ANCI PUGLIA – L’OPPOSIZIONE SOLLEVA DUBBI DI LEGITTIMITA’ POLITICA DEL SINDACO DI BITETTO FIORENZA PASCAZIO

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ANCI PUGLIA – L’OPPOSIZIONE SOLLEVA DUBBI DI LEGITTIMITA’ POLITICA
Sindaco Pascazio, debiti fuori bilancio per pagare le quote all’Anci
Cramarossa: “Sanato un debito di 2812 euro per candidarsi alla presidenza dell’associazione”

BITETTO (BA) – Il sindaco di Bitetto, Fiorenza Pascazio, rischia la poltrona dell’Anci Puglia. Giuseppe Cramarossa, capogruppo di “Insieme per Bitetto”, attraverso una nota stampa, denuncia l’anomalia di alcuni atti amministrativi, tali da mettere in discussione, appunto, la legittimità della presidenza.

“Fiorenza Pascazio – spiega Cramarossa – ha dimenticato nel 2022 di pagare la quota associativa ANCI, provvede solo in data odierna, con determina N. 33 di pari data, a firma di un funzionario che, chissà per quale motivo sostituisce, di fatto, il funzionario responsabile del settore che si declina, come evidenziato negli atti amministrativi, di provvedere in tal senso. Il tutto compiuto, per di più, in tutta fretta al fine di non incorrere nella violazione dello statuto dell’ANCI che, all’art. 5 richiede, appunto, quale requisito di eleggibilità di “non essere nelle condizioni di morosità” nei confronti dell’Associazione dei Comuni. Non solo. La determina di liquidazione, anno 2022, costituisce un debito fuori bilancio che, non da meno, il Consiglio Comunale dovrà riconoscere ai sensi dell’art. 194, quale inadempienza provocata dal Comune di Bitetto, poiché nel 2022 non è stato assunto alcun impegno di spesa e che il mancato pagamento, probabilmente, avrebbe solo provocato la cancellazione dall’Associazione. Verosimilmente, la liquidazione delle quote insolute non sarebbero avvenute se, forse, qualcuno non avesse “garantito” al sindaco di Bitetto la nomina blindata di Presidente”. “Conclude. “E’ palese l’approssimazione del sindaco Pascazio nella gestione amministrativa, è palese l’ambizione di occupare l’autorevole poltrona dell’Anci, nonché il ruolo di Presidente dell’Ager e di collocarsi nel consiglio di amministrazione della neonata società pubblica di rifiuti. Appare evidente la sua brama che, può darsi, rischia di essere minata da incapacità politica-amministrativa”.

Redazione

 

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