L’11 settembre al Museo del Territorio-Casa Pezzolla Giuliano De Felice presenta “L’archeologia del contemporaneo in 10 oggetti”.
Alberobello, settembre 2026 – Può una lattina diventare un reperto archeologico? E cosa possono raccontare del nostro tempo una bottiglia di plastica, una penna USB, un furgone o persino i detriti lasciati nello spazio?
Da queste domande prende avvio “L’archeologia del contemporaneo in 10 oggetti”, il libro di Giuliano De Felice, pubblicato da Laterza nella collana Universale Laterza, che sarà presentato venerdì 11 settembre 2026 alle ore 19.15 presso il Museo del Territorio “Casa Pezzolla” – Polo Museale di Alberobello.
Giuliano De Felice è professore associato presso il Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove insegna Archeologia digitale e Archeologia dell’età moderna e contemporanea. Durante l’incontro interverranno con l’autore Lorenzo Scaraggi, storyteller e regista, Gabriele Forte, referente della Cooperativa Imago per la Biblioteca di Comunità “Gino Angiulli” e Giuseppe Palmisano, presidente del Presidio del Libro Alberobello.
Attraverso il testo De Felice ci invita a considerare che l’archeologia può rivolgere il proprio sguardo anche alle tracce del presente, riconoscendo negli oggetti quotidiani dei documenti capaci di interrogare il tempo in cui viviamo.
È proprio questa distanza apparentemente minima a rendere il contemporaneo difficile da leggere: siamo immersi nei suoi oggetti, nei suoi paesaggi e nei suoi processi, e per questo rischiamo di considerarli naturali, ovvi, privi di significato. Eppure ogni oggetto porta con sé una storia che spesso precede e supera quella che gli attribuiamo. Le cose conservano tracce di pratiche, relazioni, trasformazioni e conflitti che non coincidono necessariamente con le narrazioni attraverso cui una comunità sceglie di rappresentare il proprio passato.
L’oggetto diventa così una sorta di testimone silenzioso, capace di mettere in discussione la memoria costruita e di far emergere ciò che le narrazioni ufficiali o collettive possono lasciare ai margini.
In questa prospettiva, leggere gli oggetti significa imparare a leggere ciò che sta dietro di essi. Significa riconoscere che ogni cosa è inserita in una rete di relazioni economiche, sociali, ambientali e culturali e che, attraverso la sua materialità, può restituire una storia diversa da quella che ci aspetteremmo di trovare.
L’archeologia del contemporaneo diventa quindi un esercizio di messa in discussione: non offre risposte definitive, ma introduce una distanza critica rispetto alle nostre certezze. Ci invita a osservare il presente come se fosse già passato, a interrogare ciò che normalmente diamo per scontato e a scoprire, nelle tracce più ordinarie, le contraddizioni e le trasformazioni profonde del nostro tempo.
La presentazione si inserisce in un più ampio percorso di raccolta e valorizzazione delle memorie collettive del territorio, con l’obiettivo di riflettere sul significato stesso di patrimonio. Oggetti comuni, spazi quotidiani e paesaggi contemporanei possono infatti acquisire nel tempo un valore storico e culturale, entrando a far parte di una memoria condivisa e dei processi attraverso cui una comunità riconosce, tutela e trasmette il proprio patrimonio.
L’appuntamento è realizzato da Bass Culture soggetto gestore del Polo Museale di Alberobello in collaborazione con l’Associazione Presìdi del Libro e con la Biblioteca comunale e di Comunità “Gino Angiulli”.
Ingresso libero.
Museo del Territorio “Casa Pezzolla”
Piazza XXVII Maggio – Alberobello
11 SETTEMBRE 2026, ore 19,15
Giuliano De Felice presenta “L’archeologia del contemporaneo in 10 oggetti”
Informazioni museodelterritorioalberobello@gmail.com
redazione





























































