BARI – Collegium Musicum – Giovedì 19 marzo, al Teatro Abeliano, si inaugura la stagione n. 31, con la Quarta Sinfonia di Mahler, nella versione da camera di Erwin Stein
Al via la trentunesima stagione del Collegium Musicum, diretto da Rino Marrone. Si riparte con uno speciale concerto dedicato al mondo dell’infanzia spesso negata, con la Sinfonia n. 4 di Mahler, nella versione da camera di Erwin Stein. Un appuntamento dedicato ai bambini che hanno perso la loro infanzia a causa della guerra.
Teatro Abeliano – Bari
Giovedì 19 marzo, ore 20.30
Giovedì 19 marzo, alle 20,30 al Nuovo Teatro Abeliano di Bari, si inaugura la trentunesima stagione artistica del Collegium Musicum, con la direzione artistica di Rino Marrone. L’ensemble orchestrale, diretto dallo stesso Marrone, proporrà il concerto intitolato “La vita celeste”: in programma la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler, nella versione per orchestra da camera del 1921 di Erwin Stein, con solista il soprano Martina Tragni.
Info e prenotazioni 340.499.38.26, biglietti a 12 euro (intero), 9 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili). Alle 10.30 di giovedì 19 marzo il concerto sarà inoltre proposto in matinée per le scuole sempre al Teatro Abeliano.
La Quarta Sinfonia, composta tra il 1899 e il 1900 e ispirata fin dalle prime battute al Lied conclusivo “Das himmlische Leben”, tratto dal “Des Knaben Wunderhorn”, è uno dei vertici più enigmatici e luminosi del catalogo mahleriano. In questa partitura Mahler sembra abbandonare l’imponente monumentalità delle sinfonie precedenti per costruire un universo sonoro più leggero e trasparente, dove la dimensione sinfonica dialoga continuamente con il mondo del Lied e con l’immaginario poetico dell’infanzia.
L’intera sinfonia, infatti, è concepita come un percorso che conduce progressivamente verso la visione finale del Paradiso descritta nel Lied conclusivo. I primi tre movimenti preparano questo approdo con un linguaggio musicale che alterna ironia, malinconia e stupore. Il primo movimento, costruito su un tono quasi cameristico e fiabesco, introduce subito un’atmosfera sospesa, con richiami al mondo infantile e a una dimensione pastorale appena velata di inquietudine. Nel secondo movimento compare invece la celebre figura del violino accordato un tono sopra, che rappresenta una sorta di “violino della morte”: una presenza grottesca e beffarda che trasforma il movimento in una danza spettrale, a metà tra scherzo popolare e visione fantastica. Il terzo movimento, uno dei più intensi adagi mai scritti da Mahler, dispiega invece un ampio arco lirico di straordinaria purezza, culminando in una progressiva apertura luminosa che sembra anticipare la rivelazione finale.
Il quarto movimento introduce infine la voce del soprano, che intona il Lied “Das himmlische Leben” (“La vita celeste”). Il testo, tratto dalla raccolta poetica popolare “Des Knaben Wunderhorn”, descrive il Paradiso con lo sguardo ingenuo e meravigliato di un bambino: un luogo fatto di musica, banchetti festosi e santi che cucinano e suonano per gli angeli. Dietro questa apparente semplicità si cela però una sottile ambiguità, dove l’innocenza infantile convive con una malinconia profonda e con un senso di mistero tipicamente mahleriano.
In questa storica riduzione cameristica del 1921 firmata da Erwin Stein – allievo di Arnold Schönberg – l’imponente impianto orchestrale mahleriano viene rielaborato per un organico più raccolto, senza perdere la ricchezza timbrica dell’originale. Al contrario, la scrittura emerge con maggiore nitidezza, mettendo in evidenza i dettagli strumentali e la straordinaria finezza dell’orchestrazione di Mahler. L’impasto sonoro si fa così più intimo e cristallino, esaltando il carattere fanciullesco, grottesco e dolcissimo dell’opera. Mahler stesso parlava di una musica “mistica, confusa, inquietante”, attraversata però da una melodia “divinamente serena e profondamente triste”, capace di far sorridere e piangere insieme. Il soprano Martina Tragni darà voce all’ultimo movimento, “La vita celeste”, restituendo quello sguardo infantile che trasfigura il Paradiso in un luogo di innocenza e struggente malinconia.
«Questo concerto – spiega Marrone – è dedicato a tutti i bambini che hanno perso la loro infanzia a causa della guerra, a quelli che fuggono dall’abisso e a quelli che ancora lo abitano, e alle loro famiglie che portano il peso del dolore e della speranza».
Redazione


























































