Alla Mazzini Modugno di Bari si va in classe con Ipad ma pagano le famiglie: e’polemica

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La vicenda dell’istituto comprensivo Mazzini-Modugno di Bari, portata alla ribalta da un articolo di Telebari pubblicato il 27 maggio, pone alcuni spunti di riflessione.
Secondo quanto riportato dalla giornalista Silvia Di Pinto, durante un incontro scuola-famiglia la dirigente scolastica della Mazzini Modugno, dott.ssa Maria Dentamaro, ha comunicato che per il prossimo anno scolastico tutte le classi terze della primaria e tutte le classi prime della secondaria di primo grado saranno digitali. Pertanto, i genitori dovranno acquistare un Ipad da destinare a uso esclusivo della didattica. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti di un’azienda privata che vende dispositivi e fornisce servizi informatici, la Compulab, il cui logo spicca sulla locandina che pubblicizza l’incontro scuola famiglia, pubblicato sul sito della scuola.
La digitalizzazione della scuola è senza alcun dubbio un obiettivo da perseguire, una didattica integrata che alterni metodologie tradizionali e digitale può sicuramente rendere più coinvolgente l’apprendimento e stimolare il pensiero critico.
Il punto controverso è la spesa che ogni famiglia dovrà sostenere per iscrivere i propri figli alla Mazzini Modugno. Durante l’incontro sono stati mostrati dalla Compulab dei pacchetti (ipad + servizi vari) offerti a prezzi che variano da €469 a €729. A questa spesa vanno ovviamente aggiunti i costi dei libri e dei materiali scolastici, in alcuni casi si potrebbero raggiungere se non superare i 1000 euro. Decisamente troppo per una scuola pubblica del primo ciclo in cui vige l’obbligo scolastico, del resto il Ministero pubblica ogni anni i tetti di spesa da non superare per l’acquisto dei libri.

Ma a scandalizzare l’opinione pubblica è quello che sembra essere una sorta di aut aut della  dirigente  alle famiglie: l’eventuale libero diniego all’acquisto degli strumenti tecnologici in questione comporterebbe il proseguio in altri istituti.   Cosa accadrebbe agli alunni di quelle famiglie che non possono permettersi l’acquisto dell’Ipad ma non hanno un isee sufficiente basso da poter accedere al comodato d’uso di cui parla la dirigente scolastica?
Bambini che hanno già frequentato due anni di scuola elementare potrebbero essere costretti a cambiare scuola, perché le terze elementari saranno tutte digitali, con possibili ricadute negative non solo a livello didattico ma anche a livello psicologico, allontanati dai propri compagni e dalle loro maestre, additati magari come “poveri”. Sembrerebbe meno problematica la situazione alla scuola media, essendo le classi digitali delle classi prime, ancora da formare. Ma la Mazzini Modugno è un istituto comprensivo, una scuola “verticale”, dove gli alunni transitano da un grado di scuola all’altro seguendo un curricolo omogeneo.
Queste sono solo alcune delle questioni aperte dall’articolo di Telebari, resta da capire quale sia il ruolo della Compulab nella Mazzini Modugno, visto che alcuni genitori hanno detto che già lo scorso anno scolastico hanno dovuto comprare un pacchetto di servizi da questa azienda, pagandolo 115 euro.

Antonio Carbonara

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