“Diamo il bensvegliato al Partito Democratico del Comune di Bari”. Dopo un lungo letargo, proprio a Ferragosto il PD barese sembra risvegliarsi dal torpore e, in piena stagione di nomine nelle aziende municipalizzate, torna ad accendere i riflettori su Amiu Puglia e sulla sua presidente.
Futuro Nazionale, attraverso il consigliere comunale e vicepresidente della Commissione Tributi Giuseppe Carrieri, concorda con la richiesta di un rinnovo integrale della governance di Amiu Puglia, ma per ragioni ben diverse da quelle sollevate dal PD.
“Anzitutto – sottolinea Carrieri – ci sono gli enormi costi economici di un’azienda che non è riuscita a contenere la spesa e che, alla fine, scarica questi costi sui cittadini attraverso la TARI. Nel 2026 la spesa raggiunge il record storico di 82 milioni di euro, una cifra enorme, in aumento del 3% rispetto allo scorso anno”.
Secondo FN Bari, però, il problema non riguarda soltanto i conti. “Ci sono anche i pesanti costi ambientali determinati dal persistente ricorso alla discarica: oltre il 55% dei rifiuti raccolti nella città di Bari viene ancora smaltito in discarica. Una percentuale elevata e, a nostro avviso, non più accettabile, anche alla luce degli obiettivi previsti dalla normativa sulla raccolta differenziata”.
Carrieri torna quindi a chiedere da anni il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che a Bari resta ancora lontano, attestandosi intorno al 49%.
“Bisogna incentivare economicamente i cittadini virtuosi e premiare chi differenzia correttamente i propri rifiuti – afferma il consigliere – e non continuare semplicemente a inondare Bari di migliaia di cassonetti e bidoncini a vista, che diventano potenti attrattori di rifiuti e non consentono un adeguato monitoraggio dei conferimenti”.
Per FN Bari, dunque, l’attuale governance di Amiu Puglia deve essere integralmente rinnovata.
“Lo diciamo nuovamente al sindaco: è necessario selezionare un management realmente specializzato nel settore dei rifiuti solidi urbani, capace di affrontare strutturalmente i problemi dell’azienda e della città. Bari ha bisogno di liberarsi dai cassonetti a vista, dalla crescente produzione di rifiuti, dalle alte tariffe TARI – circa 450 euro la media pagata dai baresi – e dall’eccessivo ricorso alla discarica”.
“Nel 2026 – conclude Carrieri – sono ormai soprattutto le città mal amministrate, spesso da troppo tempo, a registrare percentuali così elevate di conferimento in discarica. Bari merita un cambio di passo, nella gestione economica, ambientale e organizzativa del servizio”.
Giuseppe Carrieri
Consigliere comunale FN
Vicepresidente Commissione Tributi


























































