‘Ciao Totò’: si spegne all’età di 81 anni Totò Fusaro

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Si è spento all’età di 81 anni Totò Fusaro, ex sottufficiale dei carabinieri,   figura amata e stimata a Capurso.  Originario di Matino nel leccese, Fusaro è stato colui che ha inventato il calendario intercomunale con il quale ha raccontato frammenti di vita dei  cittadini delle due località. Uomo dall’animo sensibile, Fusaro si dilettava a scrivere poesie ed alcune di queste sono state raccolte nei suoi  lavori editoriali.  Ed è con una sua poesia autobiografica,  postata da lui stesso sul suo profilo facebook,  che vogliamo esprimere come redazione tutta la nostra vicinanza alla famiglia. La salma giungerà a Matino,  dove lunedì 16 maggio alle ore 15:30 si terranno i funerali nella parrocchia S. Giorgio.

Ciao Totò e grazie per quello che ci hai donato. 

“DESCRIVO UN TEMPO CHE IN QUESTO MOMENTO NON HA PIù VALORE”…..)
……………………….IL MIO PROFILO (1^ Gennaio 2022)
Nell’imminenza del mio 81 esimo genetliaco (01.01.1941), ho pensato di ripresentare in versi a rima baciata, questo sintetico profilo autobiografico che ripercorre fedelmente quelle che sono state le modeste “pietre miliari” della mia vita:
Tra i nostalgici e reconditi ricordi,
un pò della mia vita vissuta ai bordi
fu, quando, tra vizi, e virtù non tante,
scalzo, tra gli interstizi e “chianche”:
adibivo per palestra“Via Immacolata”,
un pò sconnessa ed un pò selciata.
Era il tempo depresso del dopo-guerra
ed il tenor di vita familiare: rasoterra.
Io quindicenne ricordo ancora il giorno,
quando i miei, per “togliermi di torno”,
ricorsero ad una Suora per mediazione,
inventando per me una vocazione;
ed ossessionati da questo pensiero,
mi accompagnarono in un Monastero.
Tra Gioia e Noci, su di una altura,
circondata da un’amena radura,
in un clima quasi agro-spirituale,
in un’Abbazia,dal “silentium”claustrale,
vige “l’Ora et Labora”(locuzione latina)
sancita da una “Regola”,Benedettina;
ove nella povertà, obbedienza e castità,
racchiude una delle sue “identità”.
Era allora la “ Madonna della Scala”
una edificazione cui mancava “un’ala”.
Poichè il rigore normativo ed il breviario
col tempo mi sembrarono un calvario,
dopo sei anni di vita rigida claustrale,
rivisitata la mia posizione monasteriale,
e ritenendo di non voler più continuare,
scelsi l’Arma per far carriera militare;
infatti nel 1966(secondo corso annuale),
divenni dei Carabinieri Sottufficiale,,
e,per la mia familiare situazione,
la “Terra di Bari” fu la destinazione;
ma,in seguito, una ulteriore direttiva
mi assegnò Capurso,come sede definitiva.
Lì ogni ultima domenica d’agosto
prima che l’uva diventi mosto,
nel rispetto di una centenaria tradizione,
dopo una lunga e variegata processione,
ogni devoto, tra l’applauso ed il singhiozzo,
festeggia la patrona Vergine del Pozzo.—
———-
Poi il giorno dopo,in una libera giornata
volai al mio paese quasi in picchiata,
e quando fui sul noto ponte,piano piano
salutai Matino,”stringendogli la mano”.
Quindi il Cimitero, quando ragazzino
seppi progettato da Eoardo. Scarlino,
ma, per l’ampliamento e lo stile,
si sa che fu opera di Raffaele Gentile.
“Te lu Campanaru, tannu, senza offesa
le campane le sunava ‘u Totu t’a Chiesa;
era 1867,quando con conci di pietra locale
fu realizzato in stile detto dimensionale,
“ma a seggia inthra Chiesa sentia dire,
ca custava, più o meno dieci lire”.
Da 70 a m. 54, si erge tutto solo,
lo storico simbolo,lesionato fumaiolo,
la riduzione fu motivata dalla staticità,
ma è della famiglia DeLuca, proprietà;
ma, gestito dall’Amm.ne comunale,
oggi è reperto d’archelogia industriale;
poi “tra me e me,, ho immaginato
“Santu Latteriu”, un tempo Calogerato,
come pure la grotta di S.Parmeta
con i suoi archeologici reperti in pietra;
questi infatti, levigati ed in piccole taglie,
sono ora custoditi nel Museo di Maglie.
Ora se divergo.. è solo per affetto..
verso il nostro enfatico dialetto,
che, se viene scambiato per idioma,
lo deve ai militari dell’antica Roma;
all’epoca i Romani di stanza a Matino
con il loro linguaggio “vulgaris” latino
arginarono come potente baluardo,
la diffusione della lingua del longobardo;
ecco perchè il vocalismo matinese
differisce, oggi, da ogni limitrofo paese…..
..ed io, se tutt’ora non sono rimasto ai bordi,
è perche’, analizzando i vecchi ricordi,
ho dovuto ai miei istinti mettere un freno,
imparando così a sgomitar di meno;
infatti ogni sconfitta mi ha insegnato
che solo aiutando altri, sarò aiutato.
Termino qui ed un’epigrafe scritta a mano
un giorno dirà di me: “Pur vivendo lontano,
collegò CAPURSO, tra “un via-vai”
con MATINO che non dimenticò mai.
Antonio Carbonara

 

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