Collegium Musicum, Venerdì 25 giugno a Bari, nel Cortile del Redentore, «Il carnevale degli animali» con Stornaiolo e Solfrizzi (pianisti Iannone e Colafelice)

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Prosegue la stagione 2021 del Collegium Musicum con un appuntamento dedicato a «Il carnevale degli animali» di Saint-Saëns: con l’ensemble diretto da Rino Marrone suonano a due pianoforti Pasquale Iannone e Leonardo Colafelice. Con la partecipazione straordinaria di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo.Cortile dell’Istituto Redentore di Bari – Venerdì 25 giugno, ore 20,30




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La prima parte della stagione 2021 del Collegium Musicum si chiuderà a Bari, nel Cortile dell’Istituto Salesiano Redentore (via Martiri d’Otranto 65), venerdì 25 giugno, alle 20,30, con un concerto realizzato in collaborazione con l’Alliance Française: l’ensemble diretto da Rino Marrone, si esibirà ne «Il carnevale degli animali» di Camille Saint-Saëns, brano definito dal grande compositore francese «Grande fantasia zoologica»: solisti saranno i pianisti Pasquale Iannone e Leonardo Colafelice, con le voci narranti di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, liberi di improvvisare in un canovaccio musicale di grande e caustica ironia. Prenotazione dei biglietti obbligatoria al numero 340.499.38.26 o all’indirizzo email associazionecollegiumbari@gmail.comCosto 15 euro (intero), 10 (ridotto).

Le carnaval des anìmaux, per due pianoforti e piccola orchestra, fu scritto da Saint-Saëns per le festività di un martedì grasso da celebrare con gli amici, ed eseguito a Parigi per la prima volta il 9 marzo 1886, nella casa del violoncellista Charles Lebouc. Questa «grande fantasia zoologica» conquistò subito per la brillantezza della scrittura, ricca di verve e humour, e per la singolarità del soggetto, con quegli animali che erano anche una ironica carrellata di personaggi dell’ambiente musicale parigino. Perciò a Saint-Saëns non sembrò opportuno pubblicare una partitura così «pericolosa», che avrebbe potuto nuocere alla sua carriera (si pensi ai critici musicali che il compositore trasforma in asini o in fossili): vietò quindi che venisse data alle stampe prima della sua morte. Ad eccezione del famoso Cigno, adottato nel 1905 dal coreografo Michel Fokine per un celebre assolo destinato alla ballerina Anna Pavlova.

I quattordici pezzi che compongono questa fantasia zoologica sono una serie di ritratti e caricature, illustrati in musica con straordinario acume e sottile creatività dal compositore: sfruttano un organico ridotto ma molto duttile (che comprende flauto, ottavino, clarinetto, due pianoforti, archi, uno xilofono e un’armonica a vetro, talvolta sostituita da una celesta), trattano virtuosisticamente gli strumenti, ricorrono a forme condensate e a rapide concatenazioni delle idee musicali, utilizzando qua e là citazioni di pezzi celebri, abilmente contraffatte. La suite termina con il «Finale (Molto allegro)»: è l’ultima zuffa degli animali, in una fantasmagorica ricapitolazione (son ben distinguibili le galline e i ragli dell’asino), scritta con sorprendente disinvoltura da quello straordinario artigiano dei suoni, qual era Saint-Saëns.

Redazione

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