Uaragniaun in concerto con “Favole di pietra” per il Festival Pandémoni al Nuovo Teatro Abeliano di Bari

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Giovedì 1 luglio, alle ore 20:30 nella rassegna musicale Confini Labili del Festival Pandèmoni al Teatro Abeliano di Bari, saranno ospiti gli Uaragniaun di Maria Moramarco con il concerto “Favole di pietra“, un percorso attraverso il nostro folklore regionale.

UARAGNIAUN
Uaragniaun è un gruppo di musica popolare italiano, per la precisione altamurano, ma è una località dell’Alta Murgia barese, da cui il gruppo ha preso ispirazione per il nome. Il “progetto Uaragniaun” nasce dall’iniziativa di tre musicisti di Altamura: Maria Moramarco, Silvio Teot e Luigi Bolognese. Si propone di rivitalizzare, attraverso una lettura critica, i canti inediti della musica popolare pugliese e, in particolare della Murgia barese,materiali di ricerca sul campo di Maria Moramarco. Canti a distesa, tarantelle, canzoni d’amore, canti religiosi, tammurriate, canti di lavoro, balli e ritmi della grande musica popolare Meridionale trovano una nuova dimensione musicale in un mix che mette insieme tradizione e innovazione. Il gruppo che fa uso di strumenti tradizionali si è esibito in numerose rassegne di world music in Italia e all’estero, annoverando collaborazioni con artisti come Ambrogio Sparagna, Daniele Sepe, Riccardo Tesi, Balen Lopez de Munain, Joxan Goikoetxea, Rocco De Rosa, Piero Ricci, Otello Profazio, Pasquale Laino, Nello Giudice, Ermanno Olmi, Roberto La Nubile, Raffaele Nigro, Nico Berardi, Angelo Stano, Rocco Capri Chiumarulo, Carlo La Manna, Daniele di Bonaventura, Vincenzo Zitello, Milladoiro, Roberto Tombesi, Pasquale Frisenda, Saverio Indrio, Antonio Amato, Alessandro Pipino, Adolfo La Volpe.

Maria Moramarco
Appartenente a una famiglia di “cantori”, nel 1976 comincia ad impegnarsi con il gruppo Petilia (antico nome di Altamura) che si occupava di ricerca e studio delle tradizioni popolari. Con Ferdinando Mirizzi, Salvatore Livrieri, Michele Lorusso, Saverio Giustino, Pasquale Sardone, realizza ricerche di vario genere: dalla catalogazione delle edicole sacre presenti sul territorio, ai seminari di approfondimenti e studio di aspetti particolare della civiltà contadina, alla realizzazione e messa in scena di “U’ trainirre”, atto unico del prof. Francesco Fiore.Nel 1977 con Livrieri e Lorusso fonda “Il Canzoniere Altamurano”, focalizzando la ricerca sul reperimento di materiale sonoro da utilizzare non solo per archiviazione ma anche per la riproposizione e la diffusione in forma di spettacolo concerto. Nel 1978 in “Natale a Pisciulo”, un evento organizzato dal CARS e Archeoclub di Altamura nel villaggio cavernicolo, incontra la giornalista Bianca Tragni con cui nasce una lunga e proficua collaborazione che si concretizza in una serie di trasmissioni radiofoniche della RAI regionale. Di particolare interesse le puntate dei “I “Canti della Murgia” a cura di B.Tragni con la regia di Raffaele Nigro. Con Nigro in seguito realizza anche una versione televisiva degli stessi canti presentati da Cristoforo Chiapperini.Alla RAI sede regionale, la direttrice Marilena Pizzirani, le fece conoscere Otello Profazio con cui Maria si cimenta in una serie di concerti e di trasmissioni RAI anche su rete nazionale.In particolare “La penultima sagra dei cantastorie” proposta in diverse località le permise di conoscere e lavorare con cantastorie come Nonò Salomone, Franco Trincale, Franco Madau, Danilo Montenegro, Alfredo e Letizia Anelli. Oltre che in tutti i dischi degli Uaragniaun, Maria Moramarco è presente negli album Hata di Rocco Derosa, Innervision di Joxan Goikoetxea, Sende na riannette sunà di Massimiliano Morabito, Trase dei Sancto Ianne, Incontri e racconti dei Mantice, RE-Murgia di Antonio Dambrosio e Approdi del gruppo Terrae.

Silvio Teot
Negli anni Settanta fonda con Luigi Bolognese il gruppo di rock progressivo “Murgia” nel quale suona la batteria. Alterna poi l’impegno negli studi universitari con la passione musicale attraverso una vera e propria “militanza” con la radio libera “Radio Murgia”, occupandosi soprattutto di proporre programmi musicali di rock e fusion. Col tastierista Rocco Derosa si cimenta con la fusion nella formazione lucana “Zona Zero” già nota in Basilicata come “Cianuro”. Seguiranno anni da turnista sempre alla batteria. Negli anni Ottanta, dopo una parentesi col Piccolo Teatro di Potenza – nello spettacolo “In nome di Dio e del popolo” (scritto da Ninì Mastroberti per la regia di Mariano Paturzo – approda alla canzone d’autore collaborando col cantautore romano Edoardo De Angelis. L’incontro con De Angelis coincide con la sua prima esperienza in sala di registrazione. Infatti partecipa alla registrazione di un 45 giri del cantautore, con i brani “Luci fuochi e stelle” e “Queste parole nel vento”. Intanto decolla contemporaneamente il progetto Uaragniaun con Maria Moramarco e Luigi Bologese. La nuova dimensione musicale percorsa dagli Uaragniaun gli impongono di dedicarsi allo studio dei tamburelli tradizionali e delle percussioni del Mediterraneo. Intanto da tempo aveva cominciato a collezionare (oltre ai fumetti, una sua antica “patologia”) strumenti etnici provenienti da ogni angolo del mondo. Seguiranno altre collaborazioni. Tra le più rilevanti si segnala quella con il gruppo “Il soffio dell’otre”, costituito dal polistrumentista Nico Berardi: una sorta di “musica popolare da camera” che mette insieme strumenti di tradizione con strumenti classici. Dal 2016 collabora come percussionista con la formazione di musica medievale “Libre Ensemble” guidata dalla cantante Annunziata Loporcaro. Da giornalista-pubblicista dirige, dal 1986 al 2001, il periodico di cultura e informazione “Piazza”. Collabora con quotidiani e riviste nazionali e regionali scrivendo articoli di cronaca, inchieste, corsivi e disegnando vignette satiriche. È tuttora direttore responsabile della rivista storica “Altamura”, pubblicata dalla biblioteca A.B.M.C. Cura pubblicazioni e libri delle Edizioni Piazza, tra cui il documentario “La Città di Federico”, il CD di musica inedita di Saverio Mercadante “Cori d’Opera e Arie da Camera”. Inventa l’operazione discografica “1799-1999 Giacobini & Sanfedisti”, un CD con classici e inediti brani ispirati alla Repubblica Partenopea. Appassionato di satira politica ha disegnato innumerevoli vignette satiriche per diverse riviste locali. Nel 2002 pubblica il libro “Trent’anni suonati” (Piazza Edizioni), saggio romanzo sull’esperienza del laboratorio Uaragniaun e sulla musica popolare del Sud Italia. Nel 2007, insieme a Luigi Bolognese, cura il libro di Maria Moramarco “Paràule” (Piazza Edizioni). Un lavoro che racchiude buona parte della ricerca di Maria Moramarco e contiene i testi e gli spartiti dei brani pubblicati fino a quel momento dagli Uaragniaun. Tutti i dischi degli Uaragniaun sono da lui arrangiati e curati e, insieme a Luigi Bolognese, compone il brano “21 Fiorile 1799” per il Bicentenario del 1799 di Altamura. Partecipa al progetto discografico “Hata” di Rocco De Rosa nel brano “Solo cenere”. Nel 2007 partecipa al disco “Innervision” del fisarmonicista basco Joxan Goikoetxea. Nel 2010 pubblica il libro “A furor di popolo”, biografia del meridionalista Fabio Perinei. Negli ultimi anni si appassiona allo studio di numerosi altri strumenti a percussione e diversi strumenti a fiato. Ha collaborato con Lucilla Galeazzi, Nando Citarella e il cantastorie Otello Profazio in specifici spettacoli costruiti per il Festival dello stornello di Copertino. Nel 2017 partecipa al disco “Lurra, Ur, Haize” del gruppo basco Alboka. Nel 2018 ha curato il libro che accompagna il CD degli Uaragniaun “Perchè sono marxista”. Ha partecipato al disco “Cillacilla”, primo album da solista di Maria Moramarco. Nel 2020 partecipa al disco “Approdi” della band barese Terrae.

Luigi Bolognese
Nato in una famiglia dove la musica era di “casa”, fin da piccolo ha avuto la possibilità di vivere tra vari strumenti nella casa dei suoi nonni materni, avendo a disposizione un pianoforte, una chitarra, un mandolino e un banjo. Grazie a suo nonno Mimì De Santis e a suo zio Antonio De Santis gli nasce una passione per la musica che non lo ha mai più abbandonato. Nel 1974 fonda, insieme a Silvio Teot, Gianni Nardone e Michele Polignieri un gruppo di musica progressive chiamato Murgia con il quale tiene numerosi concerti fino al 1976. Nel 1978, dopo aver conosciuto Maria Moramarco, insieme a Silvio Teot entra a far parte del Canzoniere Altamurano e di li a pochi mesi Maria, Luigi e Silvio formano il gruppo Ballalaico che nel 1991 si è trasformato in gruppo Uaragniaun. Insieme a Maria ha partecipato a numerose trasmissioni Rai e a molte rassegne organizzate da Otello Profazio tra Campania, Calabria e Sicilia. Quindi si può dire che suona e lavora musicalmente con Silvio Teot da quasi quarantadue anni e insieme con Maria Moramarco da trentotto anni. Di tanta continuità Luigi Bolognese ama ripetere: “è una cosa di cui sono fiero e orgoglioso perché è una di quelle esperienze senza fine che continua a regalarmi continuamente sensazioni nuove”. Nel 2000 come direttore artistico, da una idea della giornalista Bianca Tragni, crea “Fieri di Fiore – Tamborra Festival”, una rassegna altamurana che ripropone il viaggio sonoro del canto sociale, dall’esperienza dei cantastorie fino alle espressioni più contaminate. Nel 2003 grazie all’illuminante incontro con Carlo Cardinale, la rassegna diventa itinerante coinvolgendo svariati comuni dell’Alta Murgia e proprio per questo prenderà il nome di “Suoni della Murgia”. Nel 2014, grazie all’ incontro con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia la rassegna si evolve e diventa “Suoni della Murgia nel Parco”. Nel 2020 partecipa al disco “Approdi” della band barese Terrae.

Il cartellone di “Pandémoni” prosegue con “Naufragar m’è dolce in questo mare…” con Vito Signorile (sabato 3 alle 20.30); “Nel tempo” SpellBound (giovedì 8 alle 20.30); “La Barca” con Sarita Schena (venerdì 9 alle 20.30); “Estate” (da “Le quattro stagioni”) con Arearea (sabato 10 alle 20.30); Infine, da venerdì 23 a domenica 25, tre giorni con il Teatro dei Borgia con gli spettacoli: “Eracle l’invisibile” (alle 18), “Filottete Dimenticato” (alle 20) e “Medea per strada” (alle 21.30).

Per informazioni: Nuovo Teatro Abeliano 080.542.76.78, info@teatroabeliano.com)

redazione

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