Compagnia Diaghilev – Bari: slitta a mercoledì 20 ottobre la prima dello spettacolo “L’uomo, la bestia, la virtù” di Pirandello in programma nell’auditorium Vallisa

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COMPAGNIA DIAGHILEV – TEATRO STUDIO 21 22

Le direzioni del racconto XV edizione

Comune di Bari Assessorato alle Culture

LO SPAZIO DELL’IMMAGINAZIONE

Auditorium Vallisa – Bari

da mercoledì 20 ottobre a domenica 14 novembre

L’uomo, la Bestia e la Virtù

di Luigi Pirandello

regia Paolo Panaro

costumi Francesco Ceo

con Altea Chionna, Deianira Dragone

Alessandro Epifani, Mario Lasorella, Francesco Lamacchia

Roberto Petruzzelli, Riccardo Spagnulo

produzione Diaghilev

16 h 21 | d 17 h 19 |

mer 20 h 21 | gio 21 h 21 | ven 22 h 21 | sab 23 h 21 | dom 24 h 19 | mer 27 h 21

gio 28 h 21 | ven 29 h 21 | sab 30 h 21 | dom 31 h 19 | ottobre 2021

lun h 19 | mer h 21 | gio h 21 | ven h 21 | sab h 21 | dom h 19 | mer 10 h 21

gio 11 h 21 | ven 12 h 21 | sab 13 h 21 | dom 14 h 19 | novembre 2021

Con la farsa dalla vis scabrosa, «L’uomo, la Bestia e la Virtù» di Luigi Pirandello, per la regia di Paolo Panaro, la Compagnia Diaghilev torna in una scena nell’Auditorium Vallisa di Bari, non più da sabato 16 ottobre ma da mercoledì 20 ottobre, con repliche sino a domenica 14 novembre (ore 21 feriali, ore 19 festivi). Sul palco, Altea Chionna, Deianira Dragone, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia, Mario Lasorella, Roberto Petruzzelli e Riccardo Spagnulo. Costumi di Francesco Ceo.

La commedia, dai toni stranamente libertini e scollacciati, venne pubblicata nel 1919. La prima rappresentazione fu accolta sfavorevolmente dal pubblico e dalla critica, tanto singolare è lo sviluppo farsesco e a forti tinte del dramma, da rivelare apparentemente persino un fondo di cinismo. Tuttavia Marco Praga, a capo della compagnia del Teatro Manzoni di Milano e critico teatrale, capì che Pirandello «sotto l’apparenza della farsa» aveva voluto «una satira tragica e atroce, una mascherata da trivio imposta ai valori astratti, morali e religiosi, dell’umanità». Sebbene accolta in Italia con freddezza, la commedia (un apologo in tre atti) ebbe un’immediata fortuna all’estero.

I protagonisti di quest’amara e cupa farsa, che nel 1953 divenne anche un film diretto da Steno con Totò, Orson Welles e Vivianne Romance, sono un uomo arrogante e dispotico, la moglie, una donna remissiva, che il marito costringe ad una vita grama e senza gioie, e l’amante di lei, un modesto professore profondamente innamorato della donna. Ed è attraverso questo scandaloso triangolo che tornano i temi cari a Pirandello: l’ipocrisia, la finzione e le maschere che l’uomo indossa per scelta nella società borghese, alternando la propria identità tra verità e menzogna, fino a rendere indecifrabile la distinzione tra le due condizioni.

La prima maschera, quella dell’Uomo, appartiene al professor Paolino, il quale sotto il suo aspetto distinto, nasconde una scandalosa tresca con la signora Perella, la maschera della Virtù, moglie fedele e devota alla famiglia e al marito, un violento e rozzo capitano di marina, che avendo abbandonato la donna per rifarsi una famiglia a Napoli, appare agli occhi della gente con la maschera della Bestia. La vita delle tre maschere, fatta di ipocrisie, potrebbe procedere tranquillamente a gonfie vele, ma la signora Perella rimane distrattamente incinta. E l’integerrimo professor Paolino dovrà escogitare altre menzogne per non precipitare, con la sua amata, nell’abisso della vergogna. Così, proverà a invogliare il capitano ad avere un rapporto sessuale con la moglie e, in seguito, a convincere tutti che la signora è rimasta incinta della Bestia. Ma il destino riserva sorprese.

Info e prenotazioni 333.1260425, biglietti online sul circuito vivaticket.

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