Disastro ferroviario Andria-Corato: stamattina il sindaco di Bari alla cerimonia in ricordo delle vittime

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STAMATTINA IL SINDACO ALLA CERIMONIA

IN RICORDO DELLE VITTIME DEL DISASTRO FERROVIARIO

SULLA TRATTA ANDRIA-CORATO

Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha partecipato alla cerimonia in ricordo delle ventitré vittime del disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato, organizzata presso la lapide commemorativa all’interno del perimetro della fontana di piazza Moro, di fronte alla stazione centrale di Bari. All’iniziativa hanno partecipato i familiari delle vittime, la prefetta Antonella Bellomo e una rappresentanza dei sindaci delle comunità colpite dalla tragedia.

Alle ore 11.05, orario dello scontro tra i due convogli, il sindaco ha osservato un minuto di silenzio davanti alla corona di fiori deposta nei pressi della lapide commemorativa.

“Ogni anno torniamo in questo luogo simbolico, nei pressi della stazione centrale, per ricordare le donne e gli uomini che hanno perso la vita nel disastro ferroviario tra Andria e Corato – ha commentato  Antonio Decaro -. Sono già passati cinque anni, e quelle lamiere accartocciate, le paura e il dolore di quella giornata sono ancora vividi nei ricordi nostri e di chi, in quella tragedia, che ha segnato per sempre questa terra, ha perso un amico, un familiare, un collega. Quel giorno studenti, bambini, lavoratori, cittadini, a bordo di un treno, hanno incontrato la morte e da quel giorno niente è stato più lo stesso.

Oggi sicuramente i livelli di sicurezza si sono innalzati, l’attenzione è massima e le procedure per il trasporto ferroviario sono molto più stringenti, anche in memoria di quel sacrificio di vite umane che non deve essere dimenticato né vanificato. Alle famiglie delle vittime va il nostro cordoglio, e accanto a loro continueremo a lottare perché giustizia sia fatta e simili tragedie non accadano mai più. Non dobbiamo perdere la speranza di tornare a pensare ai treni e al trasporto ferroviario come un sistema sicuro ed efficiente, proprio come succedeva a me da bambino, figlio di un ferroviere, cresciuto nel sogno e nella convinzione che i treni siano un simbolo di efficienza, velocità, modernità e progresso”.

Redazione

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