Quasi 200 milioni di ricavi in sei mesi, margini solidi e una scelta precisa: crescere sempre di più con le proprie forze.

Marcello Ricci, Direttore Commerciale Atomic srl
C’è un modo di crescere facendo rumore e uno, forse più interessante, di far parlare i numeri. Atomic S.r.l. ha scelto il secondo. Con il suo cuore commerciale a Bari e una presenza ormai pienamente nazionale e internazionale, l’azienda continua a correre anche in un 2026 tutt’altro che semplice per il mercato dell’elettronica di consumo.
Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi raggiungono 198,5 milioni di euro, mentre il risultato economico supera i 6,5 milioni. Un passo ulteriore dopo un 2025 da 363,7 milioni di fatturato, 9,17 milioni di risultato operativo e 6,26 milioni di utile netto. Numeri che acquistano ancora più valore se letti all’interno di un settore fatto di prezzi che cambiano rapidamente, supply chain sotto pressione e credito sempre più selettivo.
«La crescita, da sola, non basta», spiega Nunzio Spagnoli, Amministratore Unico di Atomic. «Quello che ci interessa è crescere bene: mantenendo margini, rafforzando la struttura e aumentando la capacità dell’azienda di finanziare il proprio sviluppo con le risorse che genera. Vogliamo che banche e operatori finanziari siano partner delle nostre scelte, non il carburante indispensabile della gestione quotidiana».
È una filosofia che passa anche da una decisione molto concreta: trattenere valore in azienda. L’utile 2025 è stato destinato al rafforzamento patrimoniale, alimentando riserve e autofinanziamento. In altre parole, meno dipendenza dal debito e più muscoli finanziari propri per sostenere capitale circolante, investimenti e nuove opportunità.
Poi c’è il lato commerciale, quello dove Atomic ha costruito negli anni la propria velocità. Smartphone, tablet, wearable, gaming e accessori viaggiano attraverso una rete di oltre 500 clienti e relazioni con fornitori distribuiti su più mercati internazionali. Ed è proprio qui che Bari assume un ruolo centrale: è il punto da cui prende forma una parte importante dell’energia commerciale dell’azienda, fatta di relazioni, negoziazioni e capacità di leggere il mercato prima che cambi direzione.
«Oggi vince chi sa muoversi in fretta», racconta Marcello Ricci, Direttore Commerciale. «Diversificare fornitori e mercati ci permette di non dipendere da una sola area geografica o da una sola opportunità. Quando disponibilità e prezzi cambiano in pochi giorni, avere più porte aperte fa la differenza. E il nostro lavoro è continuare ad aprirne di nuove».
Atomic guarda quindi alla seconda parte del 2026 con una formula semplice: più mercati, più struttura e più autonomia finanziaria. Una crescita che parte da Bari, attraversa l’Europa e guarda sempre più lontano, senza perdere di vista un principio molto poco “fashion” ma estremamente efficace: prima dei grandi annunci vengono i margini, la cassa e la solidità.
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