer vorticoso e “osceno” che riflette la vittoria dei versagliesi sui comunardi […] ho usato molto le danze dell’epoca (valzer, can can) e anche melodie tratte da operette di Offenbach. Sono ricorso anche a canti popolari e rivoluzionari francesi (Ça ira e La Carmagnola). La Marsigliese è il leitmotiv dei versagliesi, e compare nelle forme più inattese (can can, valzer, galop). L’importanza del materiale musicale fa sì che la musica conservi un tono ininterrotto, sinfonico. Lo scopo fondamentale della musica è di essere in sintonia con le cadenze e il ritmo del film, di aumentarne la forza d’impatto. Mi sono sforzato di dare alla musica, data la sua novità e il suo carattere inabituale (particolarmente per la musica da film che avevamo fino a quel momento), una dinamica, e di superare il patetico della “Nuova Babilonia”».
Redazione

LASCIA UN COMMENTO