Trani – Domani, sabato 4 settembre, nella Cattedrale va in scena «Bohème – Le pagine più belle» – Camerata delle Arti

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TRANI – DOMANI, sabato 4 settembre, nella Cattedrale va in scena «Bohème – Le pagine più belle» – Camerata delle Arti –

LA BOHÈME – Le pagine più belle
Il capolavoro pucciniano va in scena in una suggestiva messa in scena, in forma di concerto.Con Katia Ricciarelli in veste di voce narrante.

Sabato 4 settembre 2021, ore 21
Basilica Superiore della Cattedrale – Trani


È l’opera che più di ogni altra, ad oltre di un secolo dalla sua prima rappresentazione, mantiene intatto il fascino della Parigi bohémienne, con il Café Momus e la misera soffitta in cui quattro giovani artisti conducono «una vita gaia e terribile». È «La Bohème» di Giacomo Puccini, che andrà in scena sabato 4 settembre, alle 21, nella Basilica Superiore della Cattedrale di Trani, in un appuntamento organizzato da «La Camerata delle Arti», con il sostegno di Regione Basilicata, Regione Puglia, Comune di Trani (e la collaborazione del Palazzo delle Arti Beltrani e del Festival Castel dei Mondi di Andria). 
«La Bohème – Le pagine più belle» sarà rappresentata in forma scenica, in una accurata selezione delle migliori perle tratte dall’opera, senza perdere le unità di luogo e azione che caratterizzano il capolavoro: la voce narrante, per cucire i fili della trama, sarà infatti quella prestigiosa di Katia Ricciarelli, con la regia di Gianpiero Francese e la direzione artistica e musicale di Francesco Zingariello; il cast principale, nei ruoli di Rodolfo, Marcello, Mimì e Musetta, sarà composto rispettivamente dal tenore Zizhao Guo, dal baritono Marcello Rosiello e dai soprani Bambina Viscovo e Enrica Musto, accompagnati al pianoforte da Piero Cassano (che interpreterà anche il compositore stesso, Giacomo Puccini).

Infotel: 349.565.78.80, dettagli sul sito www.lacameratadellearti.it, costo biglietto unico 10 euro, prevendita al Palazzo delle Arti Beltrani di Trani (via Beltrani 51).

«La bohème» di Puccini fu rappresentata per la prima volta il 1° febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino: è un’opera in quattro quadri, con libretto a cura di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Il compositore volle rappresentare teatralmente la vita di un artista bohémienne in tutte le sue sfaccettature, rifacendosi all’omonimo movimento artistico nato in Francia nel XIX secolo. Molti di questi artisti era considerati «maledetti», perché non conformi agli standard della società: con la conseguenza che la maggior parte di loro era povera o emarginata, dedita all’arte e all’amore. L’ispirazione decisiva arrivò quando Puccini lesse il romanzo a puntate «Scènes de la vie de bohème»di Henri Murger.L’entusiasmo del pubblico fu immediato, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all’inizio piuttosto ostile, dovette presto allinearsi ai generali e unanimi consensi.

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