BRINDISI, ALL’ALBA DEL 31 LUGLIO IL CONCERTO DI BUNGARO

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BRINDISI, ALL’ALBA DEL 31 LUGLIO IL CONCERTO DI BUNGARO

 

 

 “Albanauta” è il titolo del concerto all’alba con Bungaro, in programma domenica 31 luglio alle ore 5 nello scenario dell’isola di Sant’Andrea di Brindisi – nell’area del vecchio faro di Punta Riso. Al fine di favorire la mobilità degli spettatori, a partire dalle 4.15 sarà attivo un servizio gratuito di bus navetta tra l’area antistante il porticciolo turistico e il luogo dello spettacolo – e viceversa. Il concerto, che si avvale della direzione artistica di Carmelo Grassi, è organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese con il sostegno del Comune di Brindisi. L’ingresso è liberoIl sole sorgerà alle ore 5.44.

 

Bungaro è un “Albanauta”, un viaggiatore che esplora le meraviglie dell’alba, le sue promesse e le sue molteplici metafore: l’aurora, l’albore, il risveglio. Un panorama dipinto dai colori della notte e dell’aurora specchiati nel mare, il silenzio posato sulla macchia mediterranea, l’aurora che riscopre con luce tenue il profilo del Castello Alfonsino e del vecchio faro di Punta Riso, uno scenario che lascia prevalere un senso di unità e di serena bellezza restituendo una diversa percezione dello spazio a mano a mano che il sole si staglia sull’orizzonte: Bungaro tradurrà in musica le emozioni del momento, legandole al luogo e al contesto, per questo ha prestato particolare attenzione alla scelta di brani che potessero calarsi nelle atmosfere proprie di un concerto all’alba, da “sfruttare” per i suoni della speciale matinée brindisina.

 

La musica ricamata sul limitare del porto esterno di Brindisi, la bellezza del risveglio della luce e le vibrazioni della musica d’autore nel silenzio della natura, le irripetibili meraviglie del luogo rigonfio di storia e di mare, saranno gli elementi di un concerto capace di unire sonorità intime e delicate con il talento del cantautore brindisino: “Albanauta” viaggia mirabilmente tra coordinate etno-world, pop mediterraneo e influenze brasiliane. E mentre il sole fa capolino, Bungaro accarezza il suo repertorio, fatto di canzoni raffinate e avvolgenti, dalla filastrocca di Rodari “Il cielo è di tutti” alla splendida ballata “Zen”, dalla delicatissima “Amalia” al movimento irresistibile di “Appartenenza”, solo per citarne alcune. Il concerto ripercorre in una versione più intima e originale il progetto “Entronauta”, l’ultimo lavoro discografico di Bungaro, oltre a ritrovare i successi del cantautore brindisino fra musica, parole e i suoni magici del vibrafono e degli strumenti a legno. Con la voce e la chitarra di Bungaro, legato a un doppio filo di complicità, il vibrafonista e percussionista Marco Pacassoni, tra i polistrumentisti più talentuosi della scena contemporanea internazionale. Le canzoni incontrano le atmosfere intatte e intemerate del mattino, come vecchie preziosità confessate dal mare, e come un pescatore al far del giorno Bungaro affonda i suoi remi nei brani più intensi come la stupenda “Guardastelle” – scritta con Pino Romanelli -, “Io non ho paura”, “Il mare immenso”, che sposa l’alba con la potenza di parole eterne, e una versione intima di “Perfetti sconosciuti”. E altre memorabili interpretazioni come “Lu viddicu di lu mundu”, oltre a un capolavoro indimenticabile di Domenico Modugno e un riadattamento in italiano di un brano di David Byrne dei “Talking Heads”.

 

Albanauta” è l’incontro di un cantautore tra i più raffinati della musica italiana con la sua terra e con quel mare che la bagna e che ha sempre permeato di salsedine il suo immaginario. “Albanauta” è un viaggio che regala emozione, ritmo, sogni, gioia, abbandono, meraviglia, malinconia. Un giro d’orizzonte tra l’anima e il mare di un artista nel pieno della sua maturità compositiva. «L’alba è una straordinaria metafora della vita – ha detto Bungaro –, è la vita che rinasce dal buio, è il sole che affiora dall’acqua, per questo le canzoni prendono un valore simbolico in un tempo e in un luogo magici. Il concerto è un viaggio nella rinascita, nell’atto di ricominciare, nel miracolo che si ripete circolarmente con l’arrivo della luce. Per me suonare a Brindisi è un privilegio. Suonare nel punto in cui Brindisi bacia il mare, il mare dentro, è ancora più emozionante. Il mare è un sentimento, è uno stato dell’anima che ti riporta nel cuore la bellezza che ti manca o che hai perduto. A differenza delle altre piazze, a Brindisi cammino a ritroso cercando quel bambino che proiettava cieli come sogni sui soffitti e intanto cadeva dalla sua prima bicicletta verde. Ma più di tutte ricordo le volte in cui mi sono rialzato».

www.teatropubblicopugliese.it

redazione

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