Museo Archeologico di Santa Scolastica: riapre con nuove sale espositive e la mostra di arte contemporanea “Le forme del desiderio”

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CittÀ Metropolitana di Bari

COMUNICATO STAMPA

RIAPRE IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI SANTA SCOLASTICA CON NUOVE SALE ESPOSITIVE E LA MOSTRA DI ARTE CONTEMPORANEA “LE FORME DEL DESIDERIO”

DECARO: “ABBIAMO RESTITUITO VALORE E DIGNITÀ AD UN PATRIMONIO ARCHEOLOGICO CHE NON VEDEVA LA LUCE DA VENTISETTE ANNI

E CHE HA TANTO DA RACCONTARE”

Il sindaco metropolitano, Antonio Decaro, con la consigliera delegata alla Cultura, Ico, Biblioteca e Musei, Francesca Pietroforte e il Segretario regionale del MiC per la Puglia, Maria Piccarreta, hanno presentato, questa mattina, alla stampa i nuovi ambienti riqualificati e restaurati del Museo Archeologico della Città metropolitana all’interno del Monastero di Santa Scolastica.

Il percorso di visita delle collezioni museali, già reso parzialmente fruibile con l’apertura del bastione nel 2014 e di alcune sale al piano terra nel 2018, si arricchisce oggi di un importante ampliamento al piano terra e al primo piano comprendendo in totale sei sale, oltre al Bastione cinquecentesco. 

Con questa tappa si chiude un’importante fase della lunga e proficua collaborazione tra Città metropolitana di Bari e il Ministero della Cultura, istituzioni che in questi anni si sono impegnate congiuntamente nella realizzazione dell’ambizioso progetto di restituzione del Museo Archeologico al territorio metropolitano.

“Sin dall’inizio del mio mandato abbiamo prestato grande attenzione a questo luogo – ha affermato il sindaco Decaro -.  I lavori di restauro del Museo archeologico non sono stati semplici e soprattutto non sono stati brevi, ma oggi possiamo dire che il risultato è degno della fatica che tutti ci abbiamo messo. Questo luogo racconta la storia delle civiltà che hanno attraversato e stratificato la nostra terra e il nostro popolo. Grazie al meticoloso studio della Soprintendenza abbiamo restituito valore e dignità ad un patrimonio archeologico che non vedeva la luce da ventisette anni e che ha tanto da raccontare. Il passato però da solo non basta a dire di un popolo e di una storia ed è per questo che siamo convinti che spazi come questo, per vocazione e dimensione, possano e debbano far dialogare le arti, le persone, le epoche, passando dall’archeologia al contemporaneo attraverso un percorso che si snoda di sala in sala senza nessuna difficoltà. 

Sono molto contento di poter dire che solo nella città di Bari, senza tener conte dalla straordinaria vivacità e proposta dei comuni dell’area metropolitana, in poco più di dieci giorni, abbiamo riparto e avviato eventi, mostre, luoghi che presentano Bari finalmente come una città con un’offerta culturale di grandissima qualità e versatilità, segno di una visione di crescita e sviluppo a cui lavoriamo ormai da anni e che neanche la peggiore delle pandemie, come quella che abbiamo vissuto, ha potuto arrestare”. 

“Il Museo archeologico rivede finalmente la luce diventando punto cardinale nel tessuto urbano della città e suscitando nuovi e inediti stimoli rispetto al discorso, sempre aperto, sull’identità culturale di Bari – ha dichiarato Francesca Pietroforte -. Riaperte le sue porte ha l’ambizione di diventare scrigno ma anche fabbrica dell’esperienza, punto focale di un più ampio discorso culturale, nonché destinazione turistica. Santa Scolastica potrà diventare immagine della città da offrire ai suoi cittadini e ai visitatori più o meno temporanei. Questo avverrà quando si avrà piena consapevolezza di quanto siano strettamente connesse funzione museale e rappresentanza del luogo”.

“Il Ministero per la Cultura, con il Segretariato regionale, plaude all’inaugurazione di questi nuovi ambienti del Museo Archeologico di Santa Scolastica – ha proseguito l’architetto Piccarreta -. Un Museo straordinario che costituisce un unicum nel panorama pugliese per l’eccezionalità della sede, ovvero il monastero di Santa Scolastica, e la straordinarietà dei reperti esposti. Grazie alla collaborazione tra gli Uffici ministeriali deputati alla tutela del patrimonio a Bari e la Città metropolitana, proprietaria delle straordinarie collezioni, il Museo archeologico di Santa Scolastica si avvia a divenire un polo fondamentale per la politica culturale del contesto territoriale dell’area metropolitana di Bari”.

L’intervento di restauro delle sale al piano terra e al primo piano è stato curato dai tecnici del Ministero, con l’architetto Francesco Longobardi, progettista e direttore dei lavori (Segretariato Regionale del MiC), mentre la direzione scientifica dell’allestimento museale dalle archeologhe Maria Rosaria De Palo e Francesca Radina per conto del Segretariato regionale del MiC.

Il nuovo percorso museale punta alla valorizzazione del patrimonio archeologico del Museo, ripercorrendo, soprattutto attraverso l’artigianato vascolare, la storia e l’archeologia della Peucezia (identificabile con l’odierna Terra di Bari) tra VI e III secolo a.C., e dei suoi rapporti con la Magna Grecia.

In esposizione, al piano terra, pregevoli vasi d’importazione e di produzione locale, databili tra VI e III secolo a.C. che trovano una particolare valorizzazione grazie alla suggestiva ambientazione nelle sale del monastero e ad un allestimento “trasparente” che ne esalta il pregio.

Al primo piano, la sezione “Antiche genti di Puglia: i Peucezi” tocca temi quali la guerra, il mondo femminile, il rito del simposio, il sacro e il teatro, raccontati attraverso l’esposizione di celebri corredi funerari provenienti da alcune tra le principali necropoli della Puglia centrale.

La sezione “Preistoria e protostoria in Terra di Bari” arricchisce le storiche collezioni già in esposizione nel Museo provinciale grazie alla lungimiranza dei primi direttori M. Mayer e M. Gervasio, con la presentazione di reperti di rilevanza eccezionale, inediti o poco noti, provenienti dalle più recenti ricerche condotte dalla Soprintendenza nel territorio e di proprietà statale.

Il patrimonio del Museo conta circa 35.000 reperti archeologici di cui 12.000 sono monete della ricchissima collezione numismatica. Attualmente sono esposti al pubblico 1350 reperti: 700 della collezione archeologica della Città Metropolitana e 650 del Ministero che provengono dai depositi della Soprintendenza.

Per un mese, negli spazi riqualificati del Museo Archeologico di Santa Scolastica, conviveranno antico e contemporaneo.

Questa mattina è stata anche presentata la mostra di arte contemporanea “Forme del desiderio. Il racconto delle collezioni” realizzata dalla Città Metropolitana di Bari in collaborazione con il Comune di Bari a cura di Roberta Giuliani e con la direzione artistica di Angelo Ceglie. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato Micaela Paparella, consigliere delegato alle politiche di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del Comune di Bari e Antonella Marino, critico d’arte.

È il collezionismo il tema centrale dell’esposizione che tiene insieme l’archeologico (il Museo fin dalla sua prima apertura ha un patrimonio di opere acquisite anche con lasciti e donazioni private) e il contemporaneo. Negli spazi museali, tra i reperti archeologici, postazioni video tematizzate accompagnano i visitatori in un percorso che racconta il collezionismo attraverso la video-arte, la danza, le interviste a collezionisti e intellettuali, il cinema, la musica, il design. Negli stessi spazi, una selezione di prestigiose opere d’arte prestate da alcuni collezionisti privati del territorio dialogano, con modalità innovative e sperimentali, con la collezione archeologica del Museo.

“La mostra Forme del Desiderio – ha dichiarato Angelo Ceglie – è il racconto delle collezioni in una narrazione che distrae e confonde, giustappone e rivela, traduce e occulta. Un flusso audio/video che non ha un inizio e non ha una fine, ma un centro poroso e permeabile nel quale andrà ad impigliarsi, mi auguro, la curiosità del visitatore”.

“Apre il percorso espositivo l’opera “One Million Years” del 1970 di On Kawara e, con ogni probabilità, stiamo presentando un’opera inedita – ha sottolineato la curatrice Roberta Giuliani-. che è una meditazione e una riflessione sul tempo, uno dei temi centrali della visione di On Kawara, che costituisce anche uno dei nuclei della nostra ricerca sulla quale si fondano le scelte degli interventi culturali che abbiamo da tempo intrapreso per il Museo Archeologico”.

Tra le opere esposte ci sono quelle degli autori americani Sol Lewitt, Robert Mapplethorpe, Robin Heidi Kennedy, Dennis Oppenheim, Andy Warhol, Sol Lewitt, James Brown, Joseph Kosuth, Jenny Holzer, On Kawara, Vincent Shine, Joseph Kosuth e Pat Steir.

La mostra “Forme del desiderio” sarà visitabile fino al 1°agosto con i seguenti orari di apertura: dalle 10 alle 12 e dalle 19 alle 24.

Per tutto il mese di luglio sono previsti eventi collaterali tra proiezioni, dj set e incontri con i collezionisti.

redazione

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