ALTRI MONDI” – STAGIONE TEATRALE BARI 2022/23 DAL 3 AL 6 NOVEMBRE IN PRIMA NAZIONALE “DANZANDO CON IL MOSTRO” DI DAMMACCO, LATINI, BALIVO

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COMUNE DI BARI

TEATRO PUBBLICO PUGLIESE

 

“ALTRI MONDI” – STAGIONE TEATRALE BARI 2022/23

DAL 3 AL 6 NOVEMBRE IN PRIMA NAZIONALE

“DANZANDO CON IL MOSTRO” DI DAMMACCO, LATINI, BALIVO

La stagione teatrale “Altri Mondi” del Comune di Bari, realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, dedica un focus all’attore e drammaturgo pugliese Mariano Dammacco. Dopo lo spettacolo “Spezzato è il cuore della bellezza”, andato in scena al Piccinni lo scorso weekend, dal 3 al 6 novembre Mariano Dammacco e Serena Balivo saranno di nuovo sul palco del teatro comunale, assieme a Roberto Latini, in prima nazionale a Bari con “Danzando con il mostro”, sempre al teatro Piccinni.  “Danzando con il mostro” è uno spettacolo di e con Serena Balivo, Mariano Dammacco, Roberto Latini, drammaturgia di Mariano Dammacco e musiche di Gianluca Misiti, coproduzione Infinito/ ERT, Teatro Nazionale / Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Mostro. Creatura leggendaria o soprannaturale. La parola proviene dal termine latino monstrum che indica essenzialmente l’apparire, il manifestarsi, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, un segno, un prodigio; e deriva dal tema di monere: avvisare. Il mostro è un ammonimento, un avvertimento per l’uomo. In presenza del mostro si avverte il pericolo, si tende a fuggire, a correre via a perdifiato. Non ci si volta neanche a guardarlo perché è così spaventoso che non lo si vuole vedere, non resistiamo alla tentazione di chiudere gli occhi e sperare che forse, il mostro, ce lo siamo soltanto immaginato. Poi apriamo gli occhi e il mostro è ancora lì, ci ha seguiti, ci sta guardando. Allora ci fermiamo, proviamo a ricambiare lo sguardo, lo osserviamo e ci pare di riconoscerne alcuni tratti, ci appare familiare. Forse è il tuo mostro, fa parte di te, forse il mostro sei tu. Così, lo spavento diventa più grande e si tenta di nuovo la fuga, ma fuggire da sé è molto difficile, allora provi ad avvicinarlo, a parlargli, a chiedergli chi è e cosa vuole da te. Il mostro forse non parla la tua lingua e tu non parli la sua. La situazione allora diventa penosa. Io sono il mostro e questa è la mia storia. Lo spettacolo è in scena al teatro Piccinni 3 (ore 19.30), 4 e 5 (ore 21), 6 novembre (ore 18), biglietti a partire da 15 euro.

FORMAZIONE DEL PUBBLICO

Il primo incontro di “Dentro la scena”, la rassegna con i protagonisti della stagione che si terrà il sabato mattina al Teatro Piccinni con il critico e scrittore Giancarlo Visitilli, a cura di Cooperativa i bambini di Truffaut, sarà proprio dedicato a “Danzando con il mostro”, appuntamento il 5 novembre alle ore 11, con Latini, Dammacco e Balivo sul tema “Straordinario l’ordinario”, interviene Clarissa Veronico.

(Ingresso libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite https://bit.ly/3COH1lA).

Il 6 novembre parte anche il nuovo laboratorio per bambini “Portami con te”, i genitori potranno finalmente andare a teatro accompagnati dai loro bambini, che durante lo spettacolo saranno impegnati in un laboratorio di letture ad alta voce e animazione di teatro di figure, a cura di Spine Book Store e Antonia D’Amore, età dai 5 anni (ore 17.30 sala Massari del Comune di Bari, prenotazioni entro mercoledì 2 novembre a spinebookstore@gmail.com).

Info: www.teatropubblicopugliese.it

DANZANDO CON IL MOSTRO 

uno spettacolo di e con Serena Balivo, Mariano Dammacco, Roberto Latini

concept e parole Mariano Dammacco

musiche e suono Gianluca Misiti

disegno luci e direzione tecnica Max Mugnai

scenografia e costumi Francesca Tunno

foto di scena Luca Del Pia

ufficio stampa Maddalena Peluso

produzione Infinito, ERT / Teatro Nazionale, Compagnia Lombardi-Tiezzi

residenze artistiche presso Florian Metateatro, C.Re.a.Re Campania / Teatri Associati di Napoli, Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin 2022 – 2024, Centro di residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), Teatro Le Forche

Ho scelto di provare a porre lo sguardo sul tormento, in particolare su di un preciso tipo di tormento, un tormento che può capitare di esperire a un essere umano “fortunato”, un individuo che viva in condizioni dignitose, che non conosca la schiavitù o la guerra o la malattia, il tormento di un individuo che in teoria ha tutto per “essere felice”, che ha tutto per vivere bene la propria esistenza, insomma un cosiddetto essere umano libero, magari di quell’Occidente di cui facciamo parte: il tormento che una persona può dare a se stessa e da se stessa subire. Cosa succede quando siamo schiavi di noi stessi? In guerra con noi stessi? Cosa succede quando ad ammalarsi è la relazione con noi stessi e, di conseguenza, quella con gli altri? Può capitare di vivere un tormento estremamente doloroso, un tormento profondo e alienante, che spesso fa fatica a suscitare compassione negli altri, un tormento che può diventare insopportabile.

Ho pensato a questa condizione come a una danza costante con qualcosa di invisibile, che fa paura (ma che magari vuole dirci qualcosa), una danza con qualcosa di mostruoso e ho cominciato a mettere nero su bianco alcune immagini in forma di parole, poi le ho condivise con Serena Balivo (come faccio da un decennio) e, per la prima volta, con Roberto Latini. Insieme, sulla scena, abbiamo lavorato alla scelta di alcune di queste immagini, a come ricomporle nella relazione tra loro, alla loro successione per poi giungere alla composizione di una drammaturgia di scena che le contenesse e alla creazione dello spettacolo Danzando con il mostro. (M. Dammacco)

Lo spettacolo Danzando con il mostro è una visione notturna, forse un’allucinazione: forse siamo nella mente di un individuo, dinnanzi al suo match con se stesso. In scena una sorta di torre con in alto un orologio, o una gabbia, o una finestra, dove percepiamo la presenza di qualcuno. Dinnanzi a questa torre, su un pavimento rosso, vivono due figure, un uomo e una donna, forse due emanazioni della mente della creatura nella torre. Vestono abiti eleganti, da gran galà, circondati da bicchieri non meno eleganti. Forse sono stati invitati a un ricevimento, forse sono loro gli ospiti d’onore, o forse l’ospite d’onore è il tormento, il mostro che li ha invitati a danzare insieme a lui.

  • Serena Balivo, attrice (Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2011, Premio Ubu 2017 come Nuova attrice o performer, Premio internazionale Ivo Chiesa 2021 come Futuro della scena), lavora alla creazione di personaggi che già nella loro fisicità siano portatori di senso a prescindere dal testo e dalla trama, personaggi intesi come figure allegoriche, quadri viventi, emblemi.
  • Mariano Dammacco è autore e regista (Premio Ubu 2020-2021 nella categoria Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica, Italian And American Playwrights Project 20/22, Premio di drammaturgia Il centro del discorso 2010, Premio ETI/Vetrine 1996, Premio Scenario 1992-1993). Porta avanti la propria ricerca componendo spettacoli con drammaturgia originale e centrati sul lavoro d’attore con l’intento di creare visioni poetiche, surreali e umoristiche del nostro vivere contemporaneo.
  • Roberto Latini è attore, autore e regista (Premio Sipario 2011, Premio della Critica 2015, Premio Ubu 2014 e 2017 come Miglior Attore, Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2021). Conduce un cammino artistico volto alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale.

 

redazione

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