COLLEGIUM MUSICUM – Domani, Martedì 4 ottobre all’Abeliano, torna l’ensemble diretto da Rino Marrone

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Prosegue la ventisettesima stagione musicale del Collegium Musicum diretto da Rino Marrone. Solista al violino il talento prodigioso della diciassettenne Maria Serena Salvemini. Musiche di Mozart e una prima assoluta del compositore statunitense Vittorio Giannini.

Martedì 4 ottobre, ore 20.30

Nuovo Teatro Abeliano – Bari

Martedì 4 ottobrealle 20,30, al Nuovo Teatro Abeliano di Bari (via Padre Kolbe 3) prosegue la ventisettesima stagione del Collegium Musicum: l’orchestra diretta da Rino Marrone eseguirà musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (Divertimento in re maggiore K. 136 e il Concerto per violino e orchestra n. 5 in la maggiore «Türkish») e una prima esecuzione italiana del compositore statunitense Vittorio Giannini (1903-1966), il «Concerto Grosso» per orchestra d’archi. Solista al violino nel «Türkish» di Mozart sarà la giovanissima e talentuosa pugliese Maria Serena Salvemini: classe 2005, la diciassettenne violinista molfettese è vincitrice di numerosi primi premi assoluti in numerosi concorsi internazionali e sta già svolgendo una carriera di rango internazionale. Ha vinto la «Golden Medal with Honours» al prestigioso Vienna International Music Competition (unica italiana premiata) e il primo premio all’International Moscow Music Competition; è risultata inoltre vincitrice di borsa di studio al premio «Claudio Scimone» di Padova, e del primo premio al concorso Soroptimist International Italia 2021. Nello scorso mese di settembre ha debuttato a Berlino.
Il Concerto in la maggiore K. 219 in cui suonerà da solista è l’ultimo dei cinque Concerti per violino e orchestra che Mozart ha composto nel 1775 a Salisburgo. L’ampiezza dei tre movimenti, la bellezza dei temi, l’originalità delle soluzioni formali sono alcuni degli aspetti salienti di questo lavoro, che gode da sempre gode di meritata popolarità. L’appellativo di «Türkish» nasce dall’inserimento, nel Trio del terzo movimento, di elementi musicali esotici, con un’impostazione turchesca o zigana. Un tipo di esotismo allora di moda (spesso presente anche in Haydn), ma in Mozart l’illuminazione assume una connotazione insolita e irresistibile.
Quanto al Divertimento K. 136, fa parte di un gruppo di tre lavori analoghi composti a Salisburgo nella primavera del 1772, dopo il ritorno di Mozart, allora sedicenne, dal secondo viaggio in Italia. Scandito dalla tradizionale articolazione dei tre movimenti (Allegro, Adagio, Allegro) è uno dei più celebri, tra il brio virtuosistico del primo movimento, la distensione e la grazia lirica dell’Andante e il finale concitato e spumeggiante.
L’esecuzione del «Concerto Grosso» di Vittorio Giannini sarà una vera e propria chicca: il compositore, di chiara origine italiana, era figlio del tenore Ferruccio Giannini e della violinista Antonietta Briglia, nonché fratello del noto soprano Dusolina Giannini e dell’insegnante di canto Eufemia Giannini-Gregory. Musicista tra i più illustri compositori statunitensi della prima metà del XX secolo, oggi è meglio conosciuto per la sua attività didattica svolta presso la Juilliard School, il Curtis Institute of Music, e la Manhattan School of Music. Ha composto molta musica da camera, ma anche diverse opere teatrali. Nella musica strumentale – ed anche in questo Concerto Grosso – si nota una predilezione per le forme barocche e classiche, i cui tempi lenti si distinguono per lirismo e per immediatezza d’espressione.
Biglietti a 10 euro (intero) e 7 euro (ridotto per over 65, studenti e disabili). Infotel: 340.499.38.26.
 
 
redazione

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