Un’Arena Castello gremita in ogni ordine di posto, ieri sera a Mola di Bari per l’ottava edizione di MAUL – Molese Anarchico Uomo Libero, il tradizionale concerto-omaggio dedicato all’indimenticabile cantautore e “corpofonista” molese Enzo Del Re, scomparso nel 2011. MAUL è organizzato dall’associazione ETRA APS ETS presieduta da Luciano Perrone, in collaborazione con la Libreria Culture Club cafè di Domenico Sparno.
La serata, condotta dalle giornaliste Annamaria Minunno e Timisoara Pinto (quest’ultima anche direttrice artistica del festival), ha assunto fin da subito una forte connotazione civile. Ad aprire le esibizioni sul palco è stata la formazione de I cento bassi, che ha eseguito un brano di protesta contro tutti i conflitti. A seguire i Fabularasa che hanno arricchito la serata con le loro personali riletture e Franco Del Re, nipote di Enzo, che ha proposto i brani “Mara Lueis”, “Scitt’rà” e “T’ador e t’ringrazio”, utilizzando la tradizionale tecnica corpofonica.
Il momento culminante della manifestazione è stata la consegna del prestigioso Premio Enzo Del Re 2026 a Caparezza. L’artista molfettese è stato celebrato per la sua capacità di incarnare la libertà di pensiero, il sarcasmo pungente e l’impegno sociale tipici del maestro Caparezza ha aperto la sua esibizione con la sua versione de “Il banditore”, brano di Del Re che il rapper ha inserito nel suo ultimo concept album “Orbit, Orbit” con un arrangiamento orchestrale. Sul palco di Maul, invece, Caparezza si è fatto accompagnare dalla sedia di Franco Del Re. L’evento, promosso dal Comune di Mola di Bari, ha visto la partecipazione attiva di Emergency e Amnesty International, che hanno sottolineato il legame tra l’arte di Del Re e la lotta per i diritti umani. Appuntamento al prossimo anno quando, come ha anticipato il sindaco, l’arena castello sarà finalmente dedicata a Enzo del Re.
Maria Cristina Consiglio
























































