Capricci e miracoli di Gesù nei vangeli apocrifi

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“Mentre Gesù passava per la cittadina, un bambino gli lanciò un sasso e lo colpì alla spalla. Gesù gli disse:<<Non andrai avanti per la strada!>>. Quello cadde giù subito e morì. I presenti rimasero attoniti ed esclamarono: <<Donde proviene questo bambino? Ogni parola che proferisce è opera compiuta>> (Vangelo dell’infanzia di Tommaso IV, 1).

 

E’ questo il passo di un vangelo apocrifo attribuibile ad un certo Tommaso e risalente all’inizio II sec. e nel quale è possibile scoprire aneddoti legati alla fanciullezza di Gesù. Sono in realtà i vangeli canonici a dare informazioni sulla nascita e l’infanzia di Gesù, in particolare Matteo e Luca. Sono questi ultimi i vangeli normativi (canonici) che hanno trovato accoglienza nelle prime comunità cristiane e considerati ancora oggi importanti per i cristiani-cattolici. Ma ad arricchire le informazioni su Gesù ci sono  i vangeli apocrifi (nascosti) e di cui molti ritrovati sotto la sabbia dei deserti. Gli apocrifi sono stati per un lungo periodo considerati dalla chiesa cattolica come falsi o addirittura pericolosi per la fede, sino ad una rivalutazione degli stessi alla luce di una ermeneutica più storico-critica.  Accanto al vangelo dell’infanzia di Tommaso compaiono altri: il protovangelo di Giacomo (150 ca.) , la storia di Giuseppe il Falegname redatta in Egitto tra il 600 e il 650 e il Vangelo dello Pseudo-Matteo ( VII-VIII secolo). Sono scritti che risentono dello “gnosticismo”,  quella corrente culturale che nei primi secoli  attecchì molto presto nel tessuto sociale,  dando vita a diverse forme di gnosi cristiane giudicate poi eretiche dalla Chiesa apostolica. Ma entriamo nel merito di questi vangeli: viene fuori l’immagine di un Gesù eccentrico. Da un lato eccelle per i suoi prodigi, dall’altro si presenta come un bambino capriccioso, scontroso, che i genitori non riescono a tenere a bada. Perfino il maestro a cui viene affidato esce frustato da un confronto con il bambino e, chiamando il padre, gli chiede di riportarselo a casa. Siamo agli antipodi della sobrietà dei vangeli canonici. La lettura apocrifa, del resto, non avendo la supervisione della Chiesa Apostolica, si sbizzarrisce senza difficoltà, dando corda alla fantasia e alla creatività. Il testo di Tommaso a partire dal V secolo in poi conobbe molte versioni  e nella sua trasmisssione  vennero inserite diverse aggiunte e varianti.

Nella citata storia di Giuseppe il falegname per esempio, si da ampio spazio alla morte di Giuseppe che spira assistito da Maria e Gesù. Delicatissima la vicinanza del figlio, che allontana dal padre il timore della morte e rende meno penoso il delicato momento di passaggio.

Oppure ciò che riguarda la verginità di Maria e il concepimento di Gesù. E’ il Protovangelo di Giacomo a darci notizie: esso coinvolge una certa Salome informata dalla levatrice che assiste la vergine: <<Salome, Salome, devo raccontarti uno spettacolo nuovo: una vergine ha dato alla luce cosa che la sua natura non permette>>. Di fronte all’incredulità di quest’ultima, la levatrice la conduce da Maria e … “Salome mise il dito nella natura di lei. Allora gettò un grido: <<Guai al mio peccato e alla mia incredulità. Ho tentato il Dio vivo: perciò la mia mano si stacca, consumata dal fuoco…>>” (XIX, 3-XX, 3). Il primo miracolo consisterà nella guarigione di Salome, una guarigione non solo fisica, ma soprattutto spirituale. Un descrizione  fantastica che, tuttavia, necessità di ulteriori letture che aprono sempre e in ogni modo interessanti scenari sulla storicità di Gesù e sulla sua vita.

Antonio Carbonara

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