PER LA RASSEGNA DELLA GRANDE PROSA “ACTOR” DEL FESTIVAL MASCHERE D’OLIVO AL TEATRO ABELIANO, DOMENICA 19 ALLE 18, È DI SCENA LO SPETTACOLO “L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ” DI LUIGI PIRANDELLO NELL’ADATTAMENTO E LA REGIA DI AUGUSTO ZUCCHI.
PRODOTTO DALLA COMPAGNIA TIBERIO FIORILLI, LO SPETTACOLO VEDE IN SCENA AUGUSTO ZUCCHI, EMANUELE DURANTE, ANITA TORRASI, MARCO SANTOLAMAZZA, LEONARDO ZUCCHI E AUGUSTO MARIO ZUCCHI.
Per la rassegna della grande prosa “Actor” del Festival Maschere d’Olivo al Teatro Abeliano, domenica 19 alle 18, è di scena lo spettacolo “L’uomo, la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello. Prodotto dalla Tiberio Fiorilli nell’adattamento e la regia di Augusto Zucchi, lo spettacolo vede scena, oltre ad Augusto Zucchi, Emanuele Durante, Anita Torrasi, Marco Santolamazza, Leonardo Zucchi ed Augusto Mario Zucchi. Le musiche sono di Luciano Francisci, le scene di Alessandro Durante e i costumi di Francesca Chiarello (biglietti disponibili sul circuito Vivaticket, info: 080.542.76.78).
Lo spettacolo ripropone in chiave moderna una delle più irriverenti e caustiche commedie pirandelliane, in un libero adattamento che prende ispirazione non solo dal testo teatrale originale, ma anche dalla novella “Richiamo all’obbligo” e dal celebre film di Steno interpretato da Totò e Orson Welles. Un omaggio al grande teatro, ma anche al cinema e alla letteratura, con inserti musicali e canzoni originali i cui testi sono tratti dalle didascalie dello stesso Pirandello.
“L’uomo, la bestia e la virtù” racconta un intreccio paradossale e pungente, tipico del teatro pirandelliano. Al centro della trama il professor Paolino, uomo apparentemente irreprensibile, che intreccia una relazione clandestina con la signora Perella, moglie abbandonata e madre esemplare, che a sua volta cela il proprio ruolo dietro la maschera della Virtù. Il terzo protagonista è il Capitano Perella, marito violento e assente, che convive a Napoli con un’altra donna e si nega alla moglie, indossando così la maschera della Bestia.
Il risultato è una satira feroce della morale borghese e delle sue ipocrisie, un gioco di ruoli e maschere dove i confini tra bene e male, uomo e bestia, virtù e vizio si confondono fino a ribaltarsi. Uno spettacolo da non perdere, che restituisce tutta la forza e l’attualità di un autore che continua a interrogare il presente con la sua ironia tagliente e il suo profondo sguardo sull’animo umano.
redazione




















































