Al nido Montessori di Carbonara la sperimentazione del “metodo svedese”, una pratica di inserimento che vede la presenza dei genitori nei primi giorni di frequenza del nido

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AL NIDO MONTESSORI DI CARBONARA LA SPERIMENTAZIONE DEL “METODO SVEDESE”

UNA PRATICA DI INSERIMENTO CHE VEDE LA PRESENZA DEI GENITORI NEI PRIMI GIORNI DI FREQUENZA

 

L’assessora alle Politiche educative e giovanili rende noto che in queste settimane, nell’asilo nido Montessori di Carbonara, è in corso una sperimentazione del cosiddetto “metodo svedese”, una pratica di inserimento dei piccoli, importata dai Paesi nordeuropei, che prevede la presenza continua del genitore che accompagna e affianca il proprio bambino alla scoperta del nuovo mondo “nido”.

In concreto l’inserimento si svolge in tre giorni nel corso dei quali bambino e genitore trascorrono l’intera giornata al nido esplorando insieme l’ambiente, confrontandosi con le educatrici e gli altri bambini, condividendo il momento del pasto, del gioco e delle attività e vivendo così la routine quotidiana. Durante i tre giorni le educatrici hanno modo di osservare le abitudini del bambino, di affiancare il genitore ed entrare in relazione in modo graduale, diventando progressivamente una figura di riferimento. Il quarto giorno, invece, il genitore accompagna il bambino al nido per poi lasciarlo alle cure delle educatrici, restando naturalmente disponibile per ogni evenienza.

Si tratta di una modalità di inserimento che rispetta i tempi dei bambini e tiene conto delle esigenze delle famiglie.

Per gestire al meglio questa sperimentazione, la coordinatrice e le due educatrici del nido Montessori hanno seguito un corso online predisposto dalla piattaforma “Percorsi educativi 0-6” tenuto dalle due pedagogiste che per prime hanno portato il metodo in Italia e che lo attuano dal 2016 nel loro asilo privato di Cesena.

“Si è concluso oggi l’ultimo giorno di sperimentazione dell’inserimento partecipato ed erano tutti felicissimi – commenta l’assessora -: i bambini, che hanno fatto un passaggio graduale dal genitore all’educatore, gli educatori e i genitori, che hanno stretto un legame di fiducia nel tempo condiviso al nido. Valuteremo nel tempo l’impatto di questa esperienza e, se tutti saranno soddisfatti, come mi auguro, proveremo ad estenderla a tutti i nidi della città”.

Redazione

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